UE: FdI e Lega nella black list dei “movimenti violenti di estrema destra”

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All’armi son fascisti“. Eh sì, tutto si potrà dell’Europa (intesa come Ue) tranne che ignori la parolina magica con cui evocare un pericolo grave ed incombente. Soprattutto quando – come nel caso denunciato da Libero – la “ricerca” a base dell’allarme è in realtà un elenco di luoghi comuni impastato di pregiudizio politico. Non vi è altro modo per definire il sedicente studio sull’«Estremismo di destra nell’Ue», commissionato dalla Commissione Libe per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Un tomo di 170 pagine a mo’ di radiografia delle destre radicali europee al fine di riconoscerne «le caratteristiche distintive e le azioni violente perpetrate». L’obiettivo ricorda da vicino lo slogan della campagna anti-Aids degli anni ’80: «Se lo conosci, lo eviti». Appunto.

Così un report commissionato dall’Unione Europea

Non ci sarebbe nulla di indecente se non fosse che tra le formazioni radicali, violente e pericolose, i ricercatori non avessero inserito anche Fratelli d’Italia e la Lega. È a loro che che si riferisce lo studio quando vi si legge che «l’Italia è uno dei Paesi Ue più colpiti dal crescente successo dei partiti populisti ed estremisti di destra». E ancora: «In anni recenti i partiti di destra radicale si sono introdotti nella politica mainstream». Quest’ultima affermazione o è frutto di malafede o di ignoranza, dal momento che la Lega è uno dei partiti italiani più longevi mentre FdI ha già compiuto dieci di anni. Non solo, ma i rispettivi leader hanno già ricoperto ruoli di governo. Nonostante ciò, a giudizio dei ricercatori, Matteo Salvini e Giorgia Meloni guidano «partiti di destra radicale». Essi stessi sono «nazionalisti radicali». Un vero mostro a due teste: «I più recenti sondaggi per le prossime elezioni Politiche danno entrambi i partiti sopra il 20 per cento». E questo è l’unico aspetto non contestabile della ricerca.

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L’obiettivo è screditare la destra italiana

Il resto è persino ridicolo. Infatti, non c’è che da ridere quando, in contrasto con FdI e Lega, lo studio elogia le Sardine salutandolo come il «movimento che si è battuto contro il successo dei partiti di estrema destra».  Ma il trucco c’è, e si vede pure: la Libe ha commissionato la ricerca alla Asterisk Research and Analysis, che ne ha affidato la redazione a Quentin Liger e Mirja Gutheil. Il primo è un instancabile twittarolo, politicamente innamorato della comunista Rosa Luxemburg e detrattore irriducibile di Boris Johnson, definito addirittura golpista. La seconda è stata stagista del socialdemocratico Vladimir Spidla e si è già segnalata in passata per un report contro la «criminalizzazione» dell’accoglienza dei clandestini. Insomma, due profili, politicamente parlando, non proprio super partes. E neanche gratis, visto che la Ue li ha pure pagati per scrivere tante sciocchezze. Con i nostri soldi, ovviamente.

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