Quello schifo di Google

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Donald Trump ha annunciato che chiederà a una corte in Florida di “bloccare immediatamente la vergognosa e illegale censura da parte delle piattaforme social”. L’ex presidente avvierà una class action nei confronti del Ceo di Twitter, Jack Dorsey, di Google, Sundar Pichai, e di Facebook, Mark Zuckerberg, che lo hanno bannato per altri due anni con l’accusa di aver diffuso informazione distorta e messaggi violenti.

Se negli Usa è stato preso di mira nientepopodimeno che il presidente degli Stati Uniti, in Italia i colossi del Web (massì, aggiungiamoci pure YouTube) hanno avuto vita ben più facile nei confronti di tutti coloro che non hanno voluto mandare il proprio cervello all’ammasso E’ bastato chiudere un blog qui, cancellare qualche pagina là, eliminare profili e oscurare siti con una censura totalitaria in pieno stile “cinese” su tutto quello che non è politically correct e gradito al regime. Adesso, come testimonia Stefano Montanari sul suo blog, hanno alzato ancora il tiro.

Ho acceso il computer per fare una ricerca e sono andato su Google.

Ho provato uno schifo irrefrenabile.

Se George Orwell vivesse e scrivesse ora, potrebbe prendere a prestito quell’entità per riscrivere 1984, un romanzo che, al confronto con il mondo che ci siamo lasciati crescere addosso fino a soffocare non solo noi ma i nostri figli, è la sceneggiatura di un cartone animato di Walt Disney.

Le censure vergognose di cui Google è protagonista, umilianti come sono, non bastavano: ora bisogna dare un’altra accelerata tra “vaccini” e mascherine: “Vaccinati. Usa la mascherina. Salva vite umane.”

Se vogliamo almeno poter dire che abbiamo fatto qualcosa per salvare la prossima generazione, potremmo, per esempio, cominciare a non portare più denaro e consensi a chi, del tutto apertamente, ci sta portando oltre il baratro.

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