La società di revisione dei conti Deloitte, alla quale sono affidati i giudizi sui bilanci di Invitalia e che, tra l’altro, ha gestito il riassetto dell’ex Ilva e il salvataggio della Pop di Bari, stanga Arcuri riscontrando alcune irregolarità. Per i revisori – si legge sul Giornale – nel bilancio 2020 mancano 20,5 milioni di perdite. “Secondo la critica di Deloitte, gli utili della società pubblica sarebbero stati 16,4 milioni e non i 36,9 annunciati da Arcuri e approvati «senza rilievi» dall’assemblea degli azionisti”. Cioè dal Mef, unico azionista, al 100%. (Continua a leggere dopo la foto)

Questi 20,5 milioni che ballano sarebbero legati alle svalutazioni degli immobili che rientrano nel piano di dismissioni di Invitalia. “Secondo i revisori tali rettifiche sono state inserite dalla società, volontariamente ed erroneamente, «nel prospetto della redditività complessiva anziché nel conto economico» come previsto dai princìpi «Ifrs» adottati dall’Ue. E ciò, sempre secondo Deloitte, «costituisce una deviazione rispetto a tali princìpi, in quanto non ricorrono le circostanze previste per la deroga dalla loro applicazione»”.

Insomma, Invitalia, sotto la guida di Arcuri, ha inserito le svalutazioni immobiliari in una riserva di patrimonio netto, quando per i revisori avrebbe dovuto riportarle nel conto economico, con un impatto negativo sul bilancio di 20,5 milioni. I revisori dei conti della società pubblica accendono dunque il faro sulle manovre, in questo caso contabili, di Arcuri, già noto nel governo Conte per i suoi disastri.