Ucraina: curiose analogie con il covid

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Ormai sono tanti i paralleli che sono stato fatti fra quanto successo con il covid e quello che sta succedendo con l’Ucraina, a livello mediatico.

Parallelo 1: i buoni e i cattivi

Il primo, e più eclatante, è stato la rigorosa divisione fra “cittadini buoni” e “cittadini cattivi”, a seconda che si fosse favorevoli o meno ai vaccini. Il pro-vax veniva santificato in tutte le trasmissioni, e portato in palmo di mano come “colui che si fida della scienza”, mentre il cosiddetto “no-vax” (in realtà free-vax) veniva additato come paria della società, come umanoide antiquato, come elemento anomalo, al massimo da tollerare se non da escludere del tutto dall’ambito sociale.

La stessa cosa è successa con l’Ucraina, dove i cittadini buoni e quelli cattivi vengono rigorosamente selezionati a seconda della loro posizione sulla guerra in corso: se si sposa la narrativa della NATO, si può andare in giro vantando coccarde gialle-e-blu appese dappertutto, e si avrà automaticamente l’applauso benevolo del conduttore di turno, che ha capito fin dall’inizio che il bene sta tutto da una parte (la nostra) e il male sta tutto dall’altra (la loro). Se invece si osa anche solo mettere in dubbio questa narrativa, allora si diventa “filo-Putin”, e quindi automaticamente nemici della libertà, del progresso e della democrazia.

Parallelo 2: il complottismo come etichetta risolvi-tutto

Il secondo parallelo fra situazione covid e situazione ucraina lo hanno fatto gli stessi giornalisti televisivi, i quali si domandano regolarmente “come mai gli stessi che contestavano la validità dei vaccini sono quelli che oggi stanno dalla parte di Putin?”

La domanda è assolutamente legittima, anche se purtroppo gli uomini del mainstream scelgono di darsi una risposta molto semplicistica: “Il problema è la mentalità complottista – dicono loro – per cui gli stessi che vedevano chissà quali trame dietro alle vaccinazioni di massa, oggi vedono chissà quali inganni da parte della NATO nei confronti della Russia”.

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Ovviamente gli uomini del mainstream evitano accuratamente di darsi la VERA risposta a questa domanda, che è la seguente: “Il motivo per cui le stesse persone che ieri criticavano i vaccini oggi criticano la narrativa della NATO, è che queste persone sono ormai abituate ad informarsi in rete, in maniera attiva ed indipendente, e non credono più al messaggio televisivo unificato e rassicurante.”

Ecco perchè sono le stesse persone: non le unisce una particolare categoria demografica, ma semplicemente l’abitudine ormai solidificata – e irreversibile – di andare a cercarsi le informazioni da soli. E, guarda caso, andando a informarsi per conto proprio scoprono tutte le bugie del mainstream.

Parallelo 3: la vigliaccheria del governo

Il nostro governo ha più volte accarezzato l’idea di mettere il vaccino obbligatorio per tutti, ma non ha mai avuto il coraggio di farlo. Ha escogitato così delle forme progressive di obbligo mascherato, nelle quali toglieva progressivamente ai cittadini i loro diritti, obbligandoli in modo indiretto a vaccinarsi.

Tipico comportamento dei vigliacchi, che non hanno il coraggio di imporre apertamente una scelta, ma ti obbligano a farla “di tua spontanea volontà”, togliendosi così dalle spalle una qualunque forma di responsabilità.

La stessa vigliaccheria si sta registrando oggi riguardo alla guerra in Ucraina: si vuole colpire e indebolire militarmente Putin, ma non si osa intervenire direttamente, e si lascia quindi che siano gli ucraini a fare per conto nostro una “guerra per procura”.

Noi vi mandiamo le armi, voi combattete.

Vigliacchi ieri, vigliacchi oggi. Ieri con i propri concittadini, oggi con quelli di un paese straniero, che lasciamo combattere per nostro conto.

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Personalmente i nostri governanti mi fanno letteralmente schifo. Mi provoca dei genuini conati di vomito pensare di essere rappresentato da gente del genere, senza poterci fare nulla.

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