San Giulio (il veterano) di Durostoro

Prendi la corona che il Signore ha promesso di dare a coloro che credono in lui.
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Gli autentici Atti di Giulio rivelano il modo di pensare di un devoto soldato, simile per molti aspetti a quelli dei giorni nostri. Durante ventisette anni di servizio irreprensibile aveva combattuto in sette campagne militari. Al prefetto Massimo, che lo interrogava, disse che doveva rimanere fedele a ordini più alti. Durante tutto il suo servizio militare, compreso il periodo in cui fu nuovamente arruolato come veterano, egli fu fedele a Dio, creatore del cielo e della terra, che fino a quel momento aveva servito rettamente. Massimo lo elogiò per la sua saggezza e la sua serietà e gli offri un premio se solo avesse sacrificato agli idoli. A patto che Giulio si mostrasse spontaneo, Massimo lo avrebbe sollevato da ogni imputazione, ma il santo rifiutò con fermezza. Essendogli allora chiesto perché temesse di più un uomo morto che l’imperatore vivo, rispose: «E colui che è morto per i nostri peccati che ci dà la vita eterna. Questo stesso uomo, Cristo, è Dio e vive per sempre. Chiunque crede in lui avrà la vita eterna; chiunque lo rifiuta avrà una punizione eterna». Massimo però, preso da compassione, lo invitò a conservarsi in vita sacrificando agli idoli. Giulio rispose: «Vivere con voi significherebbe per me morire […] Ho scelto la morte che mi fa vivere coi santi per l’eternità».

La sua esecuzione venne fissata a Durostoro (Silistra, Bulgaria). Sulla strada verso l’ultima meta fu salutato da un soldato cristiano, anch’esso imprigionato, di nome Isichio: «Prendi la corona — gli disse — che il Signore ha promesso di dare a coloro che credono in lui, e ricordati di me, perché anch’io ti seguirò. Porta i miei più calorosi saluti al servo di Dio, nostro fratello Valentino, che è già andato prima di noi al Signore per la sua retta professione di fede». Quando Giulio prese la benda per coprirsi gli occhi, disse: «Signore Gesù Cristo, soffro questo per il tuo nome. Ti prego di accogliere il mio spirito insieme ai tuoi santi martiri». Il boia pose fine alla sua vita con la spada. Egli era inizialmente inserito in questo giorno insieme ad alcuni compagni, menzionati solo nei sinassari (raccolte) greci, ma adesso gode di una menzione individuale nel nuovo Martirologio Romano.

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