Qual’è il vero significato di “convivere con la Covid”?

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Perché i media stanno facendo un passo indietro sull’isteria Covid? È perché la “pandemia” è davvero finita o fa parte del processo di condizionamento?

Negli ultimi giorni, o addirittura nelle ultime settimane, abbiamo assistito ad un cambiamento radicale nell’atteggiamento dei media nei confronti della “pandemia” Covid.

Ci sono stati numerosi esempi e, se i media non fossero così strettamente controllati, potrebbero anche essere definiti “dissenso.”  Ma, visto che i media sono strettamente controllati, dobbiamo considerarli un ingannevole cambio di messaggio.

Il dottor Steve James, un consulente anestesista, ha pubblicamente contestato il Ministro della Sanità britannico, Sajid Javid, sulla scarsità di dati scientifici a sostegno degli obblighi vaccinali. Da notare che l’intervento è stato effettivamente trasmesso su Sky News:

Qualche giorno fa la dottoressa Rochelle Walensky, la direttrice del CDC, è andata su Good Morning America per discutere dell’ondata “Omicron” e ha sottolineato il fatto che la maggior parte dei “morti per Omicron” ha co-morbidità multiple.

In un’altra intervista, con Fox News, la dottoressa Walenksy ha detto che il CDC sta per pubblicare i dati su quante persone sono morte di Covid e quante con Covid.

Questo pone una serie di domande importanti.

1. Perché la direttrice del CDC inizia (apparentemente) ad avere dubbi del genere sulla Covid dopo due anni in cui aveva fatto finta di nulla?

2. Perché Sky News ha mandato in onda, e poi twittato, il video di un medico che mette in dubbio la parola del Ministro della Sanità?

3. Perché il Guardian sta pubblicando titoli come “Fine della vaccinazione di massa e convivere con la Covid, dice l’ex capo della task force sui vaccini” e cita personale medico che dice che dobbiamo “trattare la Covid come l’influenza”?

4. Perché vengono pubblicizzati nuovi studi che affermano che i linfociti T del normale raffreddore possono “proteggere dalla Covid“?

Questa nuova messaggistica e il rallentamento della narrativa sono innegabili. C’è una nuova trama nella storia: “vivere con la Covid.”

Per oltre un mese questa è stata una frase costantemente ripetuta su tutta la stampa occidentale.

Il 1° dicembre, Forbes titolava:

Ecco perché la Covid-19 endemica sarà motivo di celebrazione

Un articolo che sosteneva, tra le altre cose, che “la Covid-19 endemica non sarà peggiore dell’influenza stagionale.” Questo concetto è stato poi ripetuto fino alla nausea da numerosi altri media.

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Abbiamo già menzionato l’articolo del Guardian dell’8 gennaio, ce n’è anche uno precedente, del 5 dicembre, intitolato “Dalla pandemia all’endemia: ecco come potremmo tornare alla normalità.”

Nello spazio di due settimane la CNBC ha pubblicato tre storie quasi identiche su questo argomento:

La pandemia Covid potrebbe finire l’anno prossimo, dicono gli esperti – ecco cosa sembra e come gli Stati Uniti potrebbero arrivarci” – 9 dicembre

La pandemia potrebbe finire nel 2022 – ecco come presto potrebbe essere la vita ‘normale,’ secondo gli esperti medici” – 15 dicembre

Omicron potrebbe diffondersi in tutti gli Stati Uniti e, potenzialmente, accelerare la fine della pandemia di Covid, dice un esperto” – 22 dicembre

Il giorno di Capodanno, Vox aveva un pezzo intitolato:

Nonostante Omicron, la Covid-19 diventerà endemica. Ecco come.

Bloomberg riporta che Omicron segnala la fine “della fase acuta della pandemia.”

Proprio ieri il New York Post riportava: “La COVID diventerà endemica entro la fine dell’anno, prevede l’ex capo della task force di Biden” e USA Today si chiedeva: “La pandemia sta cambiando. Omicron porterà una ‘nuova normalità’ per la COVID-19?

E oggi Channel 4 ha affermato che “La Covid nel 2022” significherà “imparare a convivere con il virus.”

Questo genere di messaggistica non coinvolge solo i media. Stanno uscendo rapporti secondo cui “convivere con la Covid” sarà la strategia del governo britannico per il 2022 e una pubblicazione ufficiale su questo argomento è prevista “entro poche settimane.”

Quindi, “convivere con il virus” sta per essere aggiunto al frasario Covid, insieme ad “appiattire la curva” e alla “nuova normalità.” Ma cosa comporta in realtà?

Quando si dice “convivere con la Covid,” cosa si intende veramente?

Beh, in primo luogo, non facciamo l’errore di fidarci del governo, dei media o degli “esperti” solo perché hanno iniziato a dire il 20% della verità.

Sono bugiardi, hanno un’agenda, questo è un dato di fatto, e dovreste sempre esserne consapevoli, anche quando (o soprattutto quando) vi dicono improvvisamente quello che volete sentirvi dire.

Non hanno visto la luce, non stanno correggendo i loro errori, non hanno finalmente riacquistato il buon senso e non stanno cambiando schieramento. Non ci sono state conversioni sulla via di Damasco. Non è una presa di coscienza collettiva destinata a travolgerre l’élite.

