Morto monsignor Henryk Hoser, visitatore apostolico a Medjugorje

Morto monsignor Henryk Hoser, visitatore apostolico a Medjugorje
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Morto monsignor Henryk Hoser, visitatore apostolico a Medjugorje

Come è morto monsignor Henryk Hoser?

È morto monsignor Henryk Hoser: in primavera si era ammalato di Covid. Quando sembrava che si stesse riprendendo un’altra infezione lo ha debilitato fino alla morte avvenuta il 13 agosto. Si è spento così, a 78 anni, monsignor Henryk Hoser, il vescovo polacco che, dal 2018, era stato nominato visitatore apostolico per la parrocchia di Medjugorje. A darne la notizia la Conferenza episcopale polacca.

Monsignor Hoser, i cui funerali si svolgeranno il 20 agosto nella cattedrale di Varsavia, era stato incaricato da papa Francesco di accompagnare in modo «stabile e continuo» la comunità parrocchiale di Medjugorje e i fedeli che vi si recano in pellegrinaggio e che «richiedono una peculiare attenzione», spiegava una nota stampa vaticana. Un compito pastorale, senza entrare nel merito della natura delle apparizioni mariane. «Medjugorje», affermava monsignor Hoser, «ci offre il tempo e lo spazio della grazia divina per intercessione della Beata Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, venerata qui con l’appellativo di “Regina della Pace”. Questo appellativo è ben conosciuto tramite le Litanie Lauretane. E il mondo ha tanto bisogno di pace».

Biografia

Henryk Franciszek Hoser (Varsavia27 novembre 1942 – Varsavia13 agosto 2021) è stato un arcivescovo cattolico e medico polacco. Il padre e il nonno sono stati uccisi dai tedeschi dopo la rivolta di Varsavia nella strage di Wola.

Formazione e ministero sacerdotale

Ha conseguito il diploma nella scuola superiore “Thomas Zana” a Pruszków.

Tra il 1960 e il 1966 ha studiato presso la Facoltà di medicina dell’Accademia medica di Varsavia. Da studente è stato inoltre presidente della Corte universitaria di arbitrato dell’associazione studentesca. Dal 1966 al 1968 ha lavorato presso l’accademia del Dipartimento di anatomia in ruolo di assistente; l’anno successivo è entrato in servizio nell’ospedale distrettuale di Ziębice.

Nel 1969 è entrato nella Società dell’apostolato cattolico. L’8 settembre 1970 ha fatto la sua prima professione religiosa. Dal 1969 al 1974 ha studiato filosofia e teologia nel seminario maggiore della sua congregazione religiosa a Ołtarzewo. Nel seminario è stato co-fondatore del circolo delle missioni, un gruppo finalizzato alla preghiera quotidiana per le missioni e i missionari; ha anche presieduto il Consiglio degli alunni. Nel tempo libero, continuava la pratica medica lavorando, con il consenso dei suoi superiori, in un ospedale.

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Il 16 giugno 1974 è stato ordinato presbitero dal vescovo ausiliare di Varsavia Władysław Miziołek. Si è poi recato a Parigi, dove ha completato un corso di francese presso l’Alliance Française e un corso di medicina tropicale al CHU Salpêtrière.

Il viaggio in Ruanda

Nel 1975 è partito missionario per il Ruanda. Lì assolveva le funzioni di parroco, animatore della pastorale, organizzatore della formazione dei laici e promotore dell’apostolato tramite la stampa. Nel 1978 ha fondato a Kigali il centro medico Gikondo e ha dato il via alla campagna “Famiglia ruandese”, finalizzata a promuovere metodi di pianificazione familiare naturali. È anche stato presidente dei centri medici associati a Kigali e capo del Centro di monitoraggio del programma di cura dell’epidemia di AIDS e dell’associazione dei malati. Per diversi anni ha servito come segretario del comitato famiglia e salute della Conferenza episcopale del paese. Si è affermato che lui a quel tempo fosse dalla parte del regime del Ruanda, anche se in quei tempi non ricopriva alcuna posizione importante nella struttura ecclesiastica locale e non aveva alcuna reale influenza sulla situazione del paese.

