Italia: un regime senza democrazia e stato di diritto

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E’ da un bel po’ che sostengo che in Italia c’è un regime che con la democrazia e lo stato di diritto non c’entrano assolutamente nulla. La Costituzione e l’ordinamento in generale sono completamente calpestati al fine di imporre un regime che esercita un controllo talmente capillare e paranoico approfittando del contenimento di una molto presunta pandemia. Tutto ciò è chiaramente possibile perché gli organi di garanzia sono totalmente paralizzati. Mi riferisco agli organi di garanzia in senso ampio, per esempio la stampa è totalmente asservita ad una narrazione folle, ed è chiaro il perché: i giornali campano di contributi statali e l’unico modo per sopravvivere è quello di piegarsi ai desiderata di chi detiene i cordoni della borsa (il governo).

Per quanto riguarda gli organi di garanzia propriamente detti la realtà è sotto gli occhi di tutti. La magistratura amministrativa è stata colpita da uno scandaletto che ha riguardato il suo presidente e tutti hanno capito che è il caso di stare buoni, del resto “colpirne uno per educarne cento” era una massima orrenda delle Br ma alla bisogna sanno usarla anche gli altri.

Per la magistratura ordinaria – posto che smontare questa assurda montatura è difficilissimo e i tempi sarebbero comunque lunghissimi – ci ha pensato il caso Palamara a delegittimarla e depotenziarla. Rimaneva nel suo piccolo “il Garante per la Privacy” che ha parlato innumerevoli volte contro i provvedimenti del governo che violano i più elementari diritti delle persone. Ma qui Draghi ha agito da perfetto uomo di potere: ha praticamente raddoppiato lo stipendio a tutti. Ovviamente, questo è il primo step, qualora il Garante continuasse a mettere il bastone tra le ruote sono certo che lo scandaletto che lo delegittima è già pronto. Insomma, perfetta strategia degna di Don Corleone, con le sue offerte al ribasso che non si possono rifiutare.

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Stupidi noi che abbiamo creduto creduto ad una operazione casuale in quella che ha portato Draghi a Palazzo Chigi. Quella è un’operazione studiata sin nei minimi dettagli, organizzata occupando o devitalizzando tutti i gangli vitali dello Stato. E pure lui si muove con il piglio e la spregiudicatezza di chi è venuto per restare a lungo (a Palazzo Chigi o al Quirinale).

Prendiamone atto.

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