La soglia dei pagamenti consentiti con il denaro contante è stata quindi ridotta della metà, come spiegato dal Tempo: sarà applicata “per tutti i passaggi tra persone fisiche o giuridiche: per un prestito, una donazione, o perfino per un regalo a un figlio che superi le mille euro, è obbligatorio usare un ‘metodo tracciato’, ossia pagamenti elettronici o bonifici, altrimenti scattano le sanzioni”. Tutto invariato, invece, per quanto riguarda prelievi e versamenti in banca.

Novità anche per i commercianti, che ora dovranno accettare transazioni anche di pochi euro con pagamento attraverso bancomat e carte di credito: non sarà quindi più sufficiente avere il Pos, ma sarà obbligatorio utilizzarlo. Tutti gli emendamenti che erano stati presenti ad hoc alla manovra sono stati respinti, con alcuni partiti come Forza Italia e Lega che pur dicendosi contrari hanno alla fine ingoiato il boccone amaro per non creare tensioni all’interno della maggioranza.

Il 2022 segnerà così un salto indietro nel tempo fino al governo Monti, che alla fine del 2011 aveva inserito nel decreto Salva Italia una norma per portare l’uso del contante al minimo storico di mille euro per “tracciare i movimenti finanziari, contrastare il riciclaggio di capitali illeciti e combattere evasione ed elusione fiscale”. Le associazioni dei commercianti hanno subito lanciato l’allarme, parlando di “un provvedimento iniquo perché non condiviso a livello comunitario e senza uniformità di applicazione in Europa, dove solo in 12 Paesi, compresa l’Italia, sono vigenti limiti all’uso del contante”. E puntando il dito contro l’assenza di norme per far pagare meno i costi delle commissioni, con il rischio di fare semplicemente l’ennesimo regalo alle banche.

Leggi anche:   Crisi Kazakistan: chi sono i miliardari che stanno perdendo le loro fortune