Protocolli modificati per mancanza di tamponi: così il Covid riuscì a dilagare

Protocolli modificati per mancanza di tamponi: così il Covid riuscì a dilagare
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Protocolli modificati per mancanza di tamponi: così il Covid riuscì a dilagare

Cosa è successo nella prima fase della pandemia, quando il Covid colse di sorpresa l’Italia e il mondo causando milioni di morti? Perché le prime circolari del governo sulla gestione dell’emergenza sono poi cambiate, in particolare delle disposizioni per l’individuazione dei casi sospetti?

Come rivelato da Presa Diretta, in onda su Rai Tre, ci sono queste domande al centro dell’inchiesta che la Procura di Bergamo sta portando avanti sulla gestione della crisi. Con i famigliari delle vittime che puntano nel frattempo il dito contro l’esecutivo Conte, sostenendo che le modifiche nelle procedure avrebbero permesso al Covid di circolare indisturbato e far precipitare la situazione. Ma cosa è successo, di preciso?

Fino al 26 gennaio 2020, le circolari del ministero della Salute guidato da Roberto Speranza prevedevano che si procedesse a controlli, sotto forma di tampone. E non solo per chiunque avesse avuto contatti con la provincia cinese di Wuhan, ma anche per tutti i pazienti con sintomi riconducibili a Sars. Un passaggio che era stato però modificato il 27 gennaio. Da allora, niente più accertamenti su chi non ha viaggiato verso la Cina o non è stato a contatto con un positivo.

Le cause che hanno favorito l’esplosione del virus?

Consuelo Locati, del team legale che ha intrapreso la causa civile a Roma, è andato subito all’attacco dopo queste nuove rivelazioni: “La Regione Lombardia non aveva i tamponi, i nostri cittadini sono stati mandati a morire”. In particolare, i sospetti sul caso di un cinese residente in Val Seriana, mai classificato ufficialmente come caso Covid, fanno pensare che si sarebbe potuto capire con settimane e settimane di anticipo cosa stava per accadere, intervenendo per tempo. In tutto questo ci sarebbe anche una Commissione d’inchiesta incaricata di fare luce sull’emergenza. Che, però, da tempo ha deciso di coprire l’operato di governo e Regione, senza investigare realmente.

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