È morto a 94 anni il cardinale Angelo Sodano

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È morto ieri a 94 anni il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato emerito e decano emerito del Collegio cardinalizio. L’alto prelato era stato contagiato di recente dal Covid e le sue condizioni si erano aggravate.

Angelo Sodano (Isola d’Asti23 novembre 1927 – Roma27 maggio 2022) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia

Angelo Sodano è nato il 23 novembre 1927 ad Isola d’Astiprovincia di Alessandria (oggi provincia di Asti) e diocesi di Asti, in Piemonte, nell’allora Regno d’Italia (oggi Repubblica Italiana). Figlio di Delfina e Giovanni Sodano, è il secondo di sei figli; suo padre è stato deputato del Parlamento italiano, eletto nelle file della Democrazia Cristiana per tre legislature, dal 1948 fino al 1963.

Formazione e ministero sacerdotale

Ha maturato la vocazione al sacerdozio grazie al clima di fede in cui è cresciuto. Entrato nel seminario di Asti, ha proseguito gli studi a Roma, prima alla Pontificia Università Gregoriana per gli studi teologici, poi alla Pontificia Università Lateranense per gli studi giuridici. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 23 settembre 1950, presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Asti, per imposizione delle mani di Umberto Rossivescovo di Asti; si è incardinato, ventiduenne, come presbitero della medesima diocesi. Poi ha cominciato una lunga carriera nella diplomazia vaticana.

L’Ecuador è la prima nazione in cui è stato inviato, nel 1961, come addetto nella nunziatura apostolica. Ha continuato la propria esperienza in Uruguay. Qui Sodano è stato anche docente della neonata Università Cattolica. Nel 1968 è stato richiamato a Roma da Agostino Casaroli per affiancarlo alla Segreteria di Stato, nel “Consiglio per gli affari pubblici” (oggi “Sezione dei Rapporti con gli Stati”). Si è dedicato ad un nuovo campo di attività: i rapporti della Santa Sede con l’Europa, allora ancora divisa in due blocchi, occidentale e orientale.

Ha aiutato Casaroli nei contatti con i vari governi del blocco orientale. Collaborando con monsignor Giovanni Cheli, ha trattato con l’Ungheria per la liberazione del cardinale József Mindszenty. Più difficili sono stati i contatti con l’Unione Sovietica, anche per l’ostilità della Chiesa ortodossa russa, e con il governo rumeno, a causa dell’atteggiamento profondamente antireligioso del regime di Nicolae Ceaușescu.

Ministero episcopale

Nunzio in Cile

Il 30 novembre 1977 papa Paolo VI lo ha nominato, cinquantenne, nunzio apostolico in Cile, succedendo a Sotero Sanz Villalba, trasferito a capo della delegazione apostolica in Messico sei giorni prima; contestualmente gli è stata assegnata la sede titolare di Nova di Cesare con dignità di arcivescovo titolare, a titolo personale. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 15 gennaio 1978, presso la Collegiata di San Secondo ad Asti, per imposizione delle mani del cardinale Antonio Samorèarchivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, assistito dai co-consacranti monsignori Agostino Casaroli, arcivescovo titolare di Tirnovo e segretario del Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa nonché futuro cardinale, e Vito Nicola Cavanna, vescovo di Asti. Come suo motto episcopale il neo arcivescovo Sodano ha scelto Ut unum sint, che tradotto vuol dire “Perché siano una cosa sola”.

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Inizialmente gli è stata affidata la missione di comporre la crisi internazionale scoppiata tra Cile ed Argentina per la sovranità sulla zona del Canale di Beagle, nella Terra del Fuoco. Nel 1984 il dialogo tra le parti si è concluso con un trattato di pace ed amicizia tra i due Stati.

Più difficile è stato gestire la situazione interna al Cile, governato dalla dittatura del generale Augusto Pinochet. Sodano, con la collaborazione dell’episcopato locale, è riuscito ad organizzare una visita del papa nel Paese sudamericano. Durante il suo viaggio apostolico, dal 31 marzo al 6 aprile 1987, il pontefice ha gridato in ben otto città El amor es más fuerte! (“L’amore è più forte!”).

Curia romana

Il 23 maggio 1988 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato, sessantenne, segretario del Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, equivalente ad un ministero degli affari esteri competente nella cura dei rapporti diplomatici della Santa Sede con gli altri Stati e nella stipula dei concordati; è succeduto al sessantaquattrenne Achille Silvestrini, cessato nell’incarico e creato cardinale il 28 giugno successivo.

Il 1º marzo del 1989, con l’entrata in vigore della costituzione apostolica Pastor Bonus, il Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa è divenuto la “seconda sezione” della Segreteria di Stato, assumendo di conseguenza il titolo di segretario per i Rapporti con gli Stati; è contestualmente divenuto presidente della Pontificia commissione per la Russia, subentrando al dimissionario cardinale Agostino Casaroli, poi soppressa il 15 gennaio 1993. Durante il pontificato di Giovanni Paolo II ha accompagnato il papa in 54 viaggi fuori dall’Italia. Durante il suo mandato ha concluso più di 30 accordi con Stati esteri e visto salire a 174 i Paesi che mantengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede.

Il 1º dicembre 1990 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato, sessantatreenne, pro-segretario di Stato di Sua Santità; è succeduto al settantaseienne cardinale Agostino Casaroli, dimissionario per raggiunti limiti d’età. Contestualmente, è divenuto anche il primo presidente della Commissione cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione.

Cardinalato

Il 29 maggio 1991, al termine dell’Udienza generale, papa Giovanni Paolo II ha annunciato la sua creazione a cardinale nel concistoro del 28 giugno seguente, primo nella lista dei nuovi porporati. Durante la cerimonia, svoltasi presso l’Aula Paolo VI, gli sono stati conferiti la berretta, l’anello ed il titolo cardinalizio di Santa Maria Nuova, vacante dal 2 aprile precedente, giorno della morte del cardinale ugandese Emmanuel Kiwanuka Nsubugaarcivescovo emerito di Kampala. Ha preso possesso della sua chiesa titolare in una celebrazione successiva.

Il 29 giugno è divenuto presidente della neo costituita Commissione interdicasterale per le Chiese particolari e di quella per le Chiese in Europa orientale nonché cardinale protettore della Pontificia accademia ecclesiastica, mentre il 1º luglio ha assunto il titolo di Segretario di Stato di Sua Santità.

Il 10 gennaio 1994 papa Giovanni Paolo II lo ha promosso all’ordine dei vescovi, assegnandogli la sede suburbicaria di Albano, vacante dal 5 ottobre 1993, giorno della morte del cardinale Francesco Carpinoarcivescovo emerito di Palermo; ha mantenuto in commendam anche il titolo cardinalizio di Santa Maria Nuova. Ha preso possesso della sede suburbicaria durante una cerimonia svoltasi presso la Cattedrale di San Pancrazio ad Albano Laziale il 2 ottobre seguente.

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Il 27 novembre 2002 i cardinali dell’ordine dei vescovi lo hanno eletto sottodecano del Collegio cardinalizio, ricevendo l’approvazione del pontefice tre giorni dopo, il 30 novembre; è succeduto al cardinale tedesco Joseph Ratzinger, contestualmente eletto decano.

Ha ricevuto nel 2004 il Premio Internazionale Vittorino Colombo, assegnatogli dalla Fondazione Vittorino Colombo.

Il 2 aprile 2005, giorno della morte di papa Giovanni Paolo II, ha cessato il proprio incarico di segretario di Stato ai sensi dell’art. 6 della costituzione apostolica Pastor Bonus, promulgata il 28 giugno 1988 dallo stesso pontefice. Ha preso parte al conclave seguente, che si è concluso con l’elezione al soglio pontificio del cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, con il nome di Benedetto XVI. In qualità di cardinale vescovo più anziano, è toccato proprio a lui il compito di chiedere al cardinale che aveva ricevuto i voti necessari per l’elevazione a papa se accettasse l’elezione, e poi con quale nome volesse essere chiamato. Il 21 aprile successivo il nuovo pontefice lo ha confermato nel suo incarico di Segretario di Stato; il 27 aprile i cardinali dell’ordine dei vescovi lo hanno eletto decano del Collegio cardinalizio, ricevendo l’approvazione del papa tre giorni dopo, il 30 aprile, e la sede suburbicaria di Ostia, propria di questo ufficio, mantenendo anche la sede suburbicaria di Albano ed il titolo cardinalizio di Santa Maria Nuova. Il 29 giugno seguente, giorno della solennità dei Santi Pietro e Paolo, si è recato presso la Basilica di San Pietro in Vaticano, dove il papa gli ha imposto il pallio quale cardinal decano, secondo la prassi che era stata inaugurata da Giovanni Paolo II con l’allora cardinal Ratzinger. Ha preso possesso della sede suburbicaria durante una cerimonia svoltasi presso la Basilica di Sant’Aurea il 10 luglio.

