Ucraina – Cos’è davvero il Battaglione Azov

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Da Wikipedia:

Il reggimento operazioni speciali “Azov” (in ucrainoОкремий загін спеціального призначення «Азов»? Okremyi zahin spetsialnoho pryznachennia “Azov”), conosciuto in precedenza anche come battaglione “Azov” (in lingua ucraina: Батальйон «Азов»), è un reparto militare ucraino neonazista con compiti militari e di polizia. Inquadrato nella Guardia nazionale dell’Ucraina e istituito con lo scopo principale di contrastare le crescenti attività di guerriglia dei separatisti filo-russi del Donbass durante la guerra del Donbass del 2014, il reparto è divenuto famoso a seguito di accuse di crimini di guerra e tortura.

L’Azov è composto per la maggior parte da volontari, provenienti da partiti e movimenti politici legati all’estrema destra ucraina e integrati da volontari d’ispirazione nazifascista e neonazista provenienti anche da diversi paesi europei tra cui ItaliaFranciaSpagna e Svezia. Fonti del governo di Kiev negano che il battaglione Azov avesse espresso alla sua costituzione ideologie o posizioni ufficiali assimilabili al nazismo e, pur ammettendo che il reparto abbia attratto diversi volontari con dichiarate posizioni di estrema destra, nel 2015 hanno dichiarato che il 70-80% dei militari sarebbe politicamente neutrale. La formazione militare è legata al Corpo Nazionale, un progetto politico creato dai membri del battaglione, che partecipa anche alle elezioni e ha rapporti internazionali con altri gruppi suprematisti bianchi.

Il simbolo del battaglione fa riferimento al Wolfsangel, che simboleggia una trappola per lupi, attestato dal medioevo per la sua funzione di amuleto contro i lupi e utilizzato in vari stemmi araldici: esso nel corso del XX secolo fu adottato inizialmente dal nazismo, per essere poi soppiantato dalla svastica, e in seguito da alcune unità militari SS della Germania nazista operanti durante l’invasione dell’URSS. Sullo sfondo è posto il sole nero (Schwarze Sonne), costituito dalla rotazione di una serie di svastiche inscritte in un cerchio, anch’esso ispirato alla tradizione runica legata al misticismo nazista.

Storia

A causa del caos politico e istituzionale che si è venuto a creare in Ucraina dopo l’Euromaidan, con la deposizione di Viktor Janukovyč ed il suo governo, la perdita della Crimea seguita dall’annessione della regione alla Russia ed un aumento considerevole nelle diserzioni dell’esercito ucraino, ha portato le autorità governative ad avvalersi sempre più dell’utilizzo di gruppi paramilitari composti da combattenti provenienti da gruppi nazionalisti dell’estrema destra come l’Assemblea Social-Nazionale (A.S.N.) e i Patrioti d’Ucraina, formando i cosiddetti “Battaglioni di volontari civili”.

Leggi anche:   Ameuropa versus Eurasia

Nell’aprile del 2014, questi “battaglioni” vengono regolarmente autorizzati dal Ministro dell’Interno Arsen Avakov, permettendo conseguentemente la costituzione di reparti paramilitari per un totale di circa 12000 uomini, affiancandoli all’esercito regolare. Essendo un reparto di volontari, per legge il Battaglione Azov non poteva far parte delle Forze Armate permanenti ucraine e nelle sue prime fasi viene quindi inquadrato nella Polizia.

Il battaglione “Azov” è stato inizialmente una delle cinque unità paramilitari (unitamente ai battaglioni “Aidar”, “Dnepr-1”, “Dnepr-2” e “Donbass”) composte anche da nazionalisti provenienti da varie nazioni d’Europa, e nelle prime fasi del conflitto è parte degli oltre quaranta battaglioni di volontari dislocati in tutto il territorio ucraino; inquadrati successivamente nella Guardia nazionale dell’Ucraina e finanziati dall’oligarca ucraino Igor Kolomoisky, già governatore di Dnepropetrovsk e ritenuto anche il finanziatore delle milizie nazionalistiche di Pravyj Sektor considerate le responsabili della strage di Odessa dove morirono trentotto persone.

Il battaglione ha sede a Urzuf, città costiera che si affaccia sul Mar d’Azov da cui prende il nome, a circa quaranta chilometri a sud-ovest di Mariupol’ nell’Oblast’ di Donec’k.

Attività operativa

Ed è proprio a Mariupol’ che, il 13 giugno, avviene il battesimo del fuoco del reparto: la città costiera, che era stata precedentemente occupata dai ribelli separatisti, viene riconquistata e poi dichiarata “Capitale provvisoria dell’Oblast’ di Donec’k”, in sostituzione della città di Donec’k ancora occupata dai separatisti. Da allora in avanti, il Battaglione Azov conosce un’intensa attività operativa contro le forze separatiste dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Doneck‘, sostenuta dalla Russia, partecipando a numerose operazioni militari come “Battaglione Speciale di Polizia” sotto il controllo del Ministero degli Interni ucraino.