Hanno un’agenda. Hanno sempre un’agenda.

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Dovreste anche togliervi dalla testa l’idea di “tornare alla normalità.”

Questo non succederà.

Come facciamo a saperlo? Perché l’hanno detto loro.

Metà degli articoli che parlano di “convivere con la Covid” spiegano in dettaglio come, in realtà, le cose non cambieranno affatto. Prendete questo, dal Guardian di ieri:

‘Convivere con la Covid’ non deve significare abbandonare tutte le misure di protezione

Il pezzo fa presente che la Covid potrebbe diventare presto endemica, che testare una popolazione asintomatica potrebbe essere controproducente e che forse non andrebbe fatto, ma non inverte la rotta su mascherine o vaccini e lascia aperta la possibilità di nuove “varianti” che potrebbero obbligare ad altri lockdown in futuro:

“Convivere con la Covid” non deve significare la rinuncia a tutte le misure di protezione. Se una migliore ventilazione e l’uso delle mascherine riducono l’impatto delle malattie respiratorie invernali, questo è positivo, anche se il Sistema Sanitario non corre più il pericolo di essere sovraccaricato. Dovremo anche rimanere vigili sulla minaccia di nuove varianti, che potrebbero ancora causare gravi colpi di coda. Non c’è nessuna garanzia che un’altra variante, più infettiva e più virulenta di Omicron, non possa emergere in futuro. Gli scienziati dicono che sostenere il programma di vaccinazione globale sarà cruciale per assicurare il ritorno alla normalità.”

Le mascherine, il telelavoro e il distanziamento sociale in ambienti affollati potrebbero “essere mantenuti,” secondo uno degli articoli della CNBC di cui sopra. E “i richiami dei vaccini Covid potrebbero diventare come i vaccini annuali per l’influenza.”

Nel frattempo, gli “esperti” stanno avvertendo che, anche quando la Covid sarà diventata endemica dovremmo prepararci a “picchi” ogni tre o quattro mesi.

Sembra che “convivere con il virus” significhi mantenere lo status quo, allentare alcune restrizioni, ma lasciare la strada aperta a nuove ondate di porno-paura ogni volta che ce ne sarà bisogno.

Ma perché? Perché lo stanno facendo proprio adesso?

Potrebbe essere che ci siano spaccature e fazioni, fratture nei pavimenti dei corridoi del potere. Forse alcuni membri del grande club vogliono bloccare la “pandemia” al punto in cui è, temendo che qualsiasi altro progresso lungo il percorso del “Grande Reset” possa mettere in pericolo la loro posizione o la loro ricchezza.

Può darsi.

Quello che considero più probabile è che sentono di essersi sovraestesi e si rendono conto che un altro balzo in avanti potrebbe mandare in pezzi tutta la loro narrativa.

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Per usare una metafora appropriata, immaginate l’agenda del “Grande Reset” come un esercito invasore che marcia e conquista una città dopo l’altra, vincendo una battaglia dopo l’altra e facendo terra bruciata di tutto quello che trova.

Arriva però un momento in cui si deve fermare. Le linee di rifornimento sono al limite, gli uomini sono stanchi, il loro numero sta diminuendo e i partigiani nei territori occupati oppongono sempre più resistenza. Se continua ad avanzare potrebbe crollare l’intera campagna.

Quello che si fa in una situazione del genere è ritirarsi in una posizione difendibile e fortificarla. Non si restituisce il territorio conquistato o almeno non molto, ma si smette di avanzare.

La popolazione della nazione invasa sarà così contenta che la guerra sia finita, sarà così stanca di combattere e sarà così sollevata dalla tregua da non rendersi veramente conto di quanto territorio le è stato sottratto. Potrebbe anche dire: “che se lo tengano pure, basta che smettano di attaccarci.”

È così che funziona il processo di conquista fin dai tempi dell’antica Roma. Un ciclo di aggressioni e poi le fortificazioni.

Quando passeremo da “pandemia” ad “endemia” non riavremo indietro i nostri diritti; gli obblighi vaccinali, la sorveglianza, la cultura della paranoia e della paura rimarranno, ma la gente sarà così sollevata dalla pausa nella campagna di paura e propaganda che smetterà di resistere.

Non si ribelleranno e la “Nuova Normalità” diventerà esattamente questo, normale.

Diavolo, probabilmente daranno anche il via libera ai finanziamenti per qualsiasi cosa Bill Gates voglia fare per assicurarsi che “La Covid sia l’ultima pandemia.”

E poi, un giorno, quando la gente sarà di nuovo tranquilla e docile, tornerà una nuova variante o ci sarà bisogno di un “lockdown climatico” e la spinta per il controllo di ogni aspetto della nostra vita ricomincerà davvero.

La cosa migliore che possiamo fare è non cadere nella trappola.

Non è che i politici della stampa e Big Pharma si siano appena resi conto della verità, stanno solo usando alcune piccole parti di una verità che hanno ignorato per due anni per rafforzare la loro posizione.

Ma questo non lo rende un male.

Il fatto stesso che sentano il bisogno di farlo dimostra che la resistenza sta crescendo e che stanno cercando di farci abbassare la guardia.

Ora sarebbe il momento peggiore per smettere di combattere.

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