La Gran Bretagna dice “no” alle vaccinazioni per gli under 15

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È il caso della Gran Bretagna.

Il Regno Unito non autorizza i vaccini sui ragazzi

Nelle ultime ore le autorità sanitarie inglesi avrebbero dovuto infatti autorizzare la somministrazione del vaccino anche per le fasce di età più giovani. E invece è arrivato un ulteriore stop. Il Comitato congiunto sui vaccini e le immunizzazioni del Regno Unito ha infatti dichiarato che per i ragazzi sani tra i 12 e i 15 non esiste un chiaro rapporto rischio benefici a favore di questi ultimi.

Sono in particolare le miocarditi e pericarditi riscontrate a seguito delle vaccinazioni ad mRNA ad aver suggerito la necessaria prudenza alle autorità sanitarie inglesi. Sintomi che, occorre ricordare, sono stati aggiunti dalla Pfizer tra gli effetti collaterali solo in un secondo momento, quando la campagna di vaccinazione era già abbondantemente diffusa.

Ci sono incertezze sulle implicazioni a lungo termine che potrebbero dare le miocarditi e questo rende il rapporto rischio-beneficio per questi bambini davvero ristretto.

Ha dichiarato così il Ministro della Salute britannico Sajid Javid. Il presupposto logico da cui parte questo ragionamento è che il Covid19 non rappresenti un rischio così grave per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni, sia per quel che riguarda i sintomi immediati sia per gli ipotetici effetti sul lungo periodo.

Resta quindi il forte dubbio che le autorità di regolamentazione del farmaco abbiano approvato i vaccini contro il Covid, per le fasce di età più giovani, basandosi su studi ormai datati, e magari fatti dalle stesse case farmaceutiche, senza tenere troppo in conto la leggera incidenza del virus in determinate fasce di età.

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In Italia nessun ripensamento

La netta presa di posizione nel Regno Unito dovrebbe far riflettere le autorità sanitarie italiane che hanno invece aperto le porte ai vaccini sui giovani senza se e senza ma. E da giugno scorso sono stati diversi i casi di ragazzi che hanno subito danni a seguito della vaccinazione o che sono deceduti, su cui la magistratura sta ancora cercando di fare chiarezza.

Nonostante questo è arrivato addirittura un appello da parte della Società italiana di pediatria affinché il vaccino venga promosso in maniera sempre più convinta anche sui minorenni. E c’è chi addirittura spinge per vaccinare gli under 12. “Da novembre il vaccino anche ai bambini”, aveva detto il coordinatore del CTS Franco Locatelli.

Una dichiarazione davvero azzardata, tenuto conto che perfino le stesse autorità di regolamentazione del farmaco, dall’EMA alla FDA, non hanno mai parlato di allargare la vaccinazione agli under 12. Ad oggi dall’inizio dell’emergenza sanitaria, secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, sono 44 i pazienti sotto i 40 anni deceduti a causa del Covid senza patologie preesistenti.

Un numero che dovrebbe far riflettere prima di prendere decisioni avventate, come se il virus fosse egualmente pericoloso per tutte le fasce di età della popolazione.

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