Europarlamento choc: aborto come “diritto umano”

La votazione del Rapporto Matic all’Europarlamento è fissata al prossimo 23 giugno. Per la prima volta, l’aborto verrebbe elevato a «diritto umano» e, contestualmente, la protezione della vita pre-natale finirebbe bollata come «violenza di genere». Il diritto d’aborto senza limiti sarebbe quindi esteso alle minorenni, senza il consenso dei genitori. Ci ritroveremmo, poi, alla soppressione dell’obiezione di coscienza per i medici e infermieri non abortisti. Il Rapporto è già stato approvato a maggioranza assoluta dalla Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere del Parlamento europeo.

Nel voto del 23 giugno, a fare da ago della bilancia saranno gli eurodeputati del Partito Popolare Europeo, all’interno del quale vi sono molti contrari ma anche una rilevantissima fetta di indecisi, che risulteranno determinanti. A metterlo in luce è stata la piattaforma CitizenGo, che ha lanciato una petizione, indirizzata proprio agli europarlamentari del Partito Popolare.

Il Rapporto Matic, sottolinea CitizenGo, «rappresenta uno degli attacchi più violenti alla vita dei nascituri che si sia mai visto negli organi UE». Nell’introdurre la petizione, CitizenGo ricorda anche che «l’aborto – così come l’assistenza sanitaria – è una questione di giurisdizione esclusiva degli stati membri e l’Unione Europea non ha giurisdizione in merito».

L’aborto è senz’altro l’argomento centrale del rapporto Matic, che però si prefigge di votare anche su altre questioni, tutt’altro che secondarie: «Indottrinamento LGTB e Gender nella scuola primaria senza informare o richiedere il consenso dei genitori; Interventi chirurgici irreversibili cosiddetti di “cambio di sesso”, anche per i minori, tutti pagati dai sistemi sanitari pubblici; Interferenza con la giurisdizione esclusiva degli Stati membri sulla definizione e la gestione dei loro sistemi sanitari nazionali o delle loro scelte di politica sanitaria nazionale».

CitizenGo indica il vero stratega del Rapporto Matic in Neil Datta, direttore esecutivo del Forum Parlamentare Europeo sui Diritti Sessuali e Riproduttivi. Fu durante un’audizione audizione di marzo che Datta definì CitizenGo «un pericolo per la democrazia». Il presidente di CitizenGo, Ignacio Arsuaga, ha anche accusato Datta di aver trafugato illegalmente dei dati dal suo hard disk e di averli poi travisati. Datta, tra l’altro aveva «aspramente criticato» l’impegno di CitizenGO per contrastare negli anni passati il Rapporto Estrela e il Rapporto Lunacek, che, in qualche modo anticipavano le istanze del documento ora al voto.

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