L’ipocrisia lgbt mette in fuorigioco lo sport

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l’Italia è una nazione di servi

La controprova di questa tesi di Montanelli l’ha data candidamente la Lega di Serie A. Scimmiottando Juventus, Barcellona e Bayern Monaco, ha modificato il proprio profilo Twitter mettendo la bandiera arcobaleno tipica del racket di genere. Ma il nostro essere servi ci fa essere anche scaltri., o almeno così si piccano di essere in Lega. Infatti, il logo in technicolor è apparso sui profili in lingua italiana, spagnola e inglese, ma non su quello destinato alle nazioni arabe.

Quindi, oltre che servi siamo anche ipocriti, il che, al giorno d’oggi, denota coerenza. Del resto, da quelle parti, con quella religione che tanto piace alla rive gauche italiana, se ti professi omosessuale finisci maluccio: in parole povere sei condannato a morte. Chissà cosa ne pensano dei transgender…

Ma siccome ci sono i soldi nel mezzo, e pecunia non olet (i soldi non puzzano), guai a urtare la sensibilità degli amici arabi. Del resto mica possiamo andare contro una religione importante come quella musulmana. Contro la nostra religione tutto è lecito, ma contro quella degli altri è maleducato. Ma perché tutto questo amore servile nei confronti del mondo arabo? Perché ci è andato Renzi? Forse, ma non basta. Sarà mica perché, guarda caso, la finale di Supercoppa di Lega tra Juventus e Inter verrà giocata in Arabia Sudita?

Ah, a proposito. Pecunia non olet è una frase dell’imperatore Vespasiano. Parafrasando: viviamo in una latrina, a tinte sgargianti e colorate.

Il football americano è gay

Una volta tanto siamo riusciti ad anticipare nientepopodimenoche gli Stati Uniti! Nell’economia? Nelle politiche industriali, del lavoro? Nello sviluppo del terziario? Macché, con malcelato orgoglio, possiamo affermare che abbiamo battuto tutti sul tempo, o quasi, nell’accelerare il processo di deriva antropologica.

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Ebbene sì: dopo che il nostro mondo del pallone già si era ammantato di diversità, ora negli USA anche la National Football League (NFL) ha iniziato a fare propaganda lgbt, pubblicando un nuovo video che proclama che “il football americano è gay”.

In un video in bianco e nero, tutto di testo, la NFL ha infatti proclamato che il football americano sta “accettando” ed è “per tutti”, inclusa la comunità lgbtq. Il video aggiunge: “Il football è transgender”, “Il football è bisessuale”, “Il football è per tutti”.

“Sono orgoglioso del messaggio chiaro che questo spot invia ai fan lgbtq+ della NFL: questo gioco è senza dubbio per te”, ha detto a Outsports il direttore della diversità della NFL Sam Rapoport.

“Questo spot parla di celebrare l’orgoglio e l’importanza dell’inclusione. È imperativo usare la nostra voce e sfruttare la piattaforma NFL per guidare un cambiamento positivo, che include supportare ciò che interessa ai nostri giocatori e ciò che essi rappresentano”, ha aggiunto il Chief Marketing Officer della NFL Tim Ellis.

Proprio da andarne orgogliosi!

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