Che sia vero o no (e sarà vero), non è nemmeno quello che conta: conta la volontà di renderlo pubblico, e su quello non abbiamo dubbi. Perché non si tratta di un leak: il NYT, il Washington Post e tutti gli altri giornali sono oramai ridotti a meri ripetitori di ciò che passano loro i servizi segreti – cioè il vero scheletro che sorregge il Paese, esattamente come il KGB lo è stato per la Russia durante le annate di caos eltsiniano e dopo.

Non si sono fermati lì. Ore dopo, sul canale NBC, hanno ostentato anche il fatto, se possibile ancora più allucinante, di aver passato l’Intelligence necessaria ad abbattere un cargo russo con a bordo centinaia di soldati.

Non è tutto: poco dopo hanno rincarato la dose, e fatto sapere di aver partecipato all’affondamento dell’incrociatore Moskva, 520 persone a bordo, l’imbarcazione militare russa più importante nel Mar Nero – lo schiaffo più plateale e doloroso subito dalla Russia in questa guerra. Poco dopo, gli americani mostrano un video dei test di una nuova torpedine che cola a picco una nave in un colpo solo.

C’è di che rimanere sbalorditi. C’è di che rimanere senza parole. Non è il danno bellico e umano: è l’intenzione che vi è dietro. È la mente in cui nasce, e il quadro verso cui tutto ciò conduce.

Non dovete aver dubbi: gli USA vogliono lo scontro diretto con la Russia. Gli americani vogliono la Terza Guerra Mondiale.

Un’altra spiegazione non può esserci. In realtà, non è possibile spiegare l’Ucraina di questi ultimi 8 anni in altro modo: una lunga, martellante, sanguinaria provocazione dell’orso atomico. Il quale, ricordiamolo en passant, è la più grande potenza nucleare del pianeta.

Qualcuno sta invocando la pioggia di fuoco termonucleare sulla terra – sull’Europa, subito. Vi prego di capire che non c’è altra analisi da fare. Il pupazzo Zelens’kyj, e prima di lui Poroshenko, e tutta la truppa infinita di ultras nazisti, a quello servono, e a nient’altro. Micce per la bomba atomica. Per le bombe atomiche: perché ce ne sono a migliaia e migliaia, e, come ha ricordato qualcuno, sono come le ciliegie: inizi con una e finisci per consumarle tutte.

Non è nemmeno esatto dire così, ci rendiamo conto. Putin ha parlato e riparlato di «strumenti» che possiede solo la Russia. Ci sono i missili ipersonici. C’è il drone subacqueo  termonucleare Poseidon, in grado di generare uno tsunami radioattivo che spazzerebbe via la Gran Bretagna e chissà cos’altro (le città USA più popolose, sono sulle coste dei due oceani).

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Ma non è solo il Cremlino il problema. A quel punto, cosa tireranno fuori gli americani? Bombe a neutroni? Un’arma EMP, un impulso elettromagnetico che frigge ogni circuito elettrico della Russia e dell’Europa? Un’arma biologica di nuovo tipo? Un’invasione di insetti militarizzati? Armi a microonde? Milioni di sciami di microdroni assassini? Oppure un’alterazione genetica massiva con spargimento di gene drive sulla popolazione nemica, di cui per anni, come rivelato dallo stesso Putin, avrebbe raccolto il genoma?

Non lo sappiamo, non sappiamo immaginarlo: e nessuno può farlo. Perché in una situazione come questa il pianeta non si è trovato mai.

È bene che lo ripetiamo. È bene che lo capiamo: non c’è mai stato, nella storia della Terra, un momento come questo. Ci hanno portato, sul serio sull’orlo dell’abisso. Qualcuno ci ha accompagnati tenendoci per mano. Ora, ci vogliono spingere dentro.

Quante cose, capiamo a questo punto. Che cos’era il comunismo? Cos’era la lotta al comunismo? Era una scusa idiota, una foglia di fico. Il comunismo è finito, eppure la lotta contro la Russia si è fatta infinitamente più feroce.

