1982 – Muore la principessa di Monaco, Grace Kelly, rimasta gravemente ferita in un incidente stradale

Grace Patricia Kelly, nota come Grace Kelly o Principessa Grace o anche come Grace di Monaco (Filadelfia12 novembre 1929 – Monaco14 settembre 1982), è stata un’attrice statunitense naturalizzata monegasca.

Celebre star hollywoodiana, vinse l’Oscar alla miglior attrice per la pellicola La ragazza di campagna nel 1955. L’anno seguente, all’apice del successo, decise di abbandonare la carriera cinematografica per sposare il principe Ranieri III di Monaco, divenendo principessa consorte di Monaco. Madre dei principi CarolinaAlberto II e Stefania, morì in un incidente stradale nel 1982. L’incidente fu causato dallo sbandamento dell’auto da lei guidata in seguito alla perdita di conoscenza per un aneurisma cerebrale. Era in compagnia della figlia Stefania, che miracolosamente si salvò, e stavano affrontando una curva vista mare su strapiombo, la curva ripresa anche nel famoso film di Alfred Hitchcock Caccia al ladro, con protagonisti Cary Grant e la stessa Kelly.

Nonostante la breve carriera, l’American Film Institute ha inserito la Kelly al tredicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Biografia

Infanzia

Grace Kelly nacque a Filadelfia, in Pennsylvania, figlia terzogenita di John Brendan Kelly Senior (18891960) e Margaret Katherine Maier (18991990), sorella di John Brendan Jr., Margaret Katherine ed Elizabeth Anne.

La sua famiglia, di origine irlandese, era una delle più importanti della città, saldamente cattolica e di recente ricchezza; tutta l’educazione di Grace e dei suoi fratelli si basò su solidi principi del cattolicesimo, che diventerà in seguito il collante d’amore nell’unione tra Grace e il principe Ranieri.

Suo padre fu un industriale facoltoso, arricchitosi attraverso la propria fabbrica di mattoni, vincitore di tre medaglie d’oro in tre Olimpiadi nella specialità del canottaggio singolo e a due; suo fratello John Junior, detto Jack, seguì questa tradizione. La strada numero 76 di Filadelfia, la nota via Kelly Drive è intitolata a quest’ultimo, che fu membro del consiglio comunale. Si racconta che a stimolare il lato artistico della giovane Grace fu lo zio paterno George Kelly, commediografo vincitore di un premio Pulitzer.

La madre Margaret Maier nacque a Filadelfia da genitori di origine tedesca. Fu la prima donna ad allenare squadre femminili sportive all’Università della Pennsylvania. Secondo tutti i biografi, comunque, il vero eroe di Grace era il padre di origine britannica, John Kelly: bellissimo, carismatico e vincente, fu per sempre il punto di riferimento di Grace.

Carriera cinematografica

Nonostante l’opposizione della famiglia al suo desiderio di lavorare nel cinema, Grace incominciò la carriera nella moda come indossatrice e, contemporaneamente, iniziò anche ad apparire in programmi televisivi e a teatro. Nel 1949, all’età di diciannove anni, fece il suo debutto a Broadway nel dramma di August Strindberg Il padre e per la sua interpretazione vinse il Theatre World Award. Due anni più tardi riuscì a ottenere la sua prima parte nel film 14ª ora (1951). Benché il suo ruolo fosse secondario, la performance della Kelly venne immediatamente notata e già l’anno seguente fu scelta per affiancare Gary Cooper nel western Mezzogiorno di fuoco (1952).

Il film successivo fu Mogambo (1953), pellicola di genere drammatico ambientata nella giungla del Kenya e incentrata sul triangolo amoroso tra l’attrice Grace Kelly, Clark Gable e Ava Gardner. L’interpretazione fece guadagnare a Grace Kelly la nomination all’Oscar per il titolo di miglior attrice non protagonista, che invece andò a Donna Reed per la sua interpretazione in Da qui all’eternità (1953).