Leggi anche:   Russia accusata di dispiegare mercenari nel Donbass per “ragioni difensive”

L’11 agosto il Battaglione Azov e i paracadutisti dell’esercito ucraino liberano la città di Marinka, occupata dalle forze separatiste filorusse; nel settembre 2014 il Battaglione Azov partecipa alla seconda battaglia di Mariupol’ e, in seguito al cessate-il-fuoco del 6 settembre, rimane sul fronte di Donec’k conducendo intense attività di bonifica da ordigni esplosivi e di ricognizione.

Alla fine di settembre, il Battaglione Azov è incorporato nella Guardia nazionale dell’Ucraina e trasformato in unità militare regolare e permanente. Assieme all’altrettanto celebre Battaglione “Donbass” e al DUK (Corpo Volontari Ucraini) è stato uno dei reparti militari di Kiev più intensamente impegnati nel conflitto.

Dall’alto: alcune immagini della Battaglia di Mariupol’ del giugno 2014, quando la città fu occupata brevemente dalle forze filorusse della Repubblica Popolare di Doneck. Il Battaglione Azov, assieme ad unità speciali dell’esercito ucraino, liberò la città dopo aspri scontri. Nel settembre 2014, le forze separatiste tentarono nuovamente di impadronirsi della città, senza riuscirvi: Mariupol’ fu allora sottoposta a bombardamenti con razzi Grad.

Nel gennaio 2015 il Battaglione è promosso allo status di Reggimento Operazioni Speciali (Polk Osoblyvogo Priznacenniya) e intraprende un’intensa attività di addestramento e riorganizzazione, concentrandosi su attività di ricognizionecontroguerrigliaoperazioni speciali e bonifica da ordigni (EOD). Riceve una compagnia carri (con T-64 e T-72) e, in aprile, dei pezzi d’artiglieria. I componenti sono ora militari ucraini regolari e ricevono (maggio 2015) una paga mensile di 10.000 Gryvnie (400 Euro), e sono sottoposti alla disciplina e ai regolamenti militari; strutture amministrative e addestrative vengono aperte a Kiev e a Urzuf, e tutto ciò, unitamente ai rifornimenti regolari di armi e materiali inviati dalla Guardia nazionale, aumenta notevolmente l’efficienza del reparto, che a maggio 2015 schiera oltre 1.000 uomini, impegnati a sorvegliare il fronte di Donec’k‘. Molti dei militari dell'”Azov” sono di origine russa.

Struttura e organizzazione

A partire dal 2015, il Reggimento “Azov” ha assunto forma e strutture tipiche di un’unità militare di fanteria leggera; la transizione da unità spontanea di volontari (per quanto riconosciuta dal governo) in un reparto militare regolare permanente ha naturalmente comportato l’adozione di procedure, regolamenti e standard del tutto identici a quelli dell’esercito. Le reclute sono sottoposte a una prima fase di selezione e scrutinio in un apposito centro di mobilitazione a Kiev; quindi devono affrontare due settimane di selezione nel centro di addestramento situato nell’ex-complesso industriale “Atek”, alla periferia di Kiev, periodo descritto come “molto impegnativo” dalla stampa estera che ha visitato il complesso nell’aprile 2015. Quindi gli aspiranti vengono assegnati ai reparti, dove intraprendono un intenso addestramento militare incentrato su operazioni speciali, ricognizione, controguerriglia.

Leggi anche:   Se l’eurovisione diventa un modello globale

I reparti di ricognizione e di bonifica ordigni (EOD) sono considerati l’élite del Reggimento e sono composti dagli elementi più esperti; il Reggimento “Azov” è strutturato inoltre su diverse unità di fanteria leggera, un reparto meccanizzato, una compagnia corazzata, artiglieria, genio, sanità, trasmissioni, secondo uno standard organizzativo comune a tutti i reggimenti speciali ucraini.

Rapporti internazionali

Dal 2016 il battaglione Azov viene addestrato e finanziato, come altri corpi delle forze armate ucraine, dagli Stati Uniti d’America. Il battaglione ha rapporti con diverse organizzazioni di estrema destra in Europa e negli Stati Uniti. In Italia ha contatti con Casapound.

Crimini di guerra

Amnesty International, dopo un incontro avvenuto l’8 settembre 2014 tra il segretario generale di Amnesty Salil Shetty con il primo ministro Arsenij Jacenjuk, ha chiesto al governo ucraino di porre fine agli abusi e ai crimini di guerra commessi dai battaglioni di volontari che operano unitamente alle forze armate di Kiev. Il Governo ucraino ha aperto un’inchiesta ufficiale al riguardo, dichiarando che non risultano indagati ufficiali o soldati del Battaglione “Azov”. Nel 2016 un rapporto dell’OSCE ritiene il Battaglione “Azov” responsabile dell’uccisione di massa di prigionieri, di occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e dell’uso sistematico di tecniche di tortura fisica e psicologica.

Questo post ti è piaciuto? Condividilo:

Lascia un commento