Santa Elisabetta di Portogallo

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Elisabetta, da regina, segue la propria via verso la santità curando i poveri e mettendo pace tra le dinastie dell’Europa del 1300. Dopo la morte del marito Dionigi, va in pellegrinaggio a Santiago de Compostela dove offre la sua corona, per poi chiudersi nel monastero delle Clarisse di Coimbra

La regina

Nata in Spagna nel 1271, all’età di dodici anni andò in sposa, per motivi politici, al re del Portogallo Dionisio. Il nome ricevuto era per onorare la memoria della zia santa Elisabetta d’Ungheria, canonizzata nel 1235.

Dal marito ebbe due figli, e altri li allevò per la sconsiderata condotta del marito. Pur tra le lacrime, superò ogni umiliazione attraverso una vita austera e di intensa preghiera, quasi fosse una monaca, arrivando ad allevare i figli non suoi, come fossero suoi. E sempre con tratti gentili, tanto da essere soprannominata “angelo di pace”. Pregherà molto per la conversione del marito, ma anche perché i disguidi familiari con i figli venissero superati. A causa dei litigi, il re pensò che la moglie avesse preso posizione nei confronti del figlio erede, e la fece così confinare ad Alenquer. Riconosciuta la sua innocenza, la fece rientrare permettendole di divenire lei stessa paciere. Questo rientro portò il marito a cogliere fino in fondo lo spessore umano e spirituale della moglie, coinvolgendola poi in ogni decisione.

La morte del Re

Alla morte del re, nel 1325, curato unicamente da Elisabetta, vendette i suoi beni e i propri gioielli di regina per soccorrere i poveri e fondare opere sociali. Abbracciò il terz’Ordine francescano e si recò in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, per capire cosa fare: pensava di entrare nel monastero delle Clarisse a Coimbra, da lei stessa fondato, ma la sua figura era ancora troppo ingombrante. Decise così di vivere all’esterno, conducendo la vita monastica, ma libera di uscire per soccorrere i poveri.

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Saputo che anche il figlio ora era in lotta con suo genero, si mise in cammino per raggiungerli. Giunta a Estremoz, fu sorpresa dalla febbre e morì tra le braccia del figlio e della nuora il 4 luglio 1336. Nel 1576, tenuto conto che la fama di santità non veniva meno, vennero raccolte le notizie biografiche, i dati riguardanti i miracoli che vi avvenivano e quanto poteva aiutare nell’avviare la causