La Superlega non è morta, anzi è più viva (e prepotente) che mai

La rivelazione del quotidiano El Confidencial: la rinuncia dei fondatori è stata soltanto a parole mentre la realtà dei fatti è ben diversa.

Non si placa la bufera Superlega. Nel giorno in cui il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue, per violazione delle regole sulla concorrenza da parte di UEFA e FIFA, dalla Spagna fanno sapere che nessuno dei club fondatori è veramente uscito dalla competizione europea d’élite. È il quotidiano “El Confidencial” a riportare l’indiscrezione, citando il documento firmato il 17 aprile da Manchester UnitedArsenalChelseaTottenhamManchester CityLiverpoolReal MadridBarcellonaAtletico MadridInterMilan Juventus.

Superlega, rinuncia dei fondatori solo a parole

Tutti questi club hanno lo stesso numero di azioni: “I fondatori hanno deciso di possedere congiuntamente e in egual modo la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente e attraverso una serie di sussidiarie”. Nel momento in cui la pressione – mediatica e non solo – è diventata troppa, in molti hanno fatto marcia indietro. Sembrerebbe però soltanto a parole: “Nessuna di queste squadre ha venduto la propria partecipazione: le azioni che possiedono nella società che gestirà la Superlega sono state mantenute. L’accordo con gli investitori è quindi ancora in vigore, nessuno dei club ha tentato di risolverlo né ha denunciato il contratto in tribunale. La conclusione è ovvia: i club sono ancora membri a pieno titolo. Tutti, nessuno escluso, vanno avanti, anche se qualcuno dice il contrario”.

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