Santa Paola Frassinetti

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Chiesa di Santa Chiara in Albaro (Genova), 12 agosto 1834: nasce una comunità di future suore educatrici, che sono sette. Aprono un paio di scuole per bambine povere, ricevono nuove aspiranti; ma poi alcune si ammalano, altre se ne vanno, girano maldicenze… Infine il padre della fondatrice la fa tornare a casa. Nascono così le Figlie della Santa Fede, poi Suore di Santa Dorotea, fondate da Paola Frassinetti, 25 anni, di fragile salute, di modi timidi e dolci. E di fortissima volontà. Aveva 9 anni quando le è morta la madre, e ha dovuto badare al padre e a 4 fratelli con l’aiuto di una zia. Dai 12 anni, morta pure la zia, ha fatto da sola. A 22 è diventata collaboratrice del fratello don Giuseppe, parroco a Quinto, presso Genova (e anche lui destinato agli altari). Ha progettato e fatto nascere la fondazione, poi l’ha vista bloccarsi: ma nella Pasqua 1846 la fa ripartire, dopo aver persuaso il padre. La comunità prende forma: l’abito, i primi voti.

Nel 1841 eccola a Roma, per piantare l’istituto anche lì: lei e due novizie, alloggiate sopra le scuderie dei principi Torlonia. Nel 1842 ecco la prima scuola a Santa Maria Maggiore, poi altre in varie parrocchie, una fondazione a Macerata, e una lotta terribile contro l’insufficienza dei mezzi… L’aiuto di Gregorio XVI e poi di Pio IX sostiene e carica Paola di nuove incombenze, di responsabilità, di fatica schiacciante. E questo le piace: con simili prove vuole misurarsi. Le affidano il “conservatorio” (una sorta di riformatorio femminile) presso Sant’Onofrio al Gianicolo. Accettato. Anzi, diverrà sede dell’istituto.

Ma nel 1849 diviene campo di battaglia: truppe francesi contro i volontari della Repubblica Romana, dopo la fuga di Pio IX a Gaeta. Arrivano lì i repubblicani, dipinti come sanguinari, e convinti a loro volta che le suore siano o fanatiche o prigioniere. Poi trovano in loro – per ordine di Paola – accoglienza, soccorso, ospitalità, cure ai feriti… Finisce che i presunti satanassi salutano militarmente ogni suora che incontrano. Corrono poi voci sinistre: Sant’Onofrio andrà a fuoco! Ma non accade nulla; anche perché una suora ha scritto una lettera a Giuseppe Mazzini, triumviro della Repubblica e anche, da piccolo, suo compagno di giochi. “Volontà di Dio, paradiso mio!”: è un’esclamazione tipica di Paola. Pare davvero che la sua forza di volontà abbia continuo bisogno di prove, di sfide. Nel 1865 le chiedono suore per il Brasile, e le manda. Ne chiedono per il Portogallo, e lei stessa va a occuparsene sul posto. Le case delle Figlie di Santa Dorotea nei vari Paesi diventeranno novanta nel XX secolo: ma lei lo dice già nel XIX, lei prevede e prepara il futuro, lì in Sant’Onofrio, dove si conclude la sua vita e dove resterà il suo corpo. Nel 1984, Paola Frassinetti viene proclamata santa da Giovanni Paolo II.

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