Cardinale Burke: Il potere giudiziario non rispetta l’ordine voluto da Dio

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Uno dei titoli con cui ci rivolgiamo alla Madonna nelle Litanie di Loreto è Specchio di giustizia (Speculum Iustitiae). Il titolo ci ricorda che vediamo in Maria l’immagine di come vivere in obbedienza alla legge di Dio e così crescere a somiglianza di Cristo, cioè crescere nell’amore puro e disinteressato di Dio e del prossimo.

Forse non siamo stati abituati a considerare il rapporto della Madonna con l’amministrazione della giustizia, ma è reale ed essenziale. Con la sua Immacolata Concezione, la Madre di Dio partecipa alla giustizia di Dio, che trova la pienezza della sua espressione nell’Incarnazione redentrice, nell’invio nel mondo del suo Figlio unigenito, affinché soffra e muoia per salvaci dal peccato e dalla morte eterna.

Quando la Madre di Dio apparve a San Juan Diego nel dicembre del 1531, si identificò immediatamente come “la sempre perfetta Santa Vergine Maria” (Nican Mopohua, n. 26). Annunciò quindi la sua missione, cioè quella di far costruire una cappella, nella quale avrebbe manifestato la misericordia e l’amore di Dio a coloro che sarebbero venuti da lei in pellegrinaggio. Infatti, con la scrittura miracolosa di Dio della sua immagine sul mantello di San Juan Diego, la Madonna continua la sua missione.

Nella Beata Vergine Maria, vediamo la perfezione del discepolo di Cristo che, nelle parole dell’apostolo Giacomo, si guarda allo specchio «della legge perfetta, della legge della libertà, e persevera, non essendo uditore che dimentica ma un colui che agisce» (Gc 1,25). In altre parole, quando Maria si guarda nello specchio della giustizia, specchio della santità della vita, riconosce Cristo e, nello stesso tempo, si riconosce, come sua prima e migliore discepola, come colei che, per grazia di Dio, ha partecipato alla sua Redenzione ancor prima che lo avesse concepito nel suo grembo.

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Come Specchio della Giustizia, conduce i suoi figli a guardarsi allo specchio e a riconoscere la loro vera identità in Cristo e a non dimenticare quell’identità, ma a sforzarsi di rifletterla in ogni pensiero, parola e azione. Nella Beata Vergine Maria vediamo il modello della costante ricerca della santità della vita, della perfezione della misericordia e dell’amore del Padre, che vediamo nel suo Figlio unigenito, Dio Figlio incarnato, Figlio di Dio e Figlio di Maria. Vediamo in Cristo la nostra vera identità di figli e figlie di Dio, chiamati alla vita nel suo Figlio unigenito.

In una cultura totalmente secolarizzata, l’esercizio del potere giudiziario diventa semplicemente un modo per realizzare determinati fini senza rispetto per l’ordine con cui Dio ha creato noi e il mondo di cui siamo suoi amministratori. Nelle sue peggiori manifestazioni, diventa assoluto e lascia la società priva di ogni giustizia e sulla via dell’autodistruzione. Il ministero della giustizia, invece, è esclusivamente al servizio dell’ordine iscritto da Dio Padre nella creazione e, soprattutto, nel cuore umano, e restaurato dall’Incarnazione redentrice del suo Figlio unigenito. Protegge ed edifica l’individuo e la società nell’unità e nella pace.

La nostra Beata Madre ci ispira e ci guida nel servizio dei nostri fratelli e sorelle attraverso l’amministrazione della giustizia. Data a noi come Madre dal suo Divin Figlio, Ella ci porta a mettere i nostri cuori, con il suo Cuore Immacolato, totalmente nel Suo Sacro Cuore. Ella ci guida a confidare nella misericordia inesauribile di Dio, a confidare, come confidava lei, che le promesse che Dio ci ha fatto si adempiranno (come ci ha ricordato San Giovanni Paolo II nell’Angelus del 14 luglio 1985).

La sua cura materna per tutti gli uomini si manifesta nelle sue ultime parole riportate nei Vangeli. Alle nozze di Cana andarono da lei angosciati per la mancanza di vino a sufficienza per gli ospiti degli sposi novelli ed ella, affrontando la loro grande angoscia, li condusse al suo Figlio divino, anche lui ospite alle nozze, insegnando loro: «Fate quello che vi dice» (Gv 2,5). Ella manifestò il senso più profondo del suo consiglio materno, quando si fermò ai piedi della Croce alla morte del suo Figlio divino, unita nel cuore al Suo Sacratissimo Cuore, trafitto dalla lancia del soldato romano dopo che era morto per la nostra salvezza.

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Le sue semplici parole a Cana esprimono il mistero della Divina Maternità per mezzo della quale la Vergine Maria divenne Madre di Dio, portando nel mondo Dio Figlio incarnato per la nostra salvezza. Per lo stesso mistero, essa continua ad essere il canale di tutte le grazie che incommensurabilmente e incessantemente sgorgano dal Cuore glorioso trafitto del suo Divin Figlio nel cuore dei suoi fratelli e sorelle, adottati mediante il Battesimo, mentre si recano in pellegrinaggio terreno verso la loro dimora duratura con Lui in Cielo. Siamo figli e figlie di Maria nel suo Figlio, Dio Figlio incarnato. Con premura materna attira i nostri cuori al suo glorioso Cuore Immacolato e li porta a Lui, al Suo Sacratissimo Cuore, e ci istruisce: «Fate quello che vi dice».

Mettendo i nostri cuori, con il Cuore Immacolato di Maria, nel Cuore glorioso trafitto di Gesù, riceviamo la grazia di svolgere la nostra missione di amministrazione della giustizia. Il nostro amore per Nostro Signore Gesù, espresso nella devozione al Suo Sacratissimo Cuore, non è uno stato o un sentimento statico. Si tratta, piuttosto, di un rapporto con Dio Figlio fatto uomo, in cui noi, con sua Madre Immacolata, prendiamo con Lui la missione affidatagli dal Padre, perché tutti gli uomini siano salvati e il nostro mondo sia preparato a accoglietelo alla sua venuta nell’ultimo giorno. Mettendo il nostro cuore nel Sacro Cuore di Gesù, noi, con Maria Immacolata, siamo necessariamente impegnati nella Sua missione regale, in cui regnare è servire, specialmente, per servire i nostri fratelli e sorelle più bisognosi (Papa San Giovanni Paolo II , Lettera Enciclica Redemptor Hominis, No. 21). Così Cristo Re regni nei nostri cuori, come regnò perfettamente nel Cuore di Maria dal momento della sua Immacolata Concezione.

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Maria Immacolata ci guidi e ci protegga sempre, attirandoci incessantemente a unire i nostri cuori, come il suo Cuore, al Sacro Cuore di Gesù. Così possiamo crescere in un amore sempre più profondo per Nostro Signore e in un servizio sempre più puro e disinteressato a Lui e al nostro prossimo, specialmente il prossimo che è più bisognoso.

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