San Guglielmo di Gellone

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Guglielmo visse in un periodo di importanti cambiamenti politici. Era nato durante il regno di Pipino il Breve (715-768), figlio di Carlo Martello (v. S. Bonifacio, 5 giu.) e padre di Carlo Magno (742-814)

Figlio di Teodorico, conte di Tolosa, ricevette educazione appropriata al suo rango. Fu in servizio a corte quando Pipino era già morto e Carlo Magno era diventato re dei franchi (768). Dopo aver ricoperto diverse cariche a corte, fu inviato da Carlo Magno a combattere i saraceni che minacciavano i franchi soprattutto dal fronte spagnolo. Riscosse un grande successo come condottiero sconfiggendo gli arabi, finendo così per rappresentare l’ideale del condottiero cristiano in numerose e successive chansons de geste.

In considerazione dei suoi successi militari, venne nominato duca di Aquitania, titolo che lo metteva anche in un’evidente posizione di forza nel caso che le ostilità fossero ricominciate. Non sentendosi tuttavia soddisfatto di una carriera puramente secolare volle edificare un monastero e ospitarvi monaci provenienti da Aniane (vicino a Narbona), conosciuto in seguito come il più ragguardevole centro del monachesimo benedettino dell’Europa occidentale (v. S. Benedetto di Aniane, 750-821, 12 feb.). Trovò un luogo adatto a Gelone, a circa un’ora di distanza nella valle del Reno, e realizzò il suo desiderio fondando non uno ma due monasteri: uno maschile e uno femminile, in cui entrarono anche le sue sorelle.

Visse a corte ancora qualche anno, godendo di grande ammirazione e prestigio, ma alla fine, con il consenso di Carlo Magno, la lasciò per farsi monaco nell’abbazia da lui costruita. Come segno della sua decisione appese le armi nella chiesa di S. Giuliano a Brioudc (Alta Loira), sulla strada che dalla corte (alcune volte itinerante, ma di solito stanziata ad Aquisgrana) di Carlo Magno conduceva a Gellone. Giunto a destinazione ricevette l’abito monastico da S. Benedetto di Aniane, che divenne da quel momento la sua guida spirituale. Morì alcuni anni dopo (28 maggio 812) nel monastero che in seguito fu chiamato, in suo onore, S. Guglielmo nel Deserto. Fu canonizzato da Alessandro II nel 1066.

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