Pensateci: al Paese invece, per lo meno nominalmente, il comunismo ancora c’è – la Repubblica Popolare Cinese – non ci chiedono di fare la guerra, anzi, dimentichiamoci dei campi di concentramento degli uiguri, dei martiri cattolici, delle centinaia di milioni di feti massacrati, facciamo affari con il Partito Comunista Cinese.

Quindi, cos’era l’anticomunismo? Cos’era la NATO?

La risposta più semplice che abbiamo in questo momento incredibile, è che essi erano solo copertura per la lotta alla Russia. Se guardiamo dentro all’ora presente, sappiamo che ciò è vero.

Perché? Perché la guerra totale alla Russia? Possiamo dare una risposta politica: la Russia, con il nuovo millennio, ha invertito il suo processo di assimilizzazione nella formula mondialista. Non riuscendo a globalizzarla, i padroni del vapore vogliono cancellarla. Una volta decapitata, la sua infinita superficie di risorse sarà annessa al mercato. Se volete, è la dottrina dell’ammiraglio americano Cebrowski: la guerra per ottenere risorse naturali per gli Stati globalizzati, per mantenere e potenziare la massa finanziaria che permetta la continuazione del neoliberismo e del Washington consensus.

Oppure: la guerra alla Russia come semplice continuazione del Grande Gioco ottocentesco, l’impero britannico contro la Russia, per il dominio dell’Asia, il ruolo poi passato all’Impero americano, la talassocrazia angloide contro la forza tellurica degli Zar, e bla bla bla.

Forse queste risposte possono bastarvi.

A me, francamente no. Da credente, non posso non pensare a Fatima. Non mi riesce di non tornare con la mente alla più grande apparizione di Nostra Signora, dove la Russia era citata esplicitamente. Ne abbiamo scritto.

Eppure, si può andare ancora più a fondo.

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Perché chi sta spingendo questa follia, non sta prevedendo solo la distruzione della Russia, ma dell’intera umanità. Chi sta portando gli USA alla guerra diretta con Mosca non può non prevedere che il risultato potrebbe essere la devastazione atomica del globo.

Ergo, gli apprendisti stregoni hanno in mente la cancellazione della vita umano, o quantomeno la sua riduzione – il suo reset. Sappiamo infatti che la dottrina atomica circolante prevede che, alla fine, la guerra atomica possa essere sopravvissuta. Resterà un piccolo gruppo di umani, una società semplificata dove vigeranno le regole dell’utilitarismo più mortifero (per esempio, l’esclusione degli anziani e dei malati dalle riserve del cibo, etc.).

Sapete che negli USA esistono diversi complessi sotterranei che consentirebbero all’élite di sopravvivere. Robert Kennedy jr. in un’intervista recente ha raccontato che nei giorni della crisi missilistica di Cuba lui e suo cugino John John dovevano andare lì, ma alla fine il padre e lo zio hanno rinunciato per il segnale che questo poteva inviare alla popolazione. Oggi, ogni vero miliardario statunitense ha il suo bunker survivalista. Qualcuno, insomma, resterà. Questo lo hanno calcolato.

Tutto il resto, invece, potrebbe essere spazzato via. Il punto di tutto potrebbe essere proprio questo: il reset termonucleare del pianeta. Indiscutibile, inappellabile. Una (piccola) nuova società che riemerge, e l’orrido brulicare dell’umanità che viene curato per sempre. È il sogno dell’élite fatto realtà.

Ciò ci porta a fare una considerazione. Questa è una guerra per l’instaurazione della Necrocultura – a suon di atomiche. È la Cultura della Morte a guidare la mano sanguinaria che trascina il mondo nell’abisso della guerra.

La Necrocultura ucciderà milioni. Ma ancora di più, quando avrà finito il suo lavoro, sul poco che resterà, la Necrocultura imporrà la sua legge. La violenza diverrà l’unica regola. La crudeltà diverrà l’unica virtù. Il cannibalismo sarà una forma di alimentazione normale, forse dominante. La perversione non troverà più alcun argine. La bontà diverrà un disvalore. Cristo si ridurrà a un pallido miraggio nel cuore di pochissimi.

