Bassetti, un campione di coerenza vero

Bassetti
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Bassetti, un campione di coerenza vero

Avete presente Matteo Bassetti, quello pelato alla Vialli, fulgido esempio di infettivologo, anzi di “esternologo” da salotto, quello che spunta da tutti i teleschermi lasciando sul posto persino “prezzemolino” Travaglio. Quello che adesso, vera manna per i giornalisti al soldo del mainstream allineato, rilascia interviste a destra e a manca, quello che scrive libri a raffica. Colui che “Chi non si vaccina è contro lo Stato”, quello che “Obbligo di green pass per tutto”, quello che è costretto a vivere sotto scorta per le minacce dei No Vax, quello che, inoltre, conserva gelosamente in bacheca il “carciofo d’oro” di Albenga. Quello che chissà se trova ancora, nella sua fittissima agenda multimediale, qualche minuto da dedicare ai suoi pazienti visto che in fondo, ma in fondo in fondo alle sue priorità, tra le altre cose è anche direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova.

D’altronde lui non manca di ammettere candidamente “Ho 50 anni, professore e direttore, ora la notorietà. Mi piace piacere: non me ne vergogno”. E già qui ci sarebbe qualcosa da ridire, persino senza dover tirare in ballo il giuramento di Ippocrate, la deontologia professionale e via discorrendo.

Un campione di coerenza

Eppure, pare incredibile, il “nostro” non è stato sempre così. Forse non tutti lo ricordano, ma per l’intero 2020 è stato quello che “Le mascherine teniamole per Carnevale”, quello che “Basta con gli allarmismi”, quello che “Non si muore di Coronavirus”. Poi, visto che le sue dichiarazioni venivano puntualmente smentite dai fatti, manco fosse il mago Otelma, per conservare e consolidare la notorietà che a suon di vaticini da prima pagina si era guadagnato, con un salto della quaglia che nemanco Sara Simeoni, è passato sull’altra sponda come se niente fosse.

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E quest’anno, novello fulminato e convertito sulla via di Damasco, tira dritto col vento in poppa, strenuo difensore del totalitarismo che si va affermando. Al fine di dare una ripulitina alla sua verginità un tantino compromessa, ha persino fatto cancellare a Google, per evidenti motivi di privacy, tutto quel che lo riguardava nell’anno vecchio. Provare a cercare per credere. Peccato che, per la boria e il narcisismo che lo contraddistinguono, non ha voluto sforbiciare e rovinare la folta “rassegna stampa” che tiene maniacalmente aggiornata sul suo profilo Facebook. Da cui salta fuori tutto il campione di coerenza che è.

E così vi posso proporre alcune chicche del Bassetti prima maniera:

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Da confrontare con quelle del Bassetti seconda maniera:

A voi tirare le conclusioni.

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