1692 – Processo alle streghe di Salem: impiccata Bridget Bishop

Processo alle streghe di Salem

Il processo alle streghe di Salem è una serie di atti giuridici rivolti a persone accusate di stregoneria che si svolse a partire dal 1692 nel villaggio di Salem (contea di Essex, Massachusetts), il cui territorio in gran parte è ora ricompreso nella città di Danvers. Fu l’ultimo del suo genere nelle colonie britanniche del Nordamerica.

In precedenza 17 persone erano già state sottoposte alla pena capitale nella zona per lo stesso reato, nel corso di una caccia alle streghe durata dal 1647 al 1688. Con i processi del 1692 iniziò la più estesa serie di accuse, arresti ed esecuzioni capitali mai inflitte nei possedimenti britannici del Nuovo mondo per il reato di stregoneria. Al termine del processo furono giustiziate per impiccagione 19 persone, un uomo venne schiacciato a morte per essersi rifiutato di testimoniare, 150 sospettati furono imprigionati e altre 200 persone furono accusate di stregoneria, un numero molto elevato se rapportato al fatto che all’epoca la popolazione del New England era di circa 100.000 unità, raggiungendo un’intensità superiore a quella avvenuta nel Regno Unito.

Le incriminazioni per stregoneria dilagarono in pochi mesi nelle città circostanti: AndoverAmesburySalisburyHaverhillTopsfieldIpswichRowleyGloucester, Manchester, MaldenCharlestownBillerica, Beverly, ReadingWoburnLynnMarblehead e Boston. I processi ebbero inizio ad aprile e terminarono in novembre, quando la protesta di alcuni dei religiosi più influenti del Massachusetts spinse il governatore a sospendere i lavori del tribunale. L’anno successivo un’apposita corte speciale esaminò i casi rimasti pendenti, ponendo fine alla questione.

Bridget Bishop

Bridget Bishop (Inghilterra1632 circa – Salem10 giugno 1692) fu la prima condannata a morte per stregoneria durante i processi alle streghe di Salem nel 1692.

Biografia

Il suo cognome da nubile era probabilmente Playfer, o forse Playford. Si sposò tre volte. Il suo primo matrimonio, intorno al 1660, fu con il capitano Samuel Wasselbe. Il secondo matrimonio, celebrato il 26 luglio 1666, fu con Thomas Oliver, vedovo e importante uomo d’affari, da cui ebbe una figlia, Christian, nata l’8 maggio 1667, che in seguito sposò Thomas Mason.

Rimasta vedova, Bridget fu accusata di aver ucciso il marito ricorrendo ad arti magiche, ma fu assolta per insufficienza di prove. Il suo ultimo matrimonio fu celebrato nel 1687: sposò Edward Bishop, un ricco legnaiolo.

Nei verbali processuali che la riguardano si legge che era originaria di Salem, termine con cui si intendeva Salem Town (oggi Danvers), mentre in altri atti di accusa Salem Village è specificato per esteso. Bridget Bishop potrebbe essere stata anche residente in Salem Town, mentre le prime accuse di stregoneria furono formulate nel Village, ed è probabile che nemmeno conoscesse i suoi accusatori, come potrebbe evincersi dalla sua deposizione davanti alle autorità di Salem Village: «Io non ho mai visto queste persone, né mai sono stata in questo luogo prima d’ora».

Nelle trascrizioni processuali si nota qualche confusione tra Sarah Bishop, moglie di un taverniere di Salem Village e altra presunta strega, e Bridget Bishop, che non era proprietaria di taverne. I riferimenti a Bridget Bishop come giocatrice di shuffleboard, usa a vestire con abiti provocanti e a non avere peli sulla lingua potrebbero derivare da questo equivoco.

Vicenda giudiziaria

Il 19 aprile 1692 Bridget Bishop comparve davanti alle autorità per rispondere dell’accusa di stregoneria formulata da cinque ragazze: Abigail Williams, Ann Putnam, Jr., Mercy Lewis, Mary Walcott e Elizabeth Hubbard. William Stacy, un uomo di mezza età di Salem Town, testimoniò che la Bishop gli aveva detto che altre persone in città la ritenevano una strega. Quando Stacy in diretto confronto l’accusò di sortilegi contro di lui, la Bishop si rifiutò di negarlo.

Un altro uomo del posto, tale Samuel Shattuck, accusò la Bishop di stregare il suo bambino e di colpirlo con una vanga. Testimoniò anche che la Bishop gli chiese di tingere un merletto, che a quanto pare era troppo piccolo per essere applicato su qualsiasi cosa, a meno che fosse una bambola, o un pupazzo per riti vudù. John e William Bly, rispettivamente padre e figlio, testimoniarono di aver visto dei pupazzi nella casa della Bishop e che, dopo aver litigato con lei, avevano notato che il loro maiale si comportava come se fosse stato stregato o avvelenato.

Ci fu anche gente che affermò di aver visto lo spirito della Bishop apparire nelle stanze di diversi uomini, mentre questi dormivano, e di averli aggrediti. Questo tipo di testimonianze presentano le caratteristiche dell’illusione ipnagogica.

Le deposizioni e l’abitudine della Bishop a indossare abiti rossi fanno pensare che gli uomini puritani di Salem temessero di essere vittime delle prodezze sessuali della Bishop. Tuttavia il rosso non era un colore insolito per i vestiti delle donne puritane e la Bishop aveva circa 60 anni al tempo del processo.

Il quadro accusatorio, le dichiarazioni contrastanti proferite dalla Bishop e l’atteggiamento dispettoso tenuto durante gli interrogatori contribuirono a rendere il suo un caso molto difficile da giudicare per i giurati e i giudici.

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