L’INPS propone il riscatto gratuito degli anni di laurea

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Riscattare gli anni di laurea senza pagare un soldo. Al momento è solo un’ipotesi (piuttosto costosa per le casse dello Stato) pensata per garantire esclusivamente coloro che stanno per entrare solo ora nel mondo del lavoro dopo aver passato tanti anni sui libri. Ecco come funziona, quali vantaggi porta e chi ne potrebbe usufruire.

«Il riscatto della laurea ha due caratteristiche positive, incentiva il giovane e contribuisce all’aumento delle skills in un paese dove il tasso dei laureati è tra i più bassi dell’Ue. Oltre a pareggiare una sorta di discriminazione che potrebbe denunciare chi resta di più tra i banchi di scuola rispetto all’ingresso mercato nel mercato del lavoro». Sono le parole del presidente dell’Inps Pasquale Tridico che, lo scorso 12 ottobre, durante l’audizione alla commissione lavoro della Camera, ha aperto alla proposta di riscatto gratuito della laurea.

Lo scopo sarebbe quello di facilitare il raggiungimento di una pensione di garanzia per i giovani che entreranno nel mondo del lavoro. Questi si troveranno ad avere percorsi lavorativi discontinui e ricadranno nel sistema contributivo più penalizzante di quello retributivo. Infatti il metodo di calcolo contributivo, che si applica a quanti hanno iniziato a versare contributi dopo il 1996, si basa esclusivamente sui versamenti effettuati. Il problema è che oggi la maggior parte dei lavoratori ha una carriera discontinua, fatta di assunzioni a termine, interruzioni e ripartenze lavorative, accompagnate da stipendi risicati. Da qui l’idea di progettare un sistema di garanzia che assicuri in ogni caso un assegno minimo stabilito e indipendentemente dai contributi versati.

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Il riscatto a pagamento

Il riscatto della laurea, dunque, consente di fare valere gli anni di studio come anni effettivi di contribuzione presso la propria cassa previdenziale. Si tratta di anni per i quali però il cittadino, impegnato nel conseguimento della laurea, non paga all’Inps alcun contributo. Ecco perché oggi il riscatto degli anni di laurea ha un onere contributivo che pesa totalmente sul contribuente, ovvero il cittadino può riscattare gli anni della sua laurea ma pagando di fatto ciò che di contributi non ha pagato in quegli anni. Le somme richieste possono essere anche importanti: tuttavia, dal 2019, grazie al riscatto agevolato c’è la possibilità di versare cifre molto più basse ma occorre rispettare alcune stringenti condizioni.

L’ipotesi del presidente dell’Inps renderebbe gratuiti questi oneri esclusivamente per chi si è appena affacciato al mondo del lavoro. Non sarà possibile, è bene saperlo, riscattare gli anni di laurea gratuitamente per tutti i lavoratori.

Un beneficio molto costoso

Tridico ha avvertito che il riscatto gratuito degli anni di laurea sarebbe una misura piuttosto costosa, nell’ordine dei 4/5 miliardi l’anno ed, essendo le risorse limitate, la proposta dovrà essere messa a confronto con le altre avanzate per superare “quota 100” che, ricordiamo, termina il 31 dicembre 2021.

Tra le proposte che sono sul tavolo del Governo, oltre alla proroga di “opzione donna” e dell’“ape sociale”, si trova anche quella del presidente dell’Inps che permetterebbe di andare in pensione a 63/64 anni con la solo quota contributiva per poi aggiungere al momento del raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia la quota retributiva. Quest’ultima proposta costerebbe, secondo l’Inps, 453 milioni nel 2022 fino a un massimo di 1,1 miliardi nel 2025. Quindi si tratterebbe di un’ipotesi meno costosa rispetto al riscatto gratuito degli anni di laurea. Staremo a vedere.

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