Valzer parlamentare, i cambi di gruppo a maggio

Dopo un mese di aprile senza particolari stravolgimenti, a maggio è ripreso il fenomeno dei cambi di gruppo. Su questa dinamica ha influito la nascita di Coraggio Italia, il nuovo soggetto politico di Giovanni Toti e Luigi Brugnaro.

Nonostante siano passati quasi quattro mesi dall’avvento del nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi, le geografia del parlamento continua ad essere in evoluzione. Dopo un mese di aprile dove non si sono registrate significative novità, a maggio infatti il numero dei cambi di gruppo è tornato a crescere in maniera consistente.

Negli ultimi due mesi infatti tra camera e senato si sono registrati ben 31 cambi di casacca. Un numero che porta il totale della legislatura a quota 259, di cui 111 solo nel 2021. Il valzer parlamentare nelle ultime settimane è stato alimentato soprattutto da due elementi. Da un lato la diaspora dei molti esponenti del Movimento 5 stelle che hanno lasciato o che sono stati espulsi a seguito del loro mancato voto di fiducia a sostegno del governo Draghi.

31 cambi di gruppo avvenuti tra aprile e maggio 2021

Dall’altro la nascita di Coraggio Italia (Ci), nuovo soggetto politico creato dal presidente della regione Liguria Giovanni Toti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. In questa nuova forza politica è confluito un numero consistente di parlamentari. Ciò è avvenuto soprattutto alla camera dove Ci ha raggiunto il numero minimo di deputati richiesti dal regolamento per creare un nuovo gruppo autonomo (20).

Sui cambi di gruppo ascolta il nostro commento su Radio24.

La maggior parte dei membri di questo nuovo gruppo proviene da Forza Italia ma è interessante notare che anche diversi deputati che avevano iniziato la legislatura nel Movimento 5 stelle sono confluiti in questa nuova formazione.

I cambi di gruppo dal 2018 a oggi

La XVIII legislatura si è caratterizzata finora per 3 spartiacque principali: la nascita dell’esecutivo Conte II, l’emergenza legata al coronavirus e, da ultimo, la formazione del governo Draghi. Le due crisi politiche, in particolare, hanno comportato entrambe un numero significativo di cambi di gruppo.

I gruppi rappresentano la proiezione dei partiti all’interno del parlamento. Ogni parlamentare deve aderire ad un gruppo ma può scegliere a quale senza vincoli. E può anche cambiare liberamente nel corso della legislatura.

Vai a “Che cosa sono i gruppi parlamentari”

Dei 259 cambi avvenuti nel corso dell’attuale legislatura, 171 si sono svolti alla camera e hanno visto protagonisti 138 deputati. Mentre quelli a palazzo Madama sono stati 88 per un totale di 65 senatori coinvolti. La discrepanza tra il numero di cambi totali e i parlamentari coinvolti è dovuta al fatto che i membri di camera e senato possono aver cambiato anche più di un gruppo.

Un dato particolarmente significativo riguarda il fatto che i cambi di gruppo registrati dall’inizio dell’anno hanno già superato tutti quelli avvenuti nel corso del 2020 (58). Possiamo dire quindi che il cambio di governo ha provocato forti tensioni all’interno del parlamento. Tensioni i cui effetti sono tuttora in corso e che hanno rivoluzionato la geografia del parlamento rispetto agli assetti scaturiti dalle elezioni del 2018.

Le “vittime” principali di questo fenomeno sono state fin qui essenzialmente 3: il Movimento 5 stelleForza Italia e il Partito democratico. I pentastellati hanno perso ben 93 parlamentari dall’inizio della legislatura (ma dobbiamo ricordare che molti di essi sono stati espulsi), Fi 37 mentre il Pd 31. La maggior parte di questi transfughi è confluita nel gruppo misto che dall’inizio della legislatura, tra camera e senato, ha accolto tra le sue file 65 parlamentari.

259 cambi di gruppo avvenuti dall’inizio della legislatura

Nonostante tutte queste defezioni, il M5s rimane comunque la prima forza del parlamento, rispettivamente con 162 deputati e 75 senatori. Al secondo posto troviamo la Lega con 132 deputati e 64 senatori. Al terzo posto il Partito democratico alla camera con 93 membri e Forza Italia al senato con 52. In quest’ultimo caso, il Pd è stato particolarmente indebolito dalla scissione di Italia viva. A palazzo Madama infatti i senatori dem attualmente sono 38, ovvero il 74,5% di quanti erano a inizio legislatura.

Da notare che mentre alla camera l’asse composto da M5s, Pd e Leu ha un buon margine rispetto alla parte destra della maggioranza formata da Lega, Forza Italia e Coraggio Italia (266 deputati contro 233), ciò non vale al senato. A palazzo Madama infatti i membri di Lega e Forza Italia (in attesa di capire se Ci avrà i numeri per creare un proprio gruppo) sono 116, mentre quelli della coalizione di centrosinistra sono 119. Al senato quindi le due coalizioni sono sostanzialmente in equilibrio.

