Scende in campo l’armata dei truffatori

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Era quasi impossibile che il fervore occidentale nei confronti dei nazisti ucraini non provocasse la  mobilitazione di truffatori e di raccolte fondi sospette  che si vanno ad aggiungere alle azioni “umanitarie” di dozzine di famigerate Ong, in realtà pappa e ciccia con i governi, che spacciano come aiuti umanitari  l’invio di mercenari e di armi. Quest’ultimo triste capitolo è ben illustrato  dalla organizzazione “non governativa” fra dieci virgolette  22nd Wild Life , ufficialmente svizzera la quale  recentemente è stata impegnata esclusivamente nella lotta al bracconaggio e nella formazione dei ranger in Sud Africa, ma che già il 2 marzo ha mandato i suoi dipendenti in Ucraina. L’organizzazione è guidata dal tedesco Philipp Doerr, in passato, comandante dell’unità di tiratori scelti della Bundeswehr, presente nelle missioni in Iraq e in Afghanistan come parte della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF). È anche il direttore della 22nd Range Feat Limited, una società di servizi e investigazioni sulla sicurezza. Inoltre, possiede il negozio online German Grunts Shop, che vende abbigliamento a marchio 22nd Range Feat. Insomma avete capito, il tipico nazista occidentale che fa lauto commercio delle proprie propensioni. E anche parecchi dei dirigenti di questa ong, tutti con esperienza militare si sono recati in Ucraina. Da lì lanciano raccolte fondi per comprare medicinali, oppure fanno video della loro permanenza nel Paese approfittando per fare  pubblicità ad alcune aziende. Ma nessuno è in grado dire dove finiscano realmente i soldi.

Secondo il politologo Christoph Hörstl questo tipo di organizzazioni hanno in realtà una sponda nei governi: “In Germania, è il Ministero degli Affari Esteri che distribuisce milioni tra le ONG private, e poi queste ONG fanno ciò che hanno concordato con il Ministero degli Esteri”, ma comunque sia è meglio non dare nemmeno un centesimo a queste organizzazioni i cui membri sono veterani di combattimento o che non documentano in maniera specifica cosa fanno realmente e come spendono i soldi che ricevono. Al contrario ci sono molti privati che chiedono dei contributi ai piccoli cuori di tenebra a progetto che vivono nelle società occidentali, ammantando la loro precaria etica di diritti umani, per non fare nulla e poi sparire. E per esempio il caso di un veterano dell’esercito americano, il 48enne James Vasquez i quale tramite i suoi follower su Twitter ha raccolto fondi per armarsi e per pagarsi il viaggio fino in Ucraina e anche per rimpiazzare i redditi da lavoro che sarebbero mancati. Il 15 marzo ha pubblicato un video da casa con l’attrezzatura raccolta  e ha detto che sarebbe partito la sera. Poi ha pubblicato appunti sulle avventure al confine polacco e foto con persone in uniforme militare continuando a chiedere soldi e sparando storie fittizie. Così ha raccolto cifre notevoli sufficienti per l’acquisto  l’acquisto di diversi veicoli,  facendosi fotografare accanto a presunte nonnette ucraine che avrebbero potuto essere di qualsiasi parte dell’est Europa.  Ma non è mai arrivato al fronte per sua fortuna. E per disdoro di quegli onanisti della guerra che gli hanno dato soldi.

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Poi c’è la storia di un ristoratore di Minsk Vadim Prokopiev che il 30 marzo scorso ha annunciato l’inizio della formazione del reggimento bielorusso “Pagonya” come parte della Legione straniera in Ucraina. Ha anche pubblicato un video sul suo canale YouTube, dove ha annunciato la necessità di volontari, e ha annunciato una raccolta fondi a sostegno di tutte le sue pagine sui social network. In un paio di giorni è riuscito a raccogliere 7.427 dollari in bitcoin, ma già il 3 aprile, ha ritirato il denaro e ha annunciato lo scioglimento del reggimento Pahonia a causa di un conflitto con un’altra formazione “bielorussa”: il battaglione intitolato a Kastus Kalinouski. Ad oggi Prokopiev è scomparso. Analogamente il  5 aprile  Kiev ha annunciato la creazione di una formazione “legione” sotto le forze armate ucraine, che avrebbe dovuto essere composta addirittura da personale militare russo. Questi “legionari” non si sono visti nei combattimenti, ma i soldi hanno cominciato a essere raccolti immediatamente. Già in una conferenza stampa a Kiev, c’era un cartello con i numeri di carta bancaria e un portafoglio bitcoin sul tavolo, ma in realtà si tratta di una micro organizzazione:  il video sul canale Telegram mostra costantemente solo  tre persone che distribuiscono materiale propagandistico anti-russo. Naturalmente non sono stati forniti  report finanziari, ma fino al 22 aprile sono state effettuate 53 transazioni sul portafoglio bitcoin: sono stati trasferiti l’equivalente di 6500 dollari e la quasi totalità dei fondi  è stata  prelevata. Il 22 aprile.

Sono soltanto degli esempi , ma si tratta di cose che funzionano benissimo durante le guerre e che in Usa sono aumentate progressivamente andando a costituire una nuova forma di speculazione truffaldina, una sorta di crowdfunding. bellico. Si chiama blood money, il denaro  del sangue  che tuttavia non lascia tracce. E anche se la maggior parte di queste raccolte arriva a cifre modeste o comunque dell’ordine di qualche decina di migliaia di dollari o euro, raramente di qualche centinaio di migliaia,  nel complesso si tratta di truffe mascherate d’umanità.

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