Il siero come Battesimo Satanico? Monsignor Viganò chiarisce: La vittima non ha colpe

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Sul sito del giornalista Marco Tosatti un lettore australiano ha commentato relativamente alla vaccinazione come a una sorta di “battesimo satanico”. Ecco quanto scrive in risposta l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America.

La domanda del lettore australiano è la seguente: “Eccellenza, non trova che affermare che la vaccinazione rappresenta una sorta di battesimo satanico possa suonare un po’ forte per tanti Cattolici che si sono lasciati convincere, in buona fede, a ricevere il vaccino?”.

La risposta dell’arcivescovo Viganò

La ringrazio di avermi fatto questa domanda, che mi permette di precisare il mio pensiero e di rincuorare quei fedeli che, per varie ragioni, si sono fatti vaccinare.

La mia affermazione sulla simbologia satanica del vaccino e sul fatto che possa rappresentare un “marchio della Bestia” riguarda le intenzioni di chi ha deciso di creare una pandemia per poterla usare dolosamente come pretesto per il compimento del Great Reset in preparazione dell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale. È l’élite luciferina a dare questa connotazione quasi esoterica al vaccino, così come attribuisce tratti rituali e liturgici all’intera pandemia. La mia vuol essere un’iperbole, volta a mettere in luce gli aspetti più inquietanti dell’intera farsa pandemica.

Viceversa, il semplice fedele che, anche su consiglio del proprio parroco o del direttore spirituale, o sotto la pressione dei media e delle istituzioni sanitarie, si lascia convincere all’inoculazione non ha alcuna colpa, né gli si può attribuire la responsabilità gravissima di volere, con quel vaccino, apostatare la Fede cattolica e farsi marchiare con il “marchio della Bestia”. Va inoltre ricordato che – come è avvenuto anche per persone che conosco e per alcuni miei parenti – la somministrazione del siero genico è stata spesso imposta con il ricatto o con la coercizione, condizionando le persone a poter fruire di certi servizi, a poter accedere in determinati luoghi o addirittura – come accade oggi in Italia – a poter lavorare solo se si è in possesso del passaporto sanitario e se si è ricevuto il cosiddetto vaccino. Anche molti sacerdoti, per poter esercitare il loro Ministero e poter accedere alle strutture ospedaliere o alle case di ricovero per amministrare i Sacramenti, sono stati costretti a vaccinarsi, spesso su ordine del loro Vescovo.

Sconcerta che la Congregazione per la Dottrina della Fede si sia prestata a far da cassa di risonanza alla deep church e al suo capo, in un momento in cui sarebbe invece stato necessario e doveroso un intervento chiarificatore preciso e inequivocabile. Invece vediamo con quale fretta la CDF si sia precipitata a dare legittimazione morale a dei farmaci sperimentali senza nemmeno conoscerne i componenti, dal momento che essi sono coperti dal segreto industriale; con quale disinvoltura si sia dichiarato moralmente accettabile l’uso di linee cellulari derivanti da aborti, distorcendo l’insegnamento cattolico col solo scopo di compiacere a Bergoglio e alla narrazione pandemica. «Molte eresie morali del nostro tempo contengono anche citazioni di san Tommaso e di altri Dottori della Chiesa», ha giustamente osservato monsignor Athanasius Schneider in un suo recente intervento (qui). Questa fretta – in perfetta sincronia con il clima di emergenza che ha legittimato anche nelle autorità civili scelte sciagurate, sotto la pressione dell’industria farmaceutica – ha fatto sì che la Nota della Congregazione si mostri omissoria e incompleta, perché non tiene conto degli effetti collaterali gravi del siero genico, a breve e a lungo termine.

La Congregazione tace degli aborti indotti alle madri incinte, aumentati in modo esorbitante; tace del rischio di sterilità indotto dal siero; tace delle patologie gravi e dei decessi che esso provoca nei bambini e nei giovani, che pure sono i meno esposti al rischio di ospedalizzazione per Covid. Infine, la nuova tecnologia mRNA utilizzata per la prima volta dai sieri disponibili fa sì che non si possa parlare propriamente di “vaccini”, ma di farmaci o di terapie, peraltro palesemente dannosi e inefficaci; e nessuno può dire quali saranno le modificazioni a livello genetico provocate dall’inoculazione della proteina Spike. La dimostrata inefficacia dei vaccini li priva della liceità inizialmente loro riconosciuta dalla Congregazione, dal momento che il pericolo al quale si sottopone il paziente è sproporzionato rispetto al beneficio – minimo o inesistente – che essi inizialmente avrebbero dovuto assicurare.

Nonostante tutti questi argomenti, Bergoglio si è fatto attivo testimonial dei vaccini, dimostrando con questo suo endorsement il legame intrinseco che lega la deep church e il deep state. È necessario che la Congregazione per la Dottrina della Fede, se non vuole perdere totalmente la propria autorevolezza, si pronunci nuovamente, alla luce dei dati ora disponibili e delle evidenze scientifiche ormai riconosciute dalla comunità scientifica, anche se sono censurate dai media.

Le implicazioni del siero genico sono essenzialmente morali, e come tali non possono essere considerate marginali, anche se da esse dipende il normale esercizio delle attività quotidiane delle persone o la possibilità di esercitare il proprio Ministero per i sacerdoti. Afferma il mio confratello mons. Schneider: «Un rifiuto intransigente e inequivocabile di qualsiasi collaborazione con l’industria fetale è analogo al rifiuto intransigente di qualsiasi collaborazione con il culto degli idoli o della statua dell’Imperatore da parte dei Cristiani nei primi secoli». Ma quale intransigenza possiamo aspettarci, quando Bergoglio accusa di rigidità e di integralismo quanti vogliono conservarsi fedeli al Magistero e non perde occasione per dileggiare e insultare chi non accetta le deviazioni che egli impone con odioso autoritarismo?

Vorrei tuttavia ricordare a quanti hanno subito la vaccinazione che, laddove manchi la consapevolezza circa la natura del siero genico sperimentale o dove in buona fede ci si è fidati dell’autorità civile ed ecclesiastica, credo che in nessun modo il singolo fedele debba sentirsi “colpevole” di essersi vaccinato. La dottrina ci insegna infatti che ogni atto compiuto senza piena avvertenza e senza deliberato consenso non può essere considerato moralmente peccaminoso: questo vale anche nel caso specifico dei cosiddetti vaccini.

Rimane la gravissima responsabilità morale di quanti, costituiti in autorità, hanno esercitato pressioni sui loro sudditi – tanto in ambito civile quanto ecclesiastico – per convincerli a sottoporsi alla vaccinazione. Le conseguenze per la salute di ciascuno, ivi compresi i decessi e le menomazioni permanenti, gravano come macigni sulla coscienza delle autorità sanitarie ed ancor più della Gerarchia ecclesiastica, che dovranno rispondere dinanzi a Dio per le colpe proprie e per quelle che hanno fatto commettere ai propri sudditi.

Preghiamo perché il Signore preservi i Suoi figli da quei danni che, con colpevole leggerezza o, peggio, con criminale complicità sono stati provocati a tanti innocenti, i quali si sono fidati dell’autorità e della parola di coloro che sono preposti rispettivamente alla tutela della salute dell’anima e del corpo.

Questo post ti è piaciuto? Condividilo:
Leggi anche:   Fabriano, nel nuovo oratorio "Carlo Acutis" porte aperte ai bambini fuggiti da Kabul

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *