Bufera in vista su Pzifer, la star di Big Pharma e prima casa farmaceutica al mondo a lanciare il suo vaccino anti covid.

E’ al centro, infatti, di due maxi conteziosi a livello internazionale: uno contro la Commissione Ue e l’altro contro la statunitense ‘Food and Drug Administration’.

Sul fronte finanziario, poi, cominciano i primi allarmi, tanto che dopo due anni di vacche grasse e di colossali profitti per la vendita del ‘miracoloso’ ‘Comirnaty’, il vaccino di casa Pfizer, si è improvvisamente dimesso, pochi giorni fa, il suo ‘Chief Financial Officer’, ossia il suo direttore finanziario in sella da anni, Frank D’Amelio, di evidenti origini italiane.

E contemporaneamente – guarda caso – si è dimesso David Meline, il suo omologo in casa ‘Moderna’, la seconda azienda a tagliare lo storico traguardo e che solo 10 anni prima, nel 2010, era una piccola start up, sbocciata poi grazie al tocco magico di Bill Gates.

Il motivo? Clamoroso. Adesso Pfizer, in un documento riservato e destinato ai propri azionisti, ammette che il suo vaccino può non essere così efficace e sicuro come sempre sostenuto (o meglio, millantato). Quindi guai in vista.

Ma vediamo, più in dettaglio, di cosa si tratta. Punto per punto.

Contratti sempre segreti

Cinque eurodeputati verdi hanno appena citato in giudizio la Commissione presieduta da Ursula Von der Leyen, per i contratti ultra-segreti stipulati con le big dei vaccini, sostenendo che le versioni rese note dei contratti sono praticamente incomprensibili, perché “hanno reso impossibile comprendere il contenuto degli accordi”.

Gli eurodeputati chiedono con forza i dettagli dei contratti, compresi il prezzo per dose, le modalità di pagamento (anche sul fronte degli ‘anticipi’), le condizioni per le donazioni dei vaccini, le responsabilità e gli indennizzi previsti.

“Gli acquisti effettuati con denaro pubblico – sostiene l’eurodeputato danese Kim van Sparrentak – dovrebbero essere accompagnati da informazioni pubbliche, soprattutto in materia di salute. La riservatezza sotto le spoglie di segreti commerciali alimenta solo incertezza e paura”.

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Rincara la dose l’eurodeputata danese Margrete Auken: “La segretezza è un terreno fertile per la sfiducia e lo scetticismo, e non deve aver posto negli accordi pubblici con le aziende farmaceutiche”.

La causa, depositata presso la ‘Corte di giustizia europea’ in Lussemburgo, arriva proprio quando Von der Leyen ha fatto sapere che ogni stato membro dell’UE è tenuto ad adottare i certificati digitali covid della stessa UE, ossia un passaporto sanitario digitale rilasciato a coloro che forniscono la prova della vaccinazione, un test PCRnegativo o la prova di guarigione da covid.

Tutte le complicità della FDA

Passiamo alla ‘Food and Drug Administration’. Che ha battuto tutti i record mondiali nel concedere ai vaccini di Pfizer e Moderna l’ok definitivo (dopo quello iniziale in via d’emergenza), bypassando norme & tempi: tanto che è stato letteralmente stracciato quanto invece previsto sul termine della sperimentazione, stabilito per dicembre 2023.

Fatti e circostanze che hanno fatto gridare allo scandalo perfino l’autorevole e solitamente pacato ‘British Medical Journal’, che non solo ha subito contestato l’efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna, ma per quanto riguarda il primo, con un’inchiesta ad hoc, ha sollevato pesantissimi dubbi sulla regolarità dei ‘trials’ effettuati negli Stati Uniti. Peggio che andar di notte.

Ma come ha reagito la FDA? Prima ‘secretando’ tutti i dati delle sperimentazioni fino – udite udite – al 2076. Poi – dopo i ricorsi presentati da gruppi e associazioni – ha ‘concesso’ di stampare e rendere noti i risultati in un tempo più breve, sette anni. Accipicchia!

Ora l’ennesimo ricorso presentato da un nutrito gruppo di scienziati e ricercatori (una trentina) e appoggiato dal membro del Congresso Usa Ralph Norman, in cui si chiede che venga concesso alla FDA un lasso di tempo non superiore ai 100 giorni.

Staremo a vedere cosa succede dopo quest’ultima messa in mora.

Ma già dalle notizie che trapelano, basate sulle prime pagine rese note, c’è da rabbrividire. A pagina 7 del primo rapporto, ad esempio, vengono forniti dei numeri che si commentano da soli: su 42.086 cavie umane prese in esame, sono stati registrati ben 1.223 decessi, mentre di un vero e proprio esercito da 9.400 cavie   non vengono fornite notizie, volatilizzate! A pagina 16, in tema di miocardio, vengono conteggiate oltre mille tachicardie (1008), 102 aritmie, 171 infarti miocardici, 80 insufficienze cardiache.

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E terminiamo con le dimissioni eccellenti a Pfizer e Moderna.

Già scelti i due nuovi direttori finanziari, che saranno David Denton per la prima e Jorge Gomez per la seconda.

Il motivo? Eccolo, per sommi capi. Dopo la gigantesca fortuna accumulata grazie alle maxi-vendite garantite dagli Stati acquirenti con contratti-capestro (e, come visto, praticamente segreti), oggi si fanno largo i primi, grossi dubbi circa l’efficacia e la sicurezza dei vaccini, come era largamente previsto, ma solo la miopia (o meglio, la complicità) dei politici e di tanti, troppi scienziati taroccati ha impedito di far venire subito a galla. Con le conseguenze che oggi, ma soprattutto domani (fra 5-10 anni), i cittadini di mezzo mondo finiranno per scontare sulla propria pelle.

Le prime ammissioni di Pfizer

Tomi tomi, infatti, già qualche mese fa (dicembre 2021), a Pfizer hanno cominciato ad ammettere: “Potremmo non essere in grado di dimostrare l’efficacia e la sicurezza sufficienti del nostro vaccino Covid 19 e/o delle formulazioni specifiche per la variante per ottenere l’approvazione normativa permanente negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell’Unione Europea o in altri paesi in cui è stato autorizzato per l’uso di emergenza o concessa l’approvazione all’immissione in commercio condizionata”.

A questo punto sorge un interrogativo alto come un grattacielo di Manhattan: come ha potuto, mesi prima, la solitamente rigorosa e inflessibile FDAconcedere l’uso definitivo (e non più ‘emergenziale’) ai vaccini di Pfizer eModerna?

Hanno contato – e fino a che punto – le pressioni esercitate in prima persona dal capo della Casa Bianca, Joe Biden, e dal plenipotenziario sul fronte dei vaccini, Anthony Fauci?

Hanno contato i ‘consigli’ forniti dal neo membro del board di Pfizer, Scott Gottlieb, che solo l’anno precedente rivestiva i panni di Commissario straordinario alla FDA, in palese, gigantesco conflitto di ‘interessi?

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Tutti interrogativi che pesano come macigni, perché riguardano l’efficacia e, soprattutto, la sicurezza dei vaccini: quindi la salute di tutti i cittadini, non solo degli Usa, ma di tutto il mondo.

Così commenta le recenti ‘ammissioni’ di Pfizer un avvocato tedesco, Renate Holzeisen, la quale difende alcune associazioni che reclamano la sicurezza dei vaccini: “Questo è un documento confessorio che conferma quello che abbiamo sempre detto: non sono stati fatti in modo adeguato molti studi e tanti non sono stati mai fatti. Gli studi non riguardavano le persone fragili e le donne incinte o certe patologie. Questo lo si sapeva fin da principio ma la narrazione era l’opposto. Queste relazioni agli investitori arrivano là dove ci sono dei pool di avvocati che negli Stati Uniti, sulla base della documentazione, dimostrano come Biontech, ma anche Moderna, sapevano che queste sostanze provocano effetti avversi gravissimi. Queste relazioni devono essere depositate alla borsa dell’autorità americana”.

Ecco quindi spiegato l’arcano.

I vertici di Pfizer-BionTech e Moderna sanno bene di aver truccato le carte; sanno bene che non possono mentire più di tanto, rischiando condanne pesantissime; sanno bene che prima o poi i dati – quelli veri – sui devastanti (e sempre più numerosi) effetti collaterali verranno man mano alla luce; e sanno altrettanto bene che d’ora in poi – e cioè dopo aver accumulato quelle immense ricchezze – rischiano di arrivare i periodi di vacche magre e i profitti di crollare improvvisamente.

E questo spiega le ‘improvvise’ dimissioni dei due navigati ‘Chief Financial Officers’.

Quando gli squali sentono avvicinarsi tempeste e bufere, preferiscono prendere il largo verso altri mari.

E, a questo punto, i muri di gomma mostrano le prime, preoccupanti crepe.