Guadagni extra: vergognosa gara tra medici e farmacisti per accaparrarsi le vaccinazioni

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E’ scoppiata una vergognosa guerra tra medici, che ora coinvolge anche i farmacisti, per accalappiare “clienti” cui propinare i propri vaccini. Una guerra a dir poco gretta e meschina, con ambedue le categorie professionali (?) che non esitano a sacrificare etica e deontologia sull’altare della vil pecunia. Disposti, per una manciata di euro in più, a farsi le scarpe a vicenda senza scrupoli, a promuoversi via etere a pazienti e parentado senza pudore alcuno, facendo impallidire persino la miglior Vanna Marchi. E chissene importa se si tratta di anziani o di adulti, addirittura di ragazzini e bambini. Eppure non mi risulta che medici e farmacisti siano tra i frequentatori abituali delle mense dei poveri…

La denuncia arriva da Il Paragone, blog di Gianluigi Paragone, politico (leader di Italexit), conduttore televisivo e giornalista: “Perché si vuole insistere sugli open day e sulla somministrazione del vaccino contro il Covid negli hub? – si chiede non senza un pizzico di retorica – A pensare male è peccato, ma spesso ci si indovina, dice un vecchio detto popolare. Presto la profilassi potrebbe infatti passare alle strutture del territorio, implementando il lavoro dei medici di famiglia. Ma i medici vaccinatori che ora somministrano le dosi di vaccino preferirebbero continuare con le inoculazioni negli hub. Perché?” Basta vedere i guadagni… 

Per molti di loro, come sostiene Graziella Melina su Il Messaggero, il servizio è ben pagato: “Nel caso di medici dipendenti che somministrano il vaccino extra orario di lavoro – spiega Carlo Palermo, segretario nazionale dell’Anaao Assomed, l’associazione dei medici dirigenti ospedalieri – si tratta di produttività aggiuntiva, e quindi ogni ora viene pagata 80 euro lordi. Si chiama libera professione a favore dell’azienda, ed è regolata da leggi emanate durante l’emergenza. Sono stati stabiliti infatti finanziamenti ad hoc”. 

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La questione è diversa per gli specializzandi, che invece “vengono pagati 40 euro l’ora”. Ma per tutti c’è un limite. “Non possono superare mediamente le 10 ore settimanali”. Quindi, un medico può arrivare a guadagnare 3.200 euro al mese, oltre allo stipendio: uno specializzando 1.600, oltre alla borsa di studio”. Peri medici di famiglia, i conti cambiano. “Se somministriamo il vaccino negli hub – sottolinea Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani – ci vengono riconosciuti 6,16 euro a iniezione. Se invece lo facciamo nei nostri studi, abbiamo un surplus di 2,50 solo per la prima dose, per l’acquisto di dispositivi di protezione”. 

Fuori dagli hub, pronti a vaccinare ci sono, oltre ai medici di base e ai pediatri, pure i farmacisti. “Abbiamo firmato un accordo quadro nazionale che prevede 6 euro netti a inoculo – precisa Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma – Poi, sono stati stipulati a livello regionale accordi integrativi con gli assessorati alla salute e, nella maggior parte dei casi, vanno a compensare spese che le farmacie devono sostenere per vaccinare”.

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