Professione fuoriclasse, in campo e fuori

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Gioca nel Napoli, è uno dei difensori centrali più forti in circolazione ma, anche fuori dal campo, Kalidou Koulibaly non passa inosservato. Le scelte concrete, l’impegno civile, i gesti solidali di un fuoriclasse del pallone.

La grinta non gli è mai mancata, anzi. È stata forse la caratteristica che gli ha permesso d’imporsi nel calcio che conta, guadagnandosi stima e rispetto di compagni e avversari prima nella squadra francese del Metz, poi giocando in Belgio per il Genk e infine approdando nel 2014 nel Napoli. Ma Kalidou Koulibaly, forte difensore centrale senegalese, non ha fatto parlare di sé solamente per le sue prestazioni in campo.

Presente di successo, passato da ricordare

Kalidou Koulibaly nasce nel 1991 in Francia a Saint-Dié-des-Vosges, I suoi genitori sono stati un grande esempio per lui e, seppur indirettamente, lo hanno accompagnato nella sua passione per il calcio. Lo racconta lo stesso Koulibaly al sito web The Player Tribune:

«Sono cresciuto in Francia in una città che si chiama Saint-Dié, dove c’erano tanti immigrati. Mia madre racconta spesso della prima volta che tornammo in Senegal. Avevo sei anni e un po’ di paura. Fu la prima volta che vedevo i miei nonni e i miei cugini e fu uno shock vedere come viveva la gente in altre parti del mondo. Tutti i bambini correvano scalzi e ci rimasi male. Supplicavo mia madre ad andare al negozio e comprare delle scarpe per tutti, così potevo giocare a calcio con loro. Ma mia madre mi disse: “Kalidou, togliti le scarpe. Vai a giocare come loro”. Alla fine mi tolsi le scarpe di corsa e andai a giocare a piedi nudi con i miei cugini, ed è qui che iniziò la mia storia con il calcio».

Da questo semplice episodio emerge la sensibilità del giocatore partenopeo. Una caratteristica che, come vedremo, ha mantenuto nel tempo nonostante la notorietà ed il successo.

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Tanti gesti solidali che non si dimenticano

Nel gennaio di quest’anno, era stato “pizzicato” da un tifoso in prossimità di un semaforo ad Agnano, zona periferica di Napoli, mentre distribuiva come regalo dei giacconi ad alcuni suoi connazionali, con l’obiettivo di aiutarli a proteggersi dal freddo pungente dell’inverno. Ma questo è solo uno dei tanti piccoli gesti messi in atto da Koulibaly, il quale non ha lesinato donazioni anche di importante valore per situazioni particolarmente delicate, associazioni sportive, case famiglia, persone che vivono in strada.

Il regalo per il suo 30° compleanno

Ma per i suoi 30 anni, compiuti nel giugno scorso, il beniamino di tutti i tifosi del Napoli ha voluto superarsi. Koulibaly ha infatti finanziato e organizzato la partenza di una nave dal porto di Napoli, diretta in Senegal e contenente tanto prezioso materiale sanitario e alimentare tra cui due ambulanze, camici ospedalieri, lettighe e mascherine.

Un gesto che dimostra quanto il difensore centrale partenopeo sia legato alle sue origini, legame confermato dalla sua partecipazione, durante le vacanze estive, a numerosi eventi promossi da associazioni di volontariato in favore dei bambini senegalesi più in difficoltà.

Lotta contro il razzismo e gesti solidali

L’impegno sociale di Koulibaly non si ferma, però, a queste testimonianze concrete di aiuto per i più deboli. Il giocatore si è più volte espresso in modo fermo contro una delle più grandi piaghe del nostro calcio, ossia gli ancora troppo frequenti episodi di razzismo dei quali anche lui è stato oggetto. In un’intervista rilasciata al sito ufficiale dell’Uefa, si è infatti così espresso:

“Le persone devono capire che l’identità di una persona non è legata necessariamente a come è esteriormente, devi guardare più a fondo per conoscere e capire le persone. Il colore non può essere un problema”

E, in riferimento agli incommentabili ululati razzisti che ha subìto in prima persona, continua dicendo:

“La prima volta che mi sono ritrovato a fare i conti con il razzismo, ogni volta che toccavo il pallone partivano i versi della scimmia dagli spalti contro di me. Mi sono sentito come se stessi facendo qualcosa di sbagliato. Mi sono vergognato, mi sono vergognato di essere sul terreno di gioco in quell’occasione. Non sapevo come comportarmi e mi sono sentito perduto. Dopo ho capito che il problema non ero certo io, ma quelle persone che facevano quei versi contro di me e che era qualcosa per cui era necessario fermarsi”.

Un grande inizio di campionato

Kalidou Koulibaly ha iniziato alla grande la nuova stagione, con il nuovo Napoli targato Luciano Spalletti che ha collezionato 6 vittorie nei primi 6 match, issandosi temporaneamente in testa alla classifica. E, oltre alle prestazioni solide, il giocatore senegalese ha impreziosito l’inizio di campionato con un goal molto significativo che ha permesso ai partenopei di battere 2 a 1 la Juventus.

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