Lattoferrina e altri medicinali scomodi

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Le proprietà benefiche della lattoferrina e della vitamina D sono note da tempo. Ultimamente sono tornate alla ribalta anche in relazione al Covid-19. Negli ultimi mesi si è infatti discusso molto, più nello specifico, di una possibile efficacia di questa glicoproteina nel contrastare il Coronavirus.

N è convinto il dottor Massimiliano Carli, fondatore, attuale proprietario e legale rappresentante della Medica sas che lavora da 30 anni nel settore medico.

Ad oggi I vaccini sono l’unica reale, efficace terapia contro il Covid-19?

Assolutamente no! Esistono diversi “vecchi farmaci” come la niclosamide, l’idrossiclorochina, l’ivermectina ed appunto, parlando di sostanze naturali, la lattoferrina. Ad esempio, per quanto riguarda la niclosamide, vi è uno studio condotto da un team del prestigioso King’s College di Londra, assieme all’Università di Trieste che ha scoperto il meccanismo che porta alla fusione anomala delle cellule polmonari infettate dal Coronavirus e come la niclosamide abbia un’azione preventiva riuscendo a bloccare questo processo guidato dalla proteina spike. Lo studio è stato appena pubblicato su Nature.

Se parliamo di lattoferrina abbiamo sempre in Italia il prestigioso studio condotto dalle università di Tor Vergata e La Sapienza di Roma che hanno ampiamente dimostrato l’efficacia nella cura del Covid-19 da parte della lattoferrina.

Sorge spontanea la domanda: perché sembrano esistere, almeno per I Governi ed I loro “scienziati consiglieri”, solo i vaccini?

Qui entriamo in un argomento molto spigoloso! Tutti I vaccini (ad ammissione delle aziende produttrici) sono sperimentali fino al 2023; questo significa che non dovrebbero essere impiegati su larga scala fino a quella data!

Esiste però l’articolo 4 comma 2, del Regolamento CE 507/2006 del 29/03/2006 che dice:

un’autorizzazione all’ immissione in commercio condizionata può essere rilasciata quando il comitato ritiene che, malgrado non siano stati fomiti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia del medicinale, siano rispettate tutte le seguenti condizioni:

  1. il rapporto rischio/beneficio del medicinale, quale definito all’articolo 1 paragrafo 28bis, della direttiva 2001/83/CE risulta positivo;
  2. è probabile che il richiedente possa in seguito fornire dati clinici completi;
  3. il medicinale risponde ad esigenze mediche insoddisfatte ecc. ecc.

Per esigenze mediche insoddisfatte si intende una patologia per la quale non esiste un metodo soddisfacente di diagnosi, prevenzione o trattamento autorizzato nella comunità.

Tutto ciò significa, in parole spicciole, che se esistesse la documentazione scientifica che un’altra sostanza risultasse efficace contro il Covid-19, il comitato dovrebbe revocare l’autorizzazione ai vaccini!

Si capisce bene quindi, che qui entrano in gioco interessi molto molto grandi!

Quindi, questo vuol dire che vi è un interesse superiore affinché non vengano sviluppate altre terapie, perché altrimenti I vaccini potrebbero essere ritirati?

Certamente! I vaccini sono ancora in fase sperimentale quindi si trovano in una situazione molto delicata ed ogni influenza negativa potrebbe farli ritirare dal commercio.

Chi sarebbe interessato ad agire al di sopra del bene collettivo? Quali sarebbero questi interessi superiori?

Non è difficile pensare che Big Pharma abbia enormi interessi affinché I vaccini non vengano “attaccati” da possibili minacce commerciali. . .

All’inizio abbiamo comunque menzionato, aldilà delle terapie naturali, dei farmaci, questi non vengono comunque prodotti da aziende farmaceutiche? Non potrebbero avere gli stessi interessi commerciali su questi farmaci?

No, si tratta di vecchie molecole già impiegate per altri scopi, con un costo molto, molto basso!

Va bene, quindi abbiamo capito l’interesse delle multinazionali del farmaco, ma i governi… perché non dovrebbero prendere in considerazione anche altri metodi di prevenzione e cura?

Alle spalle dei Governi, come tutti ci siamo resi conto in questi mesi, ci sono degli “scienziati consiglieri”… che appunto indicano la migliore strada da seguire ai Governi…

Quindi?

Non tutti I consiglieri sono sempre in buona fede…

Nell’ambiente medico-scientifico, cosa si dice, qual è il pensiero?

Molti sono, per fortuna, I medici di indubbia serietà, che non condividono l’idea di una vaccinazione di massa con vaccini sperimentali. I dubbi sono anche dovuti al fatto che in caso di pandemia, con una vaccinazione a tappeto si corre il serio rischio di selezionare varianti sempre più forti e resistenti, anche ai vaccini, che ricordo comunque sono ben lontani da un’efficacia del 100%.

Purtroppo, il mondo ospedaliero sta costringendo alla vaccinazione tutti I medici, anche se contrari!

Torniamo un attimo all’ efficacia dei vaccini….. Cosa vuol dire in termini pratici che non raggiunge il 100%?

Significa che il soggetto vaccinato può contrarre comunque il virus (tenute conto le varianti attuali in circolazione) e quindi diffonderlo ad altri soggetti; inoltre, vi è un altro grande rischio che porta il nome di ADE (potenziamento dipendente da anticorpi). I vaccini Covid-19 protetti per suscitare anticorpi neutralizzanti, possono sensibilizzare I destinatari del vaccino a malattie più gravi rispetto a se non fossero stati vaccinati; ovvero, I vaccini dichiarati empiricamente utilizzando l’approccio tradizionale, siano composti da proteine, vettore virale, DNA o RNA e indipendentemente del metodo di somministrazione, possono peggiorare la malattia Covid-19.

Questa è una cosa molto grave ,della quale dovrebbero essere informate tutte le persone che si prestano ad essere vaccinate; ma vi è un aspetto legale che lo possa far valere?

Il rischio specifico e significativo Covid-19 di ADE avrebbe dovuto essere e dovrebbe essere divulgato in modo visibile ed indipendente ai soggetti di ricerca attualmente nella sperimentazione sui vaccini, nonché quelli reclutati per le sperimentazioni e I futuri pazienti dopo l’approvazione standard etica di comprensione del paziente per il consenso informato … Detto in parole semplici, dal momento che I vaccini risultano ancora sperimentali, tutti I soggetti che si apprestano ad essere vaccinati, dovrebbero correttamente ed adeguatamente essere informati (consenso informato). Ciò significa che il rischio concreto di ADE dovrebbe essere adeguatamente spiegato ad ogni soggetto in procinto di vaccinazione.

Tornando alla questione iniziale, cosa si potrebbe e si dovrebbe fare per far sì che altre terapie possano trovare la giusta collocazione e presa in considerazione?

Le terapie alternative, cito la lattoferrina, ma vale anche per tutte le altre, ci sono, sono in commercio, per cui bisogna solo decidere personalmente, soggetto per soggetto, di seguirne una. Teniamo sempre conto che per poter evitare qualsiasi malattia, la cosa fondamentale è rinforzare il sistema immunitario quindi, lavorare in prevenzione per non dover poi combattere una malattia ormai sopraggiunta! Ciò significa che consiglio di privilegiare le terapie che hanno questo effetto, piuttosto che contare su prodotti in grado di curare la malattia.

Quali sono le conclusioni che possiamo trarre da tutta questa situazione?

Ritengo che ci siano forti spinte affinché si arrivi ad una vaccinazione di massa continuativa e costante praticamente obbligatoria. Questo potrebbe portare a gravi problemi per la salute pubblica e quindi è responsabilità di ciascuno di noi, nel nostro piccolo, comprendere fino in fondo tutte le verità, capire che il vaccino non è la soluzione al Coronavirus, capire che esistono altre terapie sicuramente molto più sicure da poter seguire, capire che tutto ciò che ci viene continuamente ripetuto dai Media sui vaccini non è necessariamente la verità o la cosa giusta; esistono altre realtà volutamente fatte tacere che devono essere portate alla conoscenza di tutti.

Oggi abbiamo parlato di alcune di queste verità…

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