Mascherine imposte ai bambini soltanto da Italia e altri tre Stati

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Oltre a noi, Grecia, Portogallo e Austria mantengono l’obbligo a scuola. In Spagna sarà tolto tra una settimana e altrove lo si è fatto già da mesi. Nei Paesi nordici e in Uk non sono mai state usate protezioni durante le lezioni.

Nelle scuole italiane da mesi sembra che nessuno sorrida più. Non perché le lezioni sono difficili o i professori troppo seri, ma perché il volto di bambini e ragazzi, dai sei anni un su, risulta coperto dalla mascherina. Ormai anche i piccoli ci hanno fatto l’abitudine, ma si tratta comunque di un fastidio. Senza espressioni e smorfie, è una vita con i sentimenti nascosti agli altri, che risulta ancora più sgradevole quando si scopre che altrove sorrisi e facce corrucciate vengono mostrate senza alcuna limitazione.

Nonostante gli allentamenti previsti dal nuovo decreto Riaperture, infatti, l’obbligo della mascherina a scuola in Italia non è stato modificato, anche se sono pochissimi gli altri Paesi che ancora lo mantengono. Al momento è rimasto in vigore in Portogallo e in Grecia, oltre che in Austria, dove peraltro il 25 febbraio era stato revocato ed è stato reintrodotto solo il 20 di marzo, per via dell’aumento dei contagi causato dalla variante Omicron. Il governo quel giorno ha fatto marcia indietro e ripristinato la regola del volto coperto in tutti i luoghi chiusi, comprendendo ovviamente anche le aule scolastiche. Quando lo ha annunciato il ministro della Sanità, Johannes Rauch si è scusato, ma ha anche spiegato che forse ci si era rilassati troppo in fretta e questa era stata la causa della nuova ondata che ha scosso il Paese.

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Negli altri Paesi del Vecchio continente, invece, la mascherina a scuola è stata resa obbligatoria soltanto per periodi limitati, come ad esempio in Francia e in Belgio. In Spagna è ancora obbligatoria, ma l’imposizione darà eliminata il 20 aprile. In alcune nazioni, poi, si è fatta la scelta di imporre la mascherina a bambini e ragazzi quando si muovevano per la scuola o quando erano impegnati in attività fisiche, ma non se stavano seduti ai banchi, opportunamente distanziati tra loro. Questo sistema era stato adottato in Olanda, Svizzera, Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Regno Unito e parte della Germania.

Quella della mascherina a scuola sembra dunque un dibattito mai destinato a finire. A sottolinearlo, nei giorni scorsi, è stata anche la Rete Nazionale Scuola in presenza, che riunisce tanto i genitori quanto i docenti. Questa organizzazione ha persino scritto al governo sottolineando come l’obbligo di utilizzo delle mascherine in ambito scolastico ad oggi sia in vigore in pochi Stati europei. Anche gli studenti italiani sognano la liberazione, considerando che da febbraio molti dei Paesi più popolati e con norme prima restrittive hanno deciso di aderire a questa nuova tendenza.

Anche perché ci sono ricerche, commissionate da alcuni governi, come ad esempio quello inglese, che mettono in evidenza quale impatto negativo abbia su bambini e ragazzi il fatto di avere il volto coperto. In una delle ultime pubblicazioni si legge che molti bambini stanno sviluppando ritardi nello sviluppo sociale, emotivo e linguistico a causa del fatto che con il volto nascosto dalla mascherina diventa impossibile per loro leggere le espressioni del volto degli insegnanti. Secondo gli esperti, anche le capacità di costruire amicizie si riducono in questa situazione, annullando uno degli aspetti chiave della vita scolastica e della vita evolutiva soprattutto dei piccoli.

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Eppure l’Italia mantiene la linea rigida in questo senso e impone di indossare la mascherina su naso e bocca in tutti i luoghi chiusi, aule comprese. In generale la prassi del volto coperto al chiuso persiste solo in Spagna e in Austria, dove comunque sembra destinata a scomparire a breve. In Svizzera le mascherine si tengono a scuola, sui mezzi pubblici e in ospedale, ma per il resto sono state mandate in pensione, mentre in Belgio e Lussemburgo da fine febbraio i bambini sotto i 12 anni sono stati liberati da questa imposizione e hanno potuto ricominciare a sorridere e a sbeffeggiarsi.

Quanto alla Germania, le mascherine sono richieste a livello nazionale solo sui trasporti pubblici e nei luoghi di cura, ma non in classe, anche se viene concesso ad ogni regione di assumere altre regole di contenimento, nel caso in cui la curva epidemiologica risulti preoccupante. I vertici del Paese non vogliono sentire parlare di limitazioni per ragazzini e adulti, ma sono convinti che solo la prevenzione funzioni e quindi stanno premendo perché il Parlamento voti a favore dell’obbligo vaccinale, che viene definito «necessario per il prossimo autunno ed inverno». A loro parere alleggerire le restrizioni ha senso solo se di pari passo si rafforza l’argine alla diffusione della malattia. Un discorso simile a quello fatto in Gran Bretagna da Boris Johnson che ai ragazzi delle scuole inglesi ha imposto la mascherina solo nelle aree comuni fino alla fine dello scorso anno e poi per un breve periodo intorno a Natale. Prima che la campagna di vaccinazione di massa ne rendesse inutile l’utilizzo.

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