Il 22 giugno 2006 papa Benedetto XVI ha accettato la sua rinuncia da capo della Segreteria di Stato e da tutti gli incarichi connessi per raggiunti limiti d’età, ai sensi del can. 354 del Codice di diritto canonico, divenendo Segretario di Stato emerito all’età di quasi settantanove anni; ha lasciato l’incarico il 15 settembre seguente, quando gli è succeduto il settantunenne Tarcisio BertoneS.D.B.arcivescovo emerito di Genova.

Il 23 novembre 2007, al compimento dell’ottantesimo genetliaco, ha perso il diritto di entrare in conclave ed ha cessato di essere membro dei dicasteri della Curia romana, in conformità all’art. II § 1-2 del motu proprio Ingravescentem Aetatem, pubblicato da papa Paolo VI il 21 novembre 1970.

Il 1º settembre 2012 ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica nella Basilica Concattedrale di Sansepolcro in occasione del millenario della fondazione.

Il 18 settembre 2012 papa Benedetto XVI lo ha nominato padre sinodale della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi con tema La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana, svoltasi presso la Città del Vaticano dal 7 al 28 ottobre seguente.

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Dopo la rinuncia di papa Benedetto XVI, per via dell’età non ha potuto prendere parte al conclave del 2013, che si è concluso con l’elezione al soglio pontificio del cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo metropolita di Buenos Aires, con il nome di Francesco.

Il 21 dicembre 2019 papa Francesco ha accettato la sua rinuncia dalla carica di decano del Collegio cardinalizio, conferendogli contestualmente il titolo di decano emerito del medesimo Collegio all’età di novantadue anni e promulgando inoltre una lettera apostolica in forma di motu proprio stabilendo per tale incarico la durata di un quinquennio eventualmente rinnovabile; il 18 gennaio 2020 gli è succeduto l’ottantaseienne cardinale Giovanni Battista Re, fino ad allora sottodecano.

Il 5 marzo 2022, in seguito alla morte del cardinale Agostino Cacciavillan, è divenuto il porporato italiano più anziano.

È morto a Roma il 27 maggio 2022 a causa del contagio da COVID-19.

Critiche e aspetti controversi

Angelo Sodano è stato un sostenitore di Marcial Maciel Degollado, il sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, condannato dalla Santa Sede nel 2006 per gli atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione, delitto punito dal diritto canonico con la scomunica latae sententiae. Resta un sostenitore dei Legionari di Cristo.

Nel 2010 l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, ha accusato Sodano di aver bloccato nel 1995 la creazione di una commissione d’inchiesta sugli abusi sessuali di cui era stato accusato il suo predecessore Hans Hermann Groër. Nello stesso anno, in occasione della messa pasquale in piazza San Pietro, Sodano ha definito “chiacchiericcio” il clamore mediatico sollevato sulla gestione dello scandalo dei preti pedofili, suscitando le proteste di alcune delle vittime di abusi.

Nel settembre del 2011 il gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili Snap (Survivors network of those abused by priests e il Centro per i diritti costituzionali (Center for Constitutional Rights) hanno depositato presso la Corte penale internazionale dell’Aia un ricorso, in cui accusavano papa Benedetto XVI, il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore, il cardinale Angelo Sodano, e il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale William Joseph Levada, di crimini contro l’umanità per una presunta copertura di reati commessi da sacerdoti contro i minori.

Nel febbraio del 2012 il ricorso è stato ritirato dallo stesso legale proponente, l’avvocato Jeff Anderson. Secondo il legale della Santa Sede, l’avvocato Jeffrey S. Lena, il ritiro del ricorso ha provocato «l’archiviazione immediata della causa, senza che sia necessaria una sentenza in merito emanata dalla corte». Sempre secondo Lena: «Hanno ritirato tutto perché sapevano che avrebbero perso se avessero continuato a perseguire il caso. Non volevano una pronuncia negativa da parte del giudice» che avrebbe fatto giurisprudenza.

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