Cremona Pride, sfila la Madonna a seni nudi: che vergogna!

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Polemiche a non finire dopo la prima edizione del Cremona Pride. Manifestazione organizzata dalle associazioni GLBT (Gay Lesbo Bisex e Trans) per rivendicare i loro diritti. Ed autorizzata dal sindaco Gianluca Galimberti, in quota Pd. Che adesso rischia di essere travolto dalle polemiche. Il motivo del contendere, una immagine portata in corteo. Della Madonna, raffigurata con i seni di fuori.

Una assurdità, che si creda o meno. Perché in Europa, ancora si litiga sul Natale. Se sia giusto celebrarlo. Per non offendere chi professa altre religioni. Ma poi, per i cattolici non c’è rispetto alcuno. Altro che reciprocità. Un conto è rivendicare parità di diritti, e dire stop a ogni discriminazione. Un altro, vilipendere la religione cattolica e i credenti. Che orgoglio sarebbe questo? Ci sfugge. Anzi, notiamo una bella dose di vigliaccheria. Perché se la stessa cosa fosse stata fatta, tanto per dire, con una immagine di Maometto, gli autori adesso rischierebbero la pelle. Invece, con i simboli cristiani non si rischia niente. Facile essere blasfemi così. Che vergogna.

La protesta del centrodestra. Ma anche il presidente della Cremonese rompe il silenzio: La Madonna a seni nudi offende la sensibilità altrui

“Non è cosi, con questo modo squallido e irrispettoso della fede cristiana, che si rivendicano i diritti”. Si è alzato il coro di diversi esponenti locali della destra, dalla Lega a Forza Italia a Fratelli d’Italia. E soprattutto, a sorpresa vista la riservatezza, è arrivata la critica garbata nei toni ma dura nei contenuti di Giovanni Arvedi. Imprenditore dell’acciaio (del suo gruppo le acciaierie di Cremona e di Terni), patron della Cremonese appena riportata in serie A e mecenate che in città ha costruito, fra altro, il Museo del Violino.

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Di fronte alle immagini della “Vergine Maria” portata su un baldacchino con i seni di fuori, ha commentato così. “Questi simboli non hanno nulla a che vedere con la legittima tutela dei diritti e la lotta all’omofonia e alle discriminazioni. Sono immagini stonate perché offendono la sensibilità altrui”. Esprimendo “stupore e rammarico” per il fatto che nessuna autorità sia intervenuta.

Così i riflettori si sono accesi contro il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti. Esponente del Partito democratico, eletto al suo secondo mandato alla guida di una coalizione di centrosinistra. Che ha autorizzato l’iniziativa, e concesso il patrocinio alla sfilata. E che adesso si trova in mezzo alla bufera.

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