Può sembrare strano, quasi un controsenso, ma su 4,1 milioni di profughi scappati dall’Ucraina dall’inizio del conflitto oltre mezzo milione sono già rientrati in patria. Il fenomeno ha assunto dimensioni importanti nelle ultime tre settimane e secondo il ministero degli Interni ucraino «sono già 537 mila i nostri compatrioti che hanno fatto ritorno in Ucraina». L’esodo e il controesodo hanno raggiunto proporzioni simili: lunedì scorso ad esempio 12 mila ucraini sono scappati dal paese e 21 mila vi hanno fatto ritorno. Nell’ultima settimana, in totale 144 mila persone sono scappate e 88 mila sono rientrate nel paese in guerra.

I profughi tornano a Kiev, Leopoli, Odessa

Le ragioni che spingono gli ucraini a tornare alle loro case, nonostante la guerra, sono disparate. La maggior parte non vuole più rimanere nei campi profughi in Polonia, non ha più denaro per vivere dignitosamente, non ha trovato lavoro o una casa fuori dalle tendopoli. C’è anche chi ha lasciato indietro i genitori o il marito e non se la sente più di lasciarsi soli.

Come confermato da Politico, alla stazione ferroviaria di Przemysl, a pochi chilometri dal confine, si formano lunghe code davanti alle porte dei treni diretti a Kiev, Leopoli e Odessa. «A casa si sta sempre meglio, nonostante tutto», dichiara Lilia Shuba, 42 anni, insegnante di Vynohradiv, nella parte occidentale dell’Ucraina. «Mio marito è entrato nell’esercito come volontario e a casa mia non c’è nessuno. Torno con mio figlio per attendere la fine della guerra».

«Non ho paura, la mia città è sicura»

La maggior parte delle persone fa ritorno a città dell’Ucraina occidentale dove la guerra non è mai davvero scoppiata o nella capitale, confortata dalle notizie secondo le quali i russi si stanno ritirando dalle campagne attorno a Kiev. Vira Lapchuk, insegnante di 52 anni, ha già fatto ritorno a Rivne: «Non ho paura, la città è sicura al momento e nessuno tra coloro che conosco è morta o è rimasta ferita», ha spiegato al Washington Post. Ma c’è anche chi vuole tornare a Kharkiv, dove la guerra infuria e le bombe russe cadono quotidianamente.

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Se gli ucraini ritornano a casa soprattutto per restare, altri solo momentaneamente per portare con sé fuori dal paese animali o familiari. Come Marina, 34 anni, che ha dichiarato a Euronews: «Torno a Leopoli per prendere con me mia figlia di 13 anni e trasferirmi in Olanda. All’inizio ero spaventata, ma dopo aver visto che moltissima gente ha fatto ritorno, mi sono fatta coraggio».