In seguito interpretò tre film con la regia di Alfred HitchcockIl delitto perfetto (1954), La finestra sul cortile (1954) e Caccia al ladro (1955). Hitchcock era solito scegliere la propria protagonista con una cura quasi maniacale, favorendo così la carriera di molte attrici di Hollywood. Celebri sono le sue collaborazioni con star bionde come Ingrid BergmanJoan FontaineDoris Day e Kim Novak. Probabilmente però, nessuna di loro riuscì a conquistare la stima del regista quanto Grace Kelly. Bellissima ed elegante, la donna colpì immediatamente Hitchcock, perché incarnava alla perfezione il suo ideale femminile al cinema. Secondo il regista infatti, la bellezza e il portamento di Grace trasmettevano un senso di mistero che era assente in molte altre star di Hollywood. Come dichiarò durante la sua famosa conversazione con François Truffaut, Hitchcock vedeva in Grace una sensualità sfuggente e imprevedibile. A differenza di attrici come Marilyn MonroeSophia Loren e Jayne Mansfield, in Grace la sensualità appariva indiretta, non ostentava erotismo, ma lo nascondeva dietro una maschera di freddezza e distacco. A tal proposito, per descrivere questa dicotomia il regista coniò l’efficace ossimoro “ghiaccio bollente”. Secondo Hitchcock infatti, anche la sensualità aveva un ruolo importante nel gioco della suspence: voleva che le personalità dei suoi personaggi femminili fossero ricche di misteri e sorprese, esattamente come le storie che portava sullo schermo. Fu sul set di Caccia al ladro, girato nel Principato di Monaco, che fece la conoscenza del futuro marito. Prima di Grace, il principe Ranieri aveva intrecciato un fidanzamento di sei anni con l’attrice francese Gisèle Pascal, che poi lasciò quando una visita medica ne accertò l’infertilità (in seguito l’attrice sposò il collega Raymond Pellegrin, da cui ebbe però una figlia). La fede cattolica della Kelly e la sua capacità di mettere al mondo dei figli furono i fattori principali per cui il principe Ranieri la scelse come sposa: il Principato di Monaco sarebbe infatti passato alla Francia in assenza di un erede (non è più così dal 2002, dopo un trattato con la Francia) e, anche se non è indispensabile la celebrazione di un matrimonio con rito religioso, non sarebbe, infatti, pensabile che un principe cattolico divorzi, per poi risposarsi, se la moglie non riuscisse a dargli dei figli.

Nel 1955 vinse il Premio Oscar come miglior attrice protagonista per La ragazza di campagna (1954), prevalendo sulla favorita Judy Garland nel film È nata una stella.

Dopo il fidanzamento con Ranieri, l’attrice dovette interpretare altri due film per far fede agli impegni presi con la casa di produzione, prima del matrimonio. Nel film Il cigno (1956), Grace Kelly interpretò il ruolo di una principessa al fianco di Alec Guinness e Louis Jourdan, un ruolo che assumerà, poco tempo dopo, anche nella realtà. La commedia musicale del film Alta società (1956) fu il suo ultimo film. Il suo matrimonio con il principe Ranieri III di Monaco, avvenuto il 18 aprile 1956, segnò il suo definitivo ritiro dalle scene cinematografiche.

Principessa di Monaco

Le nozze ebbero ovviamente una vasta risonanza mediatica e negli anni seguenti la coppia divenne una presenza abituale nelle cronache mondane. La Kelly prese con molto impegno il suo ruolo di principessa di Monaco e si adoperò per risolvere la crisi diplomatica tra la Francia e il Principato di Monaco del 1962. Nel corso degli anni contribuì a rendere Monaco un luogo d’élite di fama e notorietà mondiale; di conseguenza Monte Carlo divenne una meta di vacanza, soggiorno e divertimento, ambìto da molte celebrità, e anche lo sviluppo immobiliare fu molto intenso.

Nonostante il suo ritiro dal cinema, Grace non smise mai di ricevere copioni, che però puntualmente rifiutava. Nel 1962 Alfred Hitchcock le offrì la parte principale nel suo film Marnie; lei avrebbe accettato, ma la ragion di Stato glielo impedì, soprattutto a causa dell’ambiguo ruolo (una donna cleptomane) che avrebbe dovuto interpretare (il ruolo andrà poi a Tippi Hedren). Nel 1977 il regista Herbert Ross le offrì il ruolo di Deedee in Due vite, una svolta, interpretato poi da Shirley MacLaine, ma anche questa volta Ranieri le negò il permesso di tornare sul set.

Più tardi, decise di tornare sul palco in una serie di letture e di poesie e con la narrazione del documentario I ragazzi dell’opera.

Grace Kelly e Ranieri III hanno lavorato insieme in un cortometraggio nel 1979 della durata di 33 minuti, chiamato Rearranged, del quale si cercò di fare un vero e proprio film di 90-100 minuti, grazie anche al contributo della ABC TV avvenuto nel 1982, dopo la sua prima realizzazione e uscita mondiale proprio a Monaco. Prima che altre scene potessero essere girate, Grace Kelly purtroppo morì quello stesso anno e il film non fu mai pubblicato o mostrato di nuovo. Ranieri III, a seguito della sua morte, non volle più che la pellicola, della quale erano già state girate scene per oltre un’ora, fosse poi fatta distribuire.

Morte

Il 13 settembre 1982 Grace Kelly rimase vittima di un grave incidente stradale. Diversamente dalla consueta abitudine di farsi accompagnare dall’autista, quel lunedì mattina fu lei stessa a guidare la vettura privata e ciò probabilmente dipese dal fatto che lei avesse fatto caricare in auto numerosi bagagli e cappelliere per la sua partenza verso Parigi, prevista per il giorno seguente, con un suo abito da sera, in aggiunta, da indossare per un ricevimento a Palazzo Grimaldi il giorno stesso, fatto stirare dalla governante nella residenza estiva di Roc Agel, dove la famiglia Grimaldi aveva appena concluso il periodo di vacanza; quindi, per evitare che esso si sciupasse, lo fece posare sul divano posteriore dell’auto, lasciando liberi soltanto i due sedili anteriori.

