In questa breve esposizioni di pensieri in libertà, ma soprattutto di desiderio di libertà, mi limiterò all’argomento armi.

Argomento sul quale sono già intervenuto diverse volte in passato, fin dai primordi della mia presenza in rete dal 1996, per cui mi limito ad accennare telegraficamente a come la penso in proposito, chi volesse approfondire può recuperare i miei interventi sul mio blog o facendo ricerche mirate.

Da libertario coerente sono per la libertà di possedere armi per tutti coloro che ne hanno diritto naturale, per età matura e idoneità e per non aver mai commesso crimini. Semplicemente perché ognuno ha il diritto di potersi difendere e/o di praticare un’attività che richieda l’uso di armi, come il tiro a segno o al piattello, ecc. Le oligarchie che dominano il nostro paese e in genere l’UE la pensano diversamente,ovviamente sono contrari per il nostro bene, perché partono dal presupposto (fasullo e pretestuoso) che non saremmo sufficientemente responsabili nell’usarle e quindi ci faremmo del male reciprocamente, tipo colpi accidentali e usi impropri, come fossimo dei bambini.

In realtà la vera motivazione di coloro che gestiscono il potere politico per conto delle élite dominanti, è che ci vogliono inermi e innocui, facilmente controllabili e intimiditi, e se fossimo armati non lo saremmo. In estrema sintesi lo Stato vuole essere l’unico a detenere il monopolio dell’uso della forza, l’unico quindi ad essere armato. Sapendo di poter disporre dell’esclusivo possesso delle armi e dell’uso della violenza rischia di essere breve il passaggio da una seppur solo apparente democrazia a un regime dispotico e distopico, come infatti è avvenuto in Italia nel giro di appena una trentina di mesi.

Tra le numerose e mastodontiche contraddizioni cui farò cenno c’è il fatto che pur essendo l’Italia una colonia anglosassone, in particolare degli USA, e si sia sempre emulato, seppur in ritardo, gli usi e costumi americani, non si sia mai imitata la libertà che gli USA concedono nel possesso e uso delle armi, non in tutti i 50 stati ma in molti sì. Forse in alcuni stati persino si eccede, potendole comprare anche ai banchetti delle sagre di paese, con la sola presentazione di un documento di identità che attesti la maggiore età (di solito la patente, essendo meno diffusa che da noi la Carta d’Identità).

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Negli USA si possono comprare e detenere anche armi da guerra, armi che sparano a raffica, mentre da noi solo semiautomatiche e impongono pure limitazioni nel numero di proiettili contenibili nel caricatore. Inoltre le armi da noi costano mediamente il triplo rispetto agli USA, chiedetevi perché?

Forse negli USA si esagera con la mania delle armi, potendosi addirittura costituire gruppi paramilitari, che agendo su terreni di proprietà possono esercitarsi senza che nessuna autorità possa impedirglielo. Negli USA essere armati è consentito dalla Costituzione, anzi è un diritto garantito, in molti stati è regolato e limitato ma non può essere impedito. Pensate che in alcuni stati americani chi spara ad un intruso nella propria abitazione, ferendolo gravemente o addirittura uccidendolo, non viene neppure processato, perché rientra nella legittima difesa, tenendo conto altresì che la violazione di domicilio negli USA è un reato grave che prevede l’arresto, non come da noi che si viene denunciati su querela di parte e a piede libero. E per domicilio gli americani intendono la proprietà privata, quindi anche le adiacenze della propria casa, chiunque superi il perimetro, senza essere invito a senza annunciarsi, può essere oggetto di tiro a segno.

Stride parecchio il fatto che noi siamo agli antipodi. Da noi il possesso di armi è quasi un tabù, i vincoli posti all’acquisto e al possesso sono persecutori e vanno ben oltre le già fin troppo severi leggi in materia. Oltre a limitazioni di numero e di modello acquistabile e detenibile, gli stessi oligarchi al potere impongono alle Forze dell’Ordine per il tramite di disposizioni interne, controlli serrati presso i possessori di armi che violano lo spirito delle leggi con interpretazioni unilaterali restrittive e con procedure talmente onerose che inducono i detentori a sbarazzarsi delle armi possedute.

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Per citare solo un paio di esempi pratici, sappiate che da alcuni anni avere il permesso di detenzione di armi è una procedura talmente complessa, impegnativa e onerosa che viene a costare quasi quanto la richiesta di concessione del porto d’armi; da noi le autorità sono arrivate a stabilire che chi possiede legittimamente armi non può possedere anche le munizioni, in modo che anziché mezzi di difesa diventino solo oggetti di valore estetico da osservare e ammirare, come un collezionista. Se i militari dell’Arma durante un controllo le trovano le sequestrano e fanno rapporto, se poi per disgrazia fossero addirittura nei caricatori delle armi le cose volgeranno al peggio e ci si dovrà procurare un avvocato.

E’ chiara e inequivocabile la volontà politica di impedire alla popolazione di detenere armi e tantomeno munizioni. Cosa temono gli oligarchi al potere? Hanno chiaramente la coda di paglia, non fidandosi del proprio popolo, forse perché sanno che non sono degni di alcuna fiducia, avendo sempre fatto i propri interessi o dei loro datori di lavoro ma non certo del popolo che dovrebbero rappresentare.

Altra colossale contraddizione è emersa in queste settimane, dopo l’esplosione (prevedibilissima) del conflitto in Ucraina. Violando per l’ennesima volta la Costituzione Italiana (che ripudia la guerra) gli oligarchi hanno deciso di inviare armi agli ucraini. Dai primi dati che emergono a opera di esperti di settore, pare che il coinvolgimento dell’Italia in questo conflitto, pur senza essere stati aggrediti e formalmente non essendo in guerra, pare sia già costata finora ai contribuenti italiani una trentina di miliardi di euro come minimo. Considerando che la popolazione soffre da oltre due anni una situazione di crisi grave destinata a peggiorare, forse sarebbe stato meglio queste risorse, perse per pretestuosi ed evitabili e a tratti demenziali motivi bellici, destinarle a scopi interni di sostegno sociale.

Quindi in modo totalmente incoerente e contradditorio si impedisce alla popolazione italiana di possedere armi comuni da sparo e si inviano armi di ogni genere e senza alcun controllo all’Ucraina, dove sussiste il forte sospetto che finiscano nelle mani di gruppi neonazisti di criminali di guerra, a bande di criminali comuni, a oligarchi corrotti che le rivenderanno, a gruppi di civili non addestrati e non disciplinati che potrebbero abusarne, ecc.. Senza contare il fatto che la maggioranza di queste armi non arriverà neppure a destinazione perché verranno distrutte, appena depositate nei magazzini, da bombardamenti di precisione compiuti dalle forze armate russe. Ma questa è un’altra storia che esula dalla nostra trattazione mirata.

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Per citare un solo esempio “tecnico” delle colossali contraddizioni italiche, da noi si cataloga come arma comune da sparo (parificata ad una pistola) un fucile a pompa come il FABARM Martial Pistola 11, ultracompatto di meno di 60 cm. di lunghezza totale (nell’immagine sopra), per impedire che possa essere acquistato facilmente, perché la limitazione di possesso in Italia è di sole tre armi corte, non se ne possono comprare di più, e siccome qualsiasi appassionato di armi il limite lo ha già raggiunto, quest’ottimo modello da difesa personale e famigliare non potrà essere acquistato pur essendo un fucile e non una pistola.

Le studiano tutte per impedire la diffusione di armi difensive tra la popolazione. Al massimo vi consentono di continuare a detenere la doppietta di quando andavate a caccia da giovane o vi andava vostro padre o il nonno, ma le cartucce dovrete consegnarle alla più vicina stazione dei Carabinieri. Se però vi trasferite in Galizia, cioè nel nordovest dell’Ucraina, potrete ricevere dalla stessa Italia addirittura armi da guerra e relativo munizionamento, e non dovrete neppure denunciarne il possesso. Pertanto non crediate neppure per un attimo alla solita solfa istituzionale giustificativa del “ non vorrete mica che la società italiana diventi un Far West”, banalizzazioni che servono solo a farvi sentire in colpa, in realtà siamo messi peggio del Far West ottocentesco dove chiunque poteva possedere armi e quindi difendersi, mentre in Italia le armi le hanno soprattutto i criminali e i cittadini onesti sono disarmati, per volere dello Stato, sono cioè privati del diritto di difendersi.