Capite cosa c’è dietro alle armi a Zelens’kyj, ai generali morti, alle navi affondate, alle bombe che seguiranno. Capite qual è il quadro: è la guerra termonucleare della Necrocultura.

A questo punto, ho pochi dubbi che si farà. Hanno messo lì un presidente demente, una marionetta che lancia minaccia dalla fabbrica del complesso militare-industriale: sul serio, genialmente, parla di armi agli ucraini dagli stabilimenti della Lockheed-Martin, nel caso vi servisse più chiarezza.

Biden è in totale assenza di cervello. Non è più nemmeno in grado di leggere i teleprompter. Nessuno oramai dice il contrario. Era così anche prima di essere eletto. Anzi, lo hanno eletto proprio per quello: un’altra marionetta, più vuota ancora di quella di Kiev, se possibile, per condurci all’inferno.

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Sì, hanno truccato le elezioni per fare la guerra alla Russia, impedita dai quattro anni di Trump: ci è impossibile pensare il contrario, e non ci importa se dirlo ci costerà un altro ban, un’altra lista di proscrizione, un altro virus hacker a polverizzare il traffico su questo sito.

E quindi?

Tante persone ci chiedono se stiamo facendo provviste, come ci stiamo preparando, etc. Qualcosa abbiamo scritto. Un minimo siamo pronti, ma sappiamo perfettamente che non è vero, è una percezione fasulla: nessuno è pronto a quello che può succedere. Perché mai era accaduto prima, mai, nell’era dell’atomo, la Guerra Fredda è divenuta calda.

Amici mi chiedono se ho pensato di fuggire da mia sorella, nell’Africa nera. Lì, in effetti, potrebbe essere addirittura che si verrà risparmiati. Forse: il caldo è talmente insopportabile che nemmeno l’inverno nucleare (il  cambiamento materiale del clima indotto dalla guerra atomica teorizzato negli anni Sessanta) potrebbe cambiare le cose, verrebbe da scherzare. E l’abbondanza della natura non richiede nemmeno una vera filiera alimentare. Un bel paradosso: in teoria, in Africa la fame non può arrivare, almeno non da quelle parti.

No, non ho pensato di scappare. Nonostante i bambini. Nonostante il rischio che percepisco lucidamente. Sento, come i tantissimi che sentono quello che sento io, di di non dover cedere al ricatto dell’ansia atomica. È vero che abbiamo tutti i motivi per temere: viviamo a pochi metri da basi americane. Abbiamo un primo ministro che parrebbe aver imbastito con i vertici europei e americani la guerra economica contro la Russia, la prima della storia. Siamo tutti in pericolo, sì.

Eppure, per qualche motivo il pensiero non ci assilla come dovrebbe.

Forse, perché sentiamo anche qualcos’altro. Sentiamo che, se per qualche ragione, il Signore ci risparmiasse l’olocausto nucleare, ci sarebbe tanto, tantissimo da fare qui. Coloro che ci hanno portato dove siamo non possono restare dove sono, devono essere sostituiti – pena il reiterato pericolo dell’estinzione. Chi ha permesso che l’umanità fosse spinta verso il precipizio, deve essere ritenuto responsabile. Si tratta delle stesse forze che ci hanno imprigionato indefinitamente, per procedere alla nostra sottomissione e alla modifica genetica della popolazione umana.

La sete di giustizia che in tanti provano è immane. È più forte della paura dell’apocalisse.

È la voglia di restare per combattere con i pochi strumenti che ci sono rimasti. La preghiera. La volontà. L’energia della propria carne. La forza vitale di essere padri, madri, sposi. La potenza della Vita contro la Morte.

Se non disinstalleremo la Necrocultura dal vertice del mondo, saremo tutti gettati nella fornace della distruzione finale.

Se non cancelleremo le élite della Morte, esse cancelleranno noi.