9 dicembre 1949, Partinico – Ucciso Vincenzo Sapuppo, carabiniere

Il 9 dicembre sera squadriglie di carabinieri dipendenti dal CFRB (Comando forze repressione banditismo, reparto interforze composto da appartenenti all’Arma dei Carabinieri e al corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza) cui era stato segnalato il recente passaggio di alcuni fuorilegge dal feudo Corbisi presso Campoleone, iniziavano una coraggiosa battuta nella zona deserta finché non riuscivano ad individuare, in contrada Uomo Morto, la casa colonica dove si erano rifugiati i banditi. Le squadriglie iniziavano allora una riuscita manovra di accerchiamento distendendosi con le armi puntate sul cascinale, dietro le siepi.

Non passò un’ora che sentirono la porta stridere sui cardini e videro i fuorilegge uscire guardinghi e in fila indiana. Il carabiniere Vincenzo Sapuppo di 26 anni, allora, si drizzò dalla siepe dietro la quale era rimasto nascosto ed intimò a voce alta il «Chi va là». Ma i fuorilegge, più pronti del militare imbracciarono i mitra che scaricarono sul povero giovane fulminandolo all’istante. Tutti i carabinieri balzarono allora in piedi e iniziarono un drammatico inseguimento aprendo un nutrito fuoco contro i fuggiaschi che riuscivano però ad eclissarsi aiutati dal sopraggiungere della notte.

Appresa la tragica notizia il colonnello Luca giungeva nella zona dove si è fermato dirigendo le operazioni di indagini fino all’alba di stamane. Tracce di sangue sparse sul terreno fanno supporre che qualcuno dei banditi sia restato ferito dalle armi dei carabinieri.

La salma del Sapuppo è stata composta intanto in una sala della caserma di Camporeale in attesa che giunga la famiglia, telegraficamente avvertita. Il Sappuppo apparteneva ad una famiglia poverissima di Acireale in provincia di Catania, egli aveva fatto di tutto per farsi trasferire in Sicilia dalla legione di Bolzano dove prestava servizio, appunto per avvicinarsi alla vecchia madre che egli amava teneramente.

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