Il dottor Giuseppe De Donno, 54 anni, che per primo l’anno scorso, per curare il Covid, aveva sviluppato in Italia una tecnica già usata con successo in Cina durante l’epidemia Sars – le trasfusioni di plasma iperimmune – è stato trovato morto suicida nella sua casa di Curtatone, in provincia di Mantova.

Una morte, verosimilmente, conseguenza di tutti i feroci attacchi da lui subiti per avere, con pervicacia, difeso una cura economica e che ha strappato alla morte centinaia di pazienti Covid.  Un linciaggio che lo aveva spinto ad abbandonare il suo posto di primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova e che lo aveva turbato profondamente, come documentato da Massimo Mazzucco:

Avevo parlato con Giuseppe De Donno nel marzo scorso, mentre completavo il mio video “Covid le cure proibite”, perché volevo verificare l’accuratezza di alcune informazioni che mi apprestavo a divulgare. Giuseppe De Donno era un uomo distrutto. Dopo quasi un anno dagli eventi che lo avevano coinvolto, ancora non riusciva a capacitarsi del perché la sua cura non fosse stata promossa e sperimentata in tutto il mondo. “Io lo so che funziona – mi diceva – ho visto i pazienti guarire sotto i mei occhi. Eppure sembra che la cosa non interessi a nessuno”. In quella breve telefonata provai in qualche modo a spiegargli che gli interessi economici coinvolti erano troppo forti, e che guarire i malati, in quel momento, non era la priorità di nessuno, ai piani alti del potere. Ma capii che da quell’orecchio non ci sentiva. Ebbi l’impressione di avere di fronte una persona sincera ma profondamente ingenua, totalmente impreparata all’orribile dispetto che gli stava riservando il destino.”

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Con Giuseppe De Donno scompare uno dei pochi medici che, sfidando l’establishment, ha saputo onorare la sua professione e il Giuramento di Ippocrate. Anche per questo, riprendendo appelli che già circolano sul web, proponiamo che la sua persona venga onorata con un minuto di silenzio nelle manifestazioni contro questa folle gestione dell’emergenza Covid e a sostegno delle pur efficaci cure che continuano ad essere ufficialmente negate solo per permettere la commercializzazione di vaccini sperimentali.