Credo che i colloqui dipenderanno molto dalle operazioni militari. I russi hanno due obiettivi in questa guerra: conquistare l’intero Donbass e prendere Mariupol. Per quanto riguarda il primo, sono a buon punto: la regione di Lugansk è quasi tutta occupata, quella di Donetsk a metà. Per quanto riguarda Mariupol, credo che sia questione di pochi giorni, ormai.

E Kiev? Mosca ha dichiarato che che ridurrà «drasticamente» la presenza attorno alla capitale.

Credo che l’allentamento o l’accentuazione della pressione su Kiev verrà usata dai russi per indurre gli ucraini a un accordo di pace che contenga la neutralità dell’Ucraina, l’autonomia del Donbass e il riconoscimento della Crimea come territorio russo.

Neutralità dell’Ucraina a quali condizioni?

L’Ucraina dovrebbe rinunciare a entrare nella Nato e ad avere basi militari dell’Alleanza sul proprio territorio. In cambio, la sua sicurezza dovrebbe essere garantita da paesi terzi, ma non sarà facile trovarli: potrebbero andare bene Stati non di prima linea della Nato, come Turchia o Italia, che restano abbastanza distanti.

Dobbiamo leggere la rinuncia di Vladimir Putin a prendere Kiev come una vittoria della resistenza ucraina?

Io ho sempre sostenuto che la Russia non fosse interessata a conquistare Kiev, soprattutto a giudicare dal numero delle forze messe in campo, che non è sufficiente. Se osserviamo come si stanno svolgendo le operazioni militari, notiamo che sono tutte concentrate lungo i confini e le coste, non al centro del paese. E forse le forze schierate da Putin sono insufficienti anche solo per condurre questa campagna ridotta.

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La situazione della guerra in Ucraina al 30 marzo nella cartina della Cnn
La situazione della guerra in Ucraina al 30 marzo nella cartina della Cnn

Volodymyr Zelensky la vede diversamente.

Beh, ognuno fa la sua parte nel conflitto ma io penso che non bisogna credere a tutte le notizie che vengono diffuse da Usa, Nato e Ucraina. Invadendo tutto il paese, infatti, Putin otterrebbe solo una nuova cortina di ferro. L’obiettivo del Cremlino, invece, è impedire di avere a ridosso dei confini russi la Nato. Putin vuole che l’Ucraina diventi uno Stato cuscinetto, un paese sul modello di Austria e Finlandia. Se invadesse l’intero paese otterrebbe il risultato opposto.

Biden ha definito Putin un «macellaio» e ha dichiarato che «non può restare al potere». Gaffe o discorso studiato?

Le gaffe cominciano a essere un po’ troppe per essere soltanto delle gaffe. Biden mi sembra inadeguato alla crisi che stiamo vivendo, perché utilizzando certe espressioni ha impedito che la risoluzione del conflitto passasse per un negoziato diretto tra lui e Putin. Credo che l’obiettivo delle sue parole sia far saltare i negoziati.

A quale scopo?

Gli Usa hanno tutto l’interesse a far proseguire una guerra che logorerà la Russia e indebolirà economicamente l’Europa, che a causa della crisi energetica non sarà più la più grande potenza economica al mondo. Se le produzioni industriali europee perderanno competitività, sarà una vittoria per Stati Uniti e Cina.

Chi saranno allora gli sconfitti?

La Russia, che uscirà dal conflitto emarginata dal consesso internazionale, l’Ucraina, demolita dalla bombe, e l’Europa, che sarà ridotta a vassallo dell’America.

Perché?

Dopo il disastroso ritiro dall’Afghanistan della scorsa estate, l’Ue era tornata a parlare di difesa comune nell’ottica di smarcarsi dagli americani e dalla Nato, che tutela soprattutto gli interessi di Usa e Regno Unito. Oggi, davanti alla minaccia russa, si torna a parlare di difesa europea, ma solo come forza complementare e integrata nella Nato. L’Ue, invece, avrebbe bisogno di essere autonoma e alternativa alla Nato per tutelare i propri interessi.

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Come giudica la gestione del conflitto in Ucraina da parte della leadership europea?

I nostri leader si stanno rivelando inadeguati. L’unico che ha capito cosa c’è davvero in ballo è il presidente francese Emmanuel Macron, che continua a cercare un dialogo con Putin per conservare un ruolo all’Europa che non sia quello di vassallo degli americani. Non a caso, è stato il primo a criticare le dichiarazioni di venerdì di Biden.