Matteo Bassetti aveva Pfizer nel curriculum, ma dopo la notorietà è sparita col bianchetto

Matteo Bassetti aveva Pfizer nel curriculum, ma dopo la notorietà è sparita col bianchetto
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Matteo Bassetti aveva Pfizer nel curriculum, ma dopo la notorietà è sparita col bianchetto

Mi limito semplicemente a riportare la notizia così come compare sul sito del Codacons, il noto Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. A voi il giudizio.

CODACONS: CREDIBILITÀ AI MINIMI TERMINI, TRA LA SARTORIA E IL CURRICULUM SBIANCHETTATO È IMPOSSIBILE PER I CITTADINI AFFIDARSI A PERSONAGGI DEL GENERE

Il CODACONS torna di nuovo ad attaccare Matteo Bassetti, dopo le notizie sul curriculum “sbianchettato” riguardo la collaborazione con Pfizer. Infatti, Matteo Bassetti aveva Pfizer nel curriculum, ma dopo la notorietà è sparita con il bianchetto.

In un momento come questo, in cui i cittadini hanno bisogno di informazioni autorevoli e credibili in materia sanitaria, è inconcepibile che una sovraesposizione televisiva sia offerta a chi colleziona tante vicende lontane dal piano strettamente professionale, e quantomeno inopportune sul piano della terzietà e indipendenza. Per questo, l’Associazione sollecita l’intervento dell’Ordine dei Medici, l’organo incaricato di salvaguardare la credibilità e i diritti della classe medica. Ciò, affinché richiami i suoi iscritti a comportamenti in linea con la professione sanitaria. Inoltre, il CODACONS torna a chiedere l’avvio di procedimenti disciplinari fino all’allontanamento dalla tv per casi del genere. Questo, in alternativa alla scelta volontaria di rinunciare alla professione sanitaria.

Infine, il CODACONS – che si è a lungo occupato del tema dei rapporti tra medici e case farmaceutiche, con un report sui trasferimenti di valore ai medici italiani da cui ha preso spunto un’indagine della Guardia di Finanza – ribadisce la necessità di evitare qualsiasi conflitto d’interessi, specie nel momento di picco della campagna vaccinale. Infatti, si tratta dell’arma migliore per screditare la campagna vaccinale, e invalidare tanti e tanti mesi di sforzi da parte dei cittadini italiani.
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