Leggi “Decreto Aiuti” e subito pensi, a rigor di logica, a un insieme di norme pensate per sostenere quegli italiani che, schiacciati prima dalla pandemia e poi dai rincari figli della guerra, si trovano in condizioni di forte difficoltà economica. Una mano tesa da parte dello Stato a chi rischia di affogare, insomma. E invece ecco che nel testo salta fuori una sorpresa niente male: un provvedimento infilato nel silenzio generale che aumenta lo stipendio del generale Francesco Paolo Figliuolo, già commissario straordinario all’emergenza Covid e ora passato al Comando operativo di vertice interforze (Covi, per uno strano gioco di parole).

Come rivelato da Alessandro Mantovani sulle pagine del Fatto Quotidiano, lo stipendio di Figliuolo è così cresciuto di ben 60 mila euro, arrivando poco sotto il limite massimo dei 240 mila annui lordi. Questo secondo le fonti della testata, visto che la versione ufficiale della Difesa è che le retribuzioni dei generalissimi “soggiacciono al tetto annuo lordo di 240.000 euro vigente nella Pubblica amministrazione” ma sono segrete. Sono cioè compensi “esentati dall’obbligo generale” di pubblicità “a tutela della sicurezza nazionale interna ed esterna”. Smentite ufficiale, però, non ci sono state.

Il Covi coordina, tra l’altro, le nostre missioni militari all’estero, comprese quelle nei Paesi baltici e in Romania, vicino all’Ucraina dove è ancora in corso il conflitto militare con la Russia. Dalla struttura dipendono anche “i Comandi interforze per le operazioni delle forze speciali (Cofs), per le Operazioni nello spazio (Cos) e per le Operazioni in sete (Cor) per i profili Cyber e per le attività e gli apprestamenti di Cyber defense”.

Leggi anche:   Covid, Figliuolo: Il 31 marzo voglio passare la mano, ho fatto la mia parte

Grazie alla norma sul decreto Aiuti, approvato il 5 maggio e ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, il generale Figliuolo “guadagna circa il doppio dello stipendio base di un generale di corpo d’armata, anche se già prima del Covid la sua retribuzione come comandante logistico dell’Esercito era più alta”. Degli altri ministeri “si può conoscere la retribuzione dei dirigenti consultando i siti. Il tetto dei 240 mila euro annui e l’obbligo di trasparenza, spiegano dalla Difesa, sono stati introdotti nel 2013 (governo Monti). Lo Stato maggiore fa però risalire al decreto legge 162 del 30 dicembre 2019 (governo Conte-2) la previsione di possibili deroghe per il comparto sicurezza e per il ministero degli Esteri, ma anche per il comandante della Finanza che dipende dal ministero dell’Economia”.