I cambi di gruppo nel dettaglio

Come abbiamo detto, la nascita di Coraggio Italia ha determinato un significativo aumento dei cambi di gruppo a maggio. La nuova forza politica creata da Toti e Brugnaro ha assicurato il proprio sostegno all’esecutivo. È interessante però analizzare la provenienza dei deputati che hanno aderito a questa nuova forza politica.

Molti dei membri della camera confluiti in Ci provengono da Forza Italia. Gli ex azzurri infatti sono 11. Tra questi anche un nome di rilievo come Michaela Biancofiore. D’altra parte gli stessi creatori di Ci hanno affermato la loro intenzione di raccogliere l’eredità del partito di Silvio Berlusconi.

Grazie a Berlusconi, è stato un coraggioso, ma ora dobbiamo andare avanti, è un altro tempo. […] Noi siamo intenzionati a recuperare gli elettori già andati via

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e leader di Coraggio Italia -27 maggio 2021

Non ci sono però solo ex forzisti nel nuovo gruppo. Tra gli aderenti infatti possiamo trovare anche molti membri del gruppo misto, diversi dei quali avevano iniziato la legislatura nel Movimento 5 stelle. Tra questi possiamo citare Fabiola BolognaGianluca RospiFabio BerardiniCarlo Ugo De Girolamo e Marco Rizzone. A questi si aggiunge Martina Parisse che arriva invece direttamente dal gruppo pentastellato.

I cambi di gruppo avvenuti tra aprile e maggio 2021

Un altro abbandono al gruppo del M5s alla camera è quello di Felice Mariani, passato alla Lega. Ma sono anche altri gli ex 5s che si sono ulteriormente riposizionati dopo aver abbandonato il movimento. Al senato ad esempio, Francesco Mollame è passato alla Lega dopo essere transitato nel gruppo misto. Sempre al senato Gianni Marilotti invece, dopo lo scioglimento del gruppo degli Europeisti (di cui abbiamo già parlato qui) è passato al Partito democratico.

In Ci sono confluiti anche alcuni ex 5 stelle

Un altro cambio di gruppo degno di nota avvenuto in questo periodo è stato quello di Renata Polverini, tornata in Forza Italia dopo essere passata alla componente Centro democratico di Bruno Tabacci durante la crisi del governo Conte. Interessante notare infine che nonostante sia appena nato, paradossalmente il gruppo di Coraggio Italia ha già registrato un abbandono. La deputata Tiziana Piccolo infatti pochi giorni dopo aver lasciato la Lega per aderire al nuovo gruppo, ha deciso di tornare sui suoi passi.

Cambi di gruppo multipli

I cambi di gruppo continuano quindi a caratterizzare l’attività di deputati e senatori anche in tempo di pandemia. Ciò testimonia come i partiti stiano vivendo un periodo di crisi, con rimescolamenti che contribuiscono a variare lo scenario in aula rispetto alle elezioni politiche.

Un fenomeno peraltro difficile da comprendere per i cittadini, che contribuisce a indebolire le maggioranze e a screditare il ruolo del parlamento. Dobbiamo tuttavia ricordare che si tratta di una pratica del tutto legittima, dato che l’articolo 67 della costituzione afferma che ogni parlamentare agisce senza vincolo di mandato.

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato

Articolo 67 costituzione

I regolamenti di camera e senato inoltre non pongono vincoli particolari per i parlamentari. Essi infatti hanno solo l’obbligo di aderire ad un gruppo ma non necessariamente questo deve essere quello della lista con cui sono stati eletti. Allo stesso modo, non sono previsti vincoli per quanto riguarda il numero di cambi che un parlamentare può fare nel corso di una legislatura.

Da questo punto di vista i parlamentari che hanno cambiato gruppo più di una volta dal 2018 sono stati 46. Tra questi, 8 hanno cambiato appartenenza almeno 3 volte.

46 deputati e senatori che hanno cambiato più di un gruppo nella XVIII legislatura

Il parlamentare con il maggior numero di cambi è il senatore Gianni Marilotti che ha iniziato la legislatura nel Movimento 5 stelle, è poi passato in successione al gruppo misto, Per le Autonomie, Europeisti, di nuovo gruppo misto ed è approdato infine al Partito democratico.

Tra gli altri parlamentari con 3 cambi di gruppo possiamo citare Mariarosaria Rossi, passata da Forza Italia al gruppo misto, poi al gruppo degli Europeisti ed infine con lo scioglimento di quest’ultimo di nuovo al misto. Percorso simile anche per Gregorio De Falco che però aveva iniziato la legislatura nel Movimento 5 stelle.

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