Ai tempi del genocidio (aprile – luglio 1994) non era presente nel paese. Nel settembre del 1993 aveva infatti lasciato il paese per un anno di formazione. Ha soggiornato a Gerusalemme e poi a Varsavia dove ha seguito uno stage sull’uso degli ultrasuoni all’ospedale Bródnowski, al termine di un corso intensivo di lingua italiana a Roma. Nel 1994 ha partecipato al Sinodo speciale per l’Africa come esperto nel campo dello sviluppo e dei problemi della famiglia. Nel luglio del 1994, durante l’assenza del nunzio apostolico, è stato visitatore apostolico in Ruanda. Il paese era ormai alla fine della guerra civile, durata dall’agosto del 1994 al marzo del 1996. Dal 1981 è stato superiore della missione pallottina nel paese. Dal 1988 al 1991 è stato superiore della nuova provincia che comprendeva Ruanda e Zaire. È stato anche presidente della Conferenza dei superiori maggiori del Ruanda.

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Il ritorno in Europa

Dopo il suo ritorno definitivo in Europa, dal 1996 al 2003 è stato superiore della provincia pallottina di Francia e membro del Consiglio missionario della Conferenza dei superiori maggiori del paese. Nel 2004 è diventato rettore dell’ufficio della procura missionaria pallottina a Bruxelles ed è stato poi coinvolto nella pastorale nell’ambito della Comunità europea.

Nel 2001 ha co-fondato la Federazione africana di azione famigliare, di cui è stato segretario.

Ministero episcopale

Il 22 gennaio 2005 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo titolare di Tepelta, segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 19 marzo 2005 nella cappella del Pontificio Collegio Urbano a Roma dal cardinale Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, consacranti gli arcivescovi Stanisław Dziwisz, prefetto aggiunto della Casa Pontificia e segretario di papa Giovanni Paolo II, e Thaddée Ntihinyurwa, arcivescovo metropolita di Kigali. Come motto episcopale ha adottato le parole “Maior est Deus” (Dio è più grande).

Il 24 maggio 2008 papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo, titolo personale, della diocesi di Varsavia-Praga. Il 28 giugno successivo ha preso possesso della diocesi nella basilica cattedrale dei Santi Michele e Floriano.

Nelle strutture della Conferenza episcopale polacca è stato eletto presidente del gruppo di esperti di bioetica. Ha fatto parte del Comitato della pastorale e del Consiglio per la famiglia. Fa parte della Fondazione “Opera del Nuovo Millennio”. Nel 2014 è stato eletto membro del Consiglio permanente della conferenza episcopale. Il 4 luglio 2009 papa Benedetto XVI lo ha nominato consultore della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Nello stesso anno, è stato nominato membro dell’Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi per nomina pontificia. Nell’ottobre del 2015 ha partecipato al Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Nel 2011 ha ricevuto il titolo di cittadino onorario di Varsavia.

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Inoltre, nel 2011 ha consacrato vescovo ausiliare della sua diocesi Marek Solarczyk. Nel 2005, è stato uno dei co-consacranti dei nunzi apostolici in alcuni paesi africani George Antonysamy e Michael August Blume.

Međugorje

L’11 febbraio 2017 Papa Francesco lo ha nominato inviato speciale della Santa Sede per Međugorje, con compiti prettamente pastorali.

L’8 dicembre successivo lo stesso papa ha accolto la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi per raggiunti limiti di età.

Il 31 maggio 2018 papa Francesco lo ha inviato visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Međugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis; si tratta di un “incarico esclusivamente pastorale” finalizzato ad “assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione”.

Infine, quando e come è morto monsignor Henryk Hoser? Era il 13 agosto 2021, all’età di 78 anni, presso l’Ospedale del Ministero dell’Interno di Varsavia. Soffriva di malaria e recentemente aveva contratto il coronavirus.

Pensiero

Henryk Hoser è stato un oppositore dell’aborto, della pillola del giorno dopo e dell’inseminazione artificiale. Parlando dell’aborto ha affermato che “i bambini vengono uccisi nel luogo che per loro dovrebbe essere il più sicuro, sotto il cuore della madre”.

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