Divide et impera

divide et impera
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Divide et impera.

“Divide et impera” è una locuzione latina attribuita a Luigi XI di Francia (toh, che combinazione), in politica e sociologia si usa per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione. Il tutto dividendo e frammentando il potere dell’opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune. E’ questa la ninfa primaria per ogni regime che si rispetti. E noi poveri “sorci” siamo molto divisi. Ogni riferimento a totalitarismi e dittatori, guru da salotto e mainstream allineati è puramente voluto. Anche stavolta, il maestro Marcello Veneziani, rigira con sapiente buon senso la penna nella piaga.

Il corriere del siero per il “divide et impera”

Il corriere del siero, gazzetta ufficiale del vaccino di regime e quotidiano unificato in formato ideologico, divide ogni santo giorno l’umanità in due razze. Stiamo parlando dei vaccinati e dei mostri. E ne dà puntuale, ossessiva rappresentazione politica dedicando paginate ai virtuosi che caldeggiano gli obblighi, i divieti, le carte verdi, le zone rosse e i domani neri; e ai depravati che sognano una libertà come barbarie, anarchia, contagio, promiscuità, assenza di maschere e vaccini. Allo scopo, il Partito Unico della Sanità, in sigla Pus, non a caso, ha emesso la tessera del regime che sola permette di accedere a tutto, come nei regimi totalitari: la chiama Green Pass ma è la Tessera del Partito senza la quale la gogna, il vituperio, l’interdizione dai pubblici uffici e dai privati movimenti scatta insieme alla discriminazione razziale annessa.

Ogni giorno editoriali, articolesse, bolle pontificie, scomuniche ufficiali abbondano sulle pagine dell’organo ufficiale del PUS. Queste spiegano il divario tra l’umanità e i suoi nemici, che poi corrispondono grosso modo agli elettori del centro-destra, in particolare i “sovranisti”.

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I vaccini

Ora, non ho intenzione di rovesciare la frittata e compiere l’operazione inversa, di glorificare gli uni e vituperare gli altri. Nutrivo e nutro tante diffidenze sui vaccini, i loro effetti e i loro rischi, oscillanti tra due estremi – l’inefficacia o i danni imprevisti a medio e lungo termine. Ciononostante mi sono vaccinato doppiamente. Ho deciso di condividere con i concittadini il percorso, i rischi e il travaglio di questa guerra asimmetrica, assurda e permanente contro il virus e i suoi eredi sfuggenti, chiamati varianti.

L’argomento principe su cui si impernia la campagna forzata di vaccinazione regge su un presupposto purtroppo smentito dalla realtà; non è vero che il vaccino di massa abbatta il rischio contagi perché i due paesi che hanno battuto tutti gli altri per efficienza e copertura vaccinale, vale a dire l’Inghilterra e Israele, capeggiano la classifica dei nuovi contagiati. E hanno fatto due vaccini diversi. Ma si resta interdetti quando si apprende che non solo i malati in forma asintomatica o lieve, che sono poi la stragrande maggioranza, ma anche tra i ricoverati, molto alta è la percentuale dei già vaccinati.

Avendo, con riluttanza e diffidenza, accettato di vaccinarmi, capisco le riserve sul vaccino e soprattutto non accetto lo spartiacque etico, giuridico, ideologico che si sta marcando tra i pro e i contro. Ma nel dubbio, mi sono detto, meglio agire e poi pentirsi che non agire e poi pentirsi ugualmente; non è il consiglio di un virologo ma di Niccolò Machiavelli. Però, ripeto, trovo assurda questa costruzione quotidiana del fossato tra due etnie, due ideologie, con relativo massacro a mezzo stampa di chi non si allinea; spero che i leader politici del versante mostrificato non entrino nel gioco e non si facciano catturare nella rappresentazione conseguente.

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“Divide et Impera”

Ci sono due modi comprensibili di reagire ai numeri in risalita: quelli del partito della prevenzione e dell’allarme, che dicono di affrettarci con le misure restrittive per evitare la catastrofe; quelli del partito del realismo che dicono di monitorare e studiare attentamente la situazione ma di adottare misure solo se risalgono davvero, in numero significativo, i ricoveri, le terapie intensive, il rischio-vita. In questa situazione, i danni prodotti dalle chiusure, dalla psicosi, dalle restrizioni sono superiori ai vantaggi delle misure anticovid a priori, ammesso poi che siano efficaci. Distanziamenti, mascherine in luoghi chiusi o in caso di assembramenti, misure igieniche e controlli, ma non divieti, chiusure, restrizioni a priori.

Non possiamo estenuare così la nostra vita sociale, economica, lavorativa, ricreativa, psicologica. Ma sposando questa tesi non ho certezze né superiori visioni e informazioni; ho più semplicemente una differente valutazione della situazione e mi lascio guidare da un realismo prudente e vigilante.

La politica tra leggi Zan e misure sanitarie

Il tema di fondo che ci consegna però questo scenario, e questa caccia al collaborazionista del covid, accusato di intelligenza con nemico, tradimento del popolo e della democrazia è invece questo: tra leggi Zan e misure sanitarie, la politica si è ridotta solo a un ramo riflesso della biologia; non biopolitica ma ancora più giù, gli unici temi generali sembrano essere quelli che riguardano la vita privata, la salute, i sessi e i genitali, gli orientamenti sessuali e sanitari.

Se vogliamo, è anche un effetto del governo Draghi: non potendo gestire e nemmeno disputare sul recovery plan e non potendo guidare direttamente il paese, la politica regredisce a uno stato puerile e biologico, si fa disputa adolescenziale sul sesso e sulla salute, su cui si impianta la nuova ideologia da passeggio dei nostri giorni.

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Ma guardando la nuova deriva politica rispetto agli scenari globali il quadro che se ne ricava è il seguente: la democrazia e lo spazio della politica sono ridotti ai temi biologici, si può negoziare sui confini della biologia in relazione alla vita delle persone e la loro immunità. Mentre la direzione dei processi macroeconomici e sociali è rigorosamente al di fuori della loro portata, esula dagli spazi della politica e della democrazia, è affidata a gruppi, figure, esecutori e mandanti che detengono il potere decisionale.

Le nuove SS

Non una battaglia investe il modello sociale di sviluppo, il capitalismo globale e i temi della sovranità o della vita economica e lavorativa. Tutto si riduce al rione sanità e politica vuol dire oggi difendere oppure offendere gay, lesbiche trans, migranti e neri. Non è dato un diverso pensiero, una diversa prospettiva. È su quei temi che si battezza o si sbattezza il genere umano e la cittadinanza, per usare un’espressione dell’ultima teologa del lgbtqrfgsjpnkx (scusate, ma non ricordo più a che consonanti si è arrivati per definire la razza eletta e protetta). Per tutelare il nuovo razzismo scendono in campo le nuove SS, Sesso & Sanità…

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