Andrea Crisanti, uno dei santi virologi in contatto diretto col demone del Sars-Cov-2, è letteralmente caduto dal pero. Intervistato da Fanpage sul primo vaccino per la malaria approvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il nostro maggiore esperto di zanzare si è accorto che persino questa malattia ad alta letalità è stata trascurata a causa del Covid-19, malattia invece a relativa bassa letalità. 

Crisanti, il covid e la malaria

Ovviamente, essendo stato punto nel vivo del suo specifico campo di ricerca, quello della pericolosa parassitosi trasmessa dalle zanzare femmina del genere Anopheles, Crisanti ha scoperto che la corsa forsennata per contrastare un virus che colpisce in modo grave una ristretta fascia della popolazione sta togliendo preziose risorse alla cura di altre gravi patologie. Dichiara a tale proposito il microbiologo dell’Università di Padova: “I morti di malaria sono sensibilmente diminuiti da vent’anni a questa parte, è vero. Ma negli ultimi tempi il calo è stato meno marcato e il Covid ha complicato ulteriormente la situazione: con la pandemia infatti è diminuito l’impegno finanziario dei donatori e non è stato possibile, per paesi con scarse risorse economiche, riuscire a controllare la malattia. I sistemi più efficaci sono tre: l’impiego di insetticidi, l’eliminazione dell’habitat delle zanzare e il trattamento delle persone infette con dei farmaci. Queste tre azioni per il controllo della malaria devono essere coordinate e protratte del tempo, ma in Africa sono mancate a causa del Covid le risorse necessarie per farlo. Diminuite le donazioni, i malati sono tornati ad aumentare. E di certo le zanzariere, anche se efficaci, non bastano per debellare la malaria.”

Di chi è la colpa?

Ora, di fronte a questa stupefacente presa di coscienza, due elementi emergono con estrema chiarezza. In primis lo stesso Crisanti, insieme a tanti altri suoi colleghi del terrore virale, è responsabile di ciò che oggi sembra tanto preoccuparlo, ovvero l’enorme distrazione di risorse causata dalle misure di contrasto alla pandemia di coronavirus, dal momento che fin dall’inizio di questa tragedia non ha fatto altro che drammatizzare i contagi come se equivalessero all’anticamera dell’obitorio, offrendo un comodo alibi “scientifico” per le insensate chiusure che abbiamo subìto.