Messico e Stati Uniti hanno concordato giovedì scorso di rilanciare il programma dell’amministrazione Donald Trump attraverso il quale i migranti devono attendere sul territorio messicano la risposta alle loro domande di asilo.

Una battuta d’arresto per Biden

«Il Messico ha deciso che per ragioni umanitarie, e temporaneamente, non restituirà ai loro paesi d’origine alcuni migranti che hanno un’udienza per comparire davanti a un giudice dell’immigrazione negli Stati Uniti per chiedere asilo». Questo il chiarimento del ministero degli Esteri messicano, arrivato dopo settimane di fitta negoziazione tra Washington e Città del Messico. Il programma “Remain in Mexico” sarà dunque ripristinato e così «i migranti che vogliono entrare negli Stati Uniti dovranno aspettare sotto il Rio Grande lesito delle loro domande di asilo». Questo, in estrema sintesi, il nocciolo dell’accordo sancito che ricalca alla lettera l’ordine della Corte Suprema statunitense, che lo scorso 25 agosto aveva inferto un duro colpo allesecutivo di Joe Biden. Il tribunale aveva deciso infatti di dare ragione a un giudice del Texas che aveva chiesto di ripristinare il programma, concepito da Trump per limitare il flusso migratorio dal confine Sud.

Il Migrant Protection Protocol (MPP), questo il nome ufficiale del programma, era stato uno dei cavalli di battaglia di The Donald e uno dei primi simboli trumpiani che Biden aveva abbattuto” quando era salito al potere. Tra i primi gesti subito dopo linsediamento alla Casa Bianca, lo scorso 20 gennaio, il presidente democratico aveva “pensionato” questa legge di Trump da lui definita “disumana”. Invece adesso essa torna vigente insieme al Titolo 42, un’altra legge dell’era Trump che l’amministrazione Biden non ha mai dismesso e che permette di espellere rapidamente i migranti verso il Messico, o sui voli di deportazione verso i loro paesi d’origine.

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Un accordo che non piace ai democratici

I funzionari statunitensi hanno detto che daranno la priorità al Titolo 42 e metteranno i migranti nel programma “Remain in Mexico” solo se non potranno essere espulsi in tempi rapidi. Quello di giovedì sera è un accordo molto criticato dai democratici. “Questo patto tra Messico e Usa costringe il governo Biden a ripristinare una politica disumana e crudele”, ha affermato il senatore della Florida, Bob Menendez, aggiungendo di sperare che “presto Biden torni ad una politica verso l’immigrazione più in linea con i principi della nostra costituzione e di accoglienza verso chi sogna di vivere in America”. Anche i difensori dei diritti umani dei migranti non hanno nascosto il loro disappunto per l’accordo migratorio. L’ACLU, una delle organizzazioni che ha intentato le prime cause contro il programma Rimani in Messico”, ritiene che “il governo Biden non avrebbe dovuto usare la sentenza della Corte Suprema come una scusa per tornare ad un accordo con il Messico e per abbandonare il suo impegno a ripristinare un sistema di asilo equo”, ha affermato Omar Jadwat, direttore del Programma per i diritti degli immigrati.

Il Messico, che per anni aveva rifiutato di ricevere i migranti inviati dagli Stati Uniti, ha iniziato ad accettare le politiche di Trump dopo l’arrivo di Andrés Manuel López Obrador alla presidenza, nel dicembre 2018, facendo crollare il numero dei richiedenti asilo. Con Biden, invece, l’ingresso dei migranti in Messico è esploso, raggiungendo la cifra record di 1,7 milioni nell’ultimo anno fiscale USA.

Tutti gli iscritti al programma saranno vaccinati

L’accordo dell’altroieri tra Messico e Usa ripropone – con lievi modifiche, la più rilevante delle quali il termine di sei mesi come tempo massimo d’attesa per l’asilo – il Migrant Protection Protocol di Trump che, da lunedì 6 dicembre, tornerà in pieno vigore. Secondo il ministero degli Esteri messicano, durante i negoziati è stata discussa anche la necessità di applicare misure contro il Covid-19, come visite mediche e la disponibilità di vaccinare i migranti. Gli Stati Uniti hanno promesso che tutti gli iscritti al programma saranno inoculati. Gli adulti riceveranno il vaccino da Johnson & Johnson, che richiede solo una dose, mentre ai bambini sarà iniettata subito la prima dose di Pfizer e la seconda quando torneranno negli Stati Uniti per le prime audizioni in tribunale.

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Washington ha già annunciato che restituirà i migranti al Messico in quattro porti di ingresso: a San Diego, in California, e a El Paso, Laredo e Brownsville in Texas. L’amministrazione Biden ha anche precisato che i migranti rimpatriati in Messico a Brownsville e Laredo saranno trasferiti in città interne del Messico perché le città direttamente oltre il confine, ovvero Matamoros e Nuevo Laredo, sono troppo pericolose a causa della violenza dei narcos.