San Bennone (Benno) di Meissen

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San Bennone o Benno, nacque da una nobile famiglia della Sassonia in un anno imprecisato del sec. XI; nel 1062 era cappellano a Goslar e nel 1066 venne nominato vescovo di Meissen dall’imperatore Enrico IV, come era consuetudine allora, venendo poi consacrato dall’arcivescovo di Magdeburgo Werner.

Durante la guerra fra i Sassoni e l’imperatore, Bennone si schierò con i suoi compatrioti, pur senza prendere parte attiva negli scontri; finite le ostilità poté riappacificarsi col sovrano.

Ma questo non impedì, che il territorio di Meissen fosse invaso dai soldati, i quali lasciati liberi di farlo, da Enrico IV, saccheggiarono le proprietà vescovili e imprigionarono lo stesso vescovo.

Riottenne la libertà quando nel 1076, Enrico IV fu scomunicato; partecipò agli eventi successivi che portarono sul trono Rodolfo di Svevia; nel 1085 insieme al suo metropolita, sostenne papa Gregorio VII (1073-1085) nella sua lotta con l’Impero di Germania, per l’investitura dei vescovi, ma i fautori di Enrico IV nella Dieta di Magonza, lo fecero deporre e lo sostituirono sulla cattedra episcopale di Meissen da un certo Felice.

Dopo la morte di Gregorio VII nel 1085, Bennone venne in Italia e fece atto di ubbidienza all’antipapa Guiberto, riottenendo così il suo vescovado, dove rimase senza altri eventi fino al 1088, gratificato dai doni dell’imperatore.

Le notizie storiche su di lui terminano nel 1097, quando egli riconobbe il legittimo papa Urbano II; morì probabilmente il 16 giugno del 1107.

Nel 1285, il suo corpo fu tolto dal sepolcro e deposto in un urna sull’altare e da allora avvennero molti miracoli per sua intercessione. È autore di molti scritti esegetici sui Vangeli.

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Fu canonizzato con solennità nel 1523 da papa Adriano VI, in questa occasione Martin Lutero compose un libello contro il culto dei santi, a lui rispose Girolamo Emser, che aveva scritto e pubblicato nel 1512 la ‘Vita’ di San Bennone.

Quando la Sassonia, passò al protestantesimo, la sua tomba e l’altare furono distrutti, ma le reliquie erano state salvate dal vescovo Giovanni VIII, che le aveva trasferite nel suo castello di Stolp, in seguito giunsero a Wurzen e poi a Monaco di Baviera e infine nel 1580 definitivamente nella cattedrale di Meissen.

Patrono della stessa città e della Baviera, è ricordato il 16 giugno. Nell’iconografia è rappresentato in abiti episcopali mentre estrae dal ventre di un grosso pesce, che gli viene portato da un pescatore, le chiavi della cattedrale di Meissen, che secondo una leggenda dell’epoca, sarebbero state buttate nel fiume Elba, quando Enrico IV fu scomunicato e lui era partito per Roma.

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