La proposta della Lega: utero in affitto reato universale

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“È una violenza a danno di donne e bambini”, così Matteo Salvini ha definito l’utero in affitto, spiegando l’istanza morale alla base della mozione presentata dalla Lega, con la quale si vorrebbe dare una severa stretta al ricorso a tale pratica, in modo che venga considerata un reato anche se commesso all’estero da cittadini italiani.

In particolare: “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni è punito con la reclusione da tre a cinque anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1,2 milioni a due milioni di euro. La surrogazione di maternità è vietata anche se commessa all’estero da cittadino italiano”, è la proposta di legge presentata, dalla Lega, alla Camera. In territorio italiano, nonostante i vari “spottoni” mediatici sull’utero in affitto, in realtà, questa pratica è già vietata ed è punita con la reclusione da tre mesi a due anni e con sanzioni che vanno da 600.000 euro a un milione di euro.

Le ragioni della “stretta” proposte dalla Lega vengono ulteriormente chiarite da Simona Baldassarre, eurodeputata e responsabile del dipartimento Famiglia della Lega. Si tratta di un’azione finalizzata a porre un argine, dopo la sentenza delle Sezioni Unite Civili della Cassazione n. 9006/2021, depositata il 31 marzo 2021, “che, seppur come effetto non voluto e confermando la illiceità penale dell’utero in affitto e della sua relativa compravendita, permette la trascrizione all’anagrafe di un bambino nato da maternità surrogata riconosciuta in un altro stato”.

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Questa è dunque l’ambiguità di fondo che alla Lega non piace, cioè un vero e proprio “escamotage” per scavalcare la legge attualmente vigente nel nostro Paese. Ora, speriamo, la palla passa al Governo, a cui dunque si chiede in modo chiaro ed esplicito di impegnarsi a contrastare e perseguire il reato di maternità surrogata, anche se commesso all’estero da cittadini italiani.

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