La principessa si mise quindi alla guida della Rover 3500 V8 S marrone scuro in compagnia di Stéphanie, seduta davanti sul sedile passeggero; lasciarono la villa di Roc Agel per il breve tragitto da Monaco alle 9:30 circa. La vettura percorse normalmente il consueto itinerario fino a immettersi sulla strada carrozzabile D 37 in direzione di La TurbieCap-d’Ail. Intorno alle 9:45, in prossimità del pericoloso tornante detto coude du diable, l’ultimo prima della confluenza della D 37 con la Moyenne Corniche (D 6007), la principessa Grace perse il controllo della vettura che, dopo aver sbandato notevolmente, sfondò il muretto di protezione, rovinò giù dalla scarpata capovolgendosi più volte e arrestò la sua caduta precipitando nel giardino di Villa Jean Pierre, una residenza privata situata una quarantina di metri più a valle.

La figlia Stéphanie, che sedeva accanto, riuscì miracolosamente a salvarsi, pur riportando ferite serie e diffuse fratture, ma fu la prima a essere estratta dall’automobile, rovesciata sul fianco destro, mentre le condizioni della madre Grace, già livida e priva di conoscenza, apparvero purtroppo da subito disperate. La principessa Grace fu immediatamente trasportata all’ospedale di La Colle, dove venne operata d’urgenza dal medico professor Jean Duplay. Tuttavia, per tutta la notte intera e il giorno successivo, ogni tentativo di rianimazione per lei fu inutile e l’emorragia cerebrale, ormai troppo estesa, la portò al decesso alle 22:30 del giorno seguente. Dopo quasi due giorni di apprensione da parte della popolazione monegasca e non solo, la notizia ufficiale della sua scomparsa venne divulgata ufficialmente soltanto il giorno successivo e per alcuni giorni fu proclamato a Monaco il lutto cittadino.

In seguito all’autopsia emersero evidenze di gravi fratture craniche e agli arti, nonché l’esistenza di ben due emorragie cerebrali: la prima lieve e più profonda, mentre una seconda più estesa e fatale; in base a questo referto il personale medico ipotizzò che, probabilmente, mentre lei era alla guida, fu avvertito un malore già in corso, causato dalla prima emorragia che con tutta probabilità causò un piccolo ictus, un’ischemia che le fece perdere conoscenza e quindi il controllo della vettura, causando il fatale incidente.

Le esequie furono celebrate il 18 settembre 1982 nella cattedrale di Monaco dall’arcivescovo Charles-Amarin Brand, alla presenza dei rappresentanti di decine di Stati, della principessa Diana, di Nancy Reagan, dell’amico attore Cary Grant e del popolo monegasco. L’evento fu trasmesso in diretta televisiva, seguito da almeno 100 milioni di spettatori. La salma fu tumulata nel deambulatorio in marmo della cattedrale di San Nicola, dove la tomba reale, tuttora, è visitabile vicino a quella del marito consorte Ranieri III, morto nel 2005.

A seguito dell’accaduto, comunque, vi fu un’inchiesta condotta da Roger Bencze, ufficiale della Gendarmerie di Ménton, poiché l’incidente era avvenuto in territorio francese. L’indagine legale dovette poi verificarne le cause e chiarire anche chi fosse alla guida della vettura, poiché i giornali dell’epoca diffusero l’erronea notizia che sarebbe stata la figlia Stéphanie, allora minorenne, alla guida dell’auto. Questa notizia nacque dal fatto che la figlia Stéphanie, sopravvissuta al rovinoso impatto, venne estratta anche lei dal lato conducente della vettura, che era rovesciata sul lato destro. A smentire ulteriormente questa ipotesi vi fu anche Fréderic Mounamia, poliziotto gendarme di La Turbie, che, in precedenza, aveva riconosciuto la principessa Grace alla guida della Rover, quando la vettura era ferma ad un attraversamento pedonale lungo il tragitto.

Dai rilievi sul luogo dell’incidente emerse quindi che non c’erano segni degli pneumatici sull’asfalto e a testimoniare questo vi fu anche Yves Phily, un conducente di un autocarro che viaggiava poche decine di metri dietro la vettura, il quale dichiarò di aver visto la vettura targata “MC 12” sbandare a sinistra verso la parete di roccia che costeggiava la carreggiata opposta, prima di affrontare maldestramente il tornante, senza frenare in sua prossimità e precipitare poi nel vuoto.

Alla luce del referto autoptico, che avanzava la realistica ipotesi di un ictus cerebrale durante la guida della vettura, vennero anche ascoltati i domestici reali, i quali riferirono che la principessa Grace, effettivamente, da alcuni giorni, precedenti la tragedia, si era lamentata di una forte emicrania.

Tuttavia, per togliere ogni dubbio, le autorità francesi richiesero anche una perizia dell’esperto Joël Anton, per analizzare i resti della vettura, che in seguito furono poi anche esaminati da un gruppo di tecnici della Rover, giunti appositamente dalla Gran Bretagna su richiesta della famiglia Grimaldi. Entrambe le perizie tecniche avevano l’obiettivo di chiarire se vi fosse stato un eventuale guasto all’impianto frenante della vettura ma, effettivamente, non venne di fatto rilevata alcuna anomalia.

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