2009 – Ammaraggio aereo di emergenza nel Fiume Hudson a New York

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Il volo US Airways 1549 è stato un volo commerciale partito dall’aeroporto LaGuardia di New York e diretto a CharlotteCarolina del Nord, che il 15 gennaio 2009, pilotato dal comandante Chesley Sullenberger e dal primo ufficiale Jeffrey Skiles, effettuò un ammaraggio di emergenza nel fiume Hudson, cinque minuti e otto secondi dopo il decollo, a causa di un impatto con volatili che danneggiò irreparabilmente entrambi i motori dell’Airbus A320. L’incidente non provocò vittime. Tutti i 150 passeggeri e i cinque membri dell’equipaggio riuscirono ad uscire dall’aereo sistemandosi sull’ala e sugli scivoli galleggianti e furono tratti in salvo nel giro di 24 minuti, inizialmente da alcuni battelli avvicinatisi all’aeromobile e poi dai soccorsi sopraggiunti nel frattempo.

L’aereo

L’aeromobile, un Airbus A320-214, marche N106US, dotato di due motori turboventola CFM International CFM56, tra i più popolari e tecnologici modelli di jet di linea al mondo, era stato assemblato all’aeroporto di Tolosa Blagnac in Francia nel giugno 1999. L’aereo era stato poi consegnato alla compagnia il 2 agosto 1999 ed era stato registrato presso Wells Fargo Bank Northwest, NA.

Secondo la documentazione certificata dal FAA e rilasciata l’indomani dell’incidente dalla US Airways, l’apparecchio aveva compiuto 16299 cicli di volo per un totale di 25241,08 ore di volo. Complessivamente i due motori avevano operato per 19182 ore quello di sinistra e 26466 ore quello di destra. L’ultima revisione era stata effettuata il 6 dicembre 2008 e la revisione annuale era invece stata effettuata il 19 aprile 2008, con esito positivo.

Inoltre l’apparecchio era dotato di sistemi Fly-by-wire, capaci di assistere il pilota nelle manovre e concepiti per agevolare le operazioni necessarie per riavviare i motori in caso di avaria.

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Fonte primaria per la corrente elettrica necessaria al corretto funzionamento dell’aeromobile erano sempre i due motori turboventola, anche se l’apparecchio è provvisto di un generatore di corrente ausiliario (APU) che produce corrente attraverso una turbina di ridotte dimensioni. L’aeromobile è anche provvisto di una ram air turbine (RAT), un’elica che esce automaticamente dalla fusoliera e fornisce la corrente elettrica necessaria al funzionamento dei sistemi primari in caso di impossibilità di utilizzo sia dei motori che dell’APU.

Infine, per prevenire in caso di ammaraggio il possibile allagamento degli scompartimenti bagagli e delle sezioni inferiori della fusoliera, l’apparecchio è dotato di un sistema di chiusura di tutte le valvole e aperture situate al di sotto della linea di galleggiamento. Nonostante questo accorgimento, al momento dell’ammaraggio il meccanismo di chiusura stagna non fu attivato, in quanto pilota e copilota ritennero che l’impatto con l’acqua avrebbe comunque aperto delle falle nella fusoliera dell’aeromobile.

Il volo

Il volo 1549 era un volo interno, diretto dall’aeroporto LaGuardia di New York all’aeroporto Internazionale di Seattle-Tacoma nello Stato di Washington, con una sosta prevista presso l’aeroporto Internazionale di Charlotte-Douglas, in Carolina del Nord. L’aereo decollò come previsto dall’aeroporto LaGuardia alle ore 15:24:56 (ora locale) del 15 gennaio. Il pilota riferì alla torre di controllo di avere raggiunto quota 700 piedi (circa 213 m) alle ore 15:25:51. Complessivamente a bordo si trovavano 150 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio inclusi il comandante e il primo ufficiale, per un totale di 155 persone. Il comandante era il pilota Chesley “Sully” Sullenberger, all’epoca dell’età di 57 anni, aviatore di grande esperienza, già pilota della United States Air Force fino al 1980 e appassionato pilota di alianti. Il copilota era invece Jeffrey B. Skiles, all’epoca dell’età di 49 anni. Skiles, a differenza del collega Sullenberger, era alle sue prime esperienze a bordo degli A320, dal momento che aveva ricevuto solo di recente l’abilitazione a pilotare questi apparecchi. Le assistenti di volo erano Donna Dent, Doreen Welsh e Sheila Dail.

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Ľincidente

Ai comandi del volo 1549 al momento del decollo dall’aeroporto LaGuardia di New York si trovava il copilota Skiles, che fu anche il primo a notare lo stormo di uccelli (oche canadesi) a quota 3200 piedi dirigersi verso l’apparecchio due minuti dopo che quest’ultimo era decollato. La collisione con lo stormo avvenne alle ore 15:27:11, quando pilota e copilota riferirono di avere sentito alcune forti scosse nella sezione frontale dell’aereo. In seguito all’impatto con lo stormo entrambi i motori dell’apparecchio furono investiti dalle carcasse di diversi volatili e persero rapidamente potenza. Il comandante Sullenberger prese immediatamente i comandi dell’apparecchio, mentre il copilota Skiles avviò la procedura di emergenza per riavviare i motori, che nel frattempo si erano spenti.

Alle 15:27:36, utilizzando l’indicativo di chiamata “Cactus 1549”, il pilota comunicò al controllo del traffico aereo di New York di aver subito uno scontro con uno stormo di uccelli, di aver perso entrambi i motori e di voler eseguire un atterraggio di emergenza. A rispondere alla chiamata del pilota fu il controllore di volo Patrick Harten, che istruì immediatamente il pilota sulla rotta da seguire per atterrare all’aeroporto LaGuardia, da cui era decollato, dando le istruzioni per raggiungere la pista di atterraggio numero 13, e informò allo stesso tempo il personale a terra di prepararsi ad accogliere un apparecchio in difficoltà.

Nonostante l’intenzione iniziale di tentare un atterraggio d’emergenza presso l’aeroporto di partenza, Sullenberger si rese conto ben presto che un tentativo di ritornare a LaGuardia sarebbe fallito, in quanto il vento soffiava in direzione contraria. La torre di controllo gli suggerì allora di andare in New Jersey ed atterrare presso l’aeroporto di Teterboro, situato a breve distanza, operazione nella quale avrebbero avuto il vento a favore. Immediatamente il controllore di volo contattò quindi il Teterboro Airport informando la torre che il volo 1549 richiedeva il permesso di effettuare un atterraggio d’emergenza. Il comandante Sullenberger si rese però conto che anche questa destinazione si trovava a una distanza comunque eccessiva e che, considerata la velocità con cui il velivolo perdeva quota, molto probabilmente sarebbe stato impossibile arrivarci. Impossibilitato a raggiungere un qualsiasi aeroporto, Sullenberger decise che l’unica possibilità rimasta per evitare di schiantarsi era quella di effettuare un ammaraggio sul fiume Hudson. A questo punto il controllo del traffico aereo riferì di aver localizzato il volo 1549 a soli 900 piedi di quota dirigersi in direzione del ponte George Washington e allertò la polizia portuale di New York di tenersi pronta a soccorrere i superstiti. Circa 2 minuti più tardi, 90 secondi dopo che il comandante aveva annunciato ai passeggeri di prepararsi all’impatto, l’apparecchio ammarò (ore 15:30:39) imbarcando una notevole quantità di acqua ma senza subire gravi danni alla fusoliera. Dal bird strike all’ammaraggio passarono 208 secondi. Tutti i passeggeri riuscirono ad abbandonare l’apparecchio e mettersi in salvo. Pochi mesi più tardi, all’aeroporto LaGuardia, nella sala piloti fu appeso un quadro con la procedura eseguita da Sullenberger, come onore e merito all’esperto pilota, ed essa fu inserita nelle procedure d’emergenza dell’aeroporto.

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