Ascensione del Signore

Tempo stimato di lettura: 3 minuti

L’Ascensione è una solennità liturgica comune a tutte le Chiese cristiane, che si celebra il quarantesimo giorno dopo la Pasqua di Resurrezione. Ne parlano già san Giovanni Crisostomo e sant’Agostino. Ma un’incisiva influenza per la sua diffusione la si deve probabilmente a san Gregorio di Nissa. Dato che questo giorno cade di giovedì, in molti Paesi la solennità è stata trasferita alla domenica successiva. Con l’Ascensione al cielo si conclude la presenza del “Cristo storico” e si inaugura il tempo della Chiesa.

In quel tempo, Gesù disse loro: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”.
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. (Lc 24,46-53)

Aprì loro le scritture

È Gesù stesso che si fa “Educatore” nei riguardi dei discepoli: “Così sta scritto: il Cristo patirà…”. I discepoli hanno appena incontrato il Signore Gesù risorto, e con Lui mangiarono del pesce arrostito. Alla luce di questo Avvenimento, “apre la mente ai discepoli” per aiutarli a comprendere che quanto è avvenuto faceva e fa parte di un progetto d’amore, del piano di salvezza.

Leggi anche:   Santa Monica, madre di Sant'Agostino

Rivestiti dall’alto

Il distacco di Gesù coincide con il dono dello Spirito Santo, che renderà capaci i discepoli di essere testimoni di quanto hanno visto e vissuto, e di farlo con gioia: “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio”. I discepoli hanno abbandonato la paura e la timidezza che li ha portati ad allontanarsi dalla Croce: ora trovano il coraggio di continuare a rendere presente le grandi opere del Signore Gesù attraverso la loro gioiosa e coraggiosa testimonianza.

Conversione e perdono dei peccati

Il contenuto della testimonianza è la gioia che Dio è Amore, è Misericordia. Questa sarà la forza capace di far cambiare direzione, abbandonando una vita di peccato e orientandosi per orientarsi verso una vita qualitativamente migliore.

Verso Betania

La città di Betania è posta a oriente di Gerusalemme e da qui si attendeva il ritorno della Gloria (Ez 43,2; 11,23). Ora Gesù si appresta a salire al Padre, ma non prima di aver condotto “fuori” i discepoli. Un atto che richiama l’azione di Dio quando liberò il suo popolo d’Israele. L’evangelista Luca cerca così di “riannodare” la storia, facendo cogliere che in Gesù tutto giunge a compimento.

Un nuovo modo di esserci

Il testo degli Atti, ci offre alcune coordinate teologiche-spirituali per capire il mistero che celebriamo. Gesù “E’ stato assunto” – dice il testo degli Atti 1,11 – mettendo in evidenza che l’azione è di Dio; e la nuvola che “Lo sottrasse ai loro occhi” (v. 9) richiama l’immagine della nube del Sinai (Es 24,15), sopra la tenda dell’alleanza (Es 33,9), fino alla nube sul monte della Trasfigurazione (Mc 9,7). L’Assunzione di Gesù in cielo non è dunque un “distacco” ma un esserci in modo nuovo: questo spiega i discepoli “pieni di gioia” (Lc 24,52). In Gesù, morto, risorto e ora asceso, si sono aperte le porte del Cielo, della vita eterna. La “nube della fede” che avvolge oggi la nostra vita non è ostacolo, ma via attraverso la quale possiamo fare esperienza più viva e vera di Gesù, animati dalla certezza che se Lui è risorto e asceso al cielo, anche noi siamo chiamati alla stessa sorte, in quanto Lui è primizia (cfr 1Cor 15,20).
Chiesa in uscita
Questa attesa dell’ultimo giorno non va vissuta nell’ozio e neppure nel chiuso della propria casa, ma, ricorda Gesù, l’attesa va vissuta nell’impegno della “testimonianza”, dilatata fino ai confini della terra: “Avrete forza dallo Spirito Santo…e mi sarete testimoni…fino agli estremi confini della terra” (At 1, 8).

Leggi anche:   Draghi rinvia la resurrazione

Preghiera

Signore Gesù,
Tu, che nella tua ascensione
Hai colmato di gioia gli Undici,
rendici degni di tale gioia
in virtù della tua preghiera e della tua misericordia.

Signore Gesù,
Tu che nella tua ascensione
hai portato in cielo la nostra fragile umanità
e ci hai aperto la via che conduce al Cielo,
infondi in noi la gioia della serenità e della pace.

Signore Gesù,
Tu che salendo al cielo
ci hai rivestiti del dono dello Spirito Santo,
rendici tuoi testimoni dentro la vita quotidiana
narrando la gioia della tua Misericordia.

Questo post ti è piaciuto? Condividilo:

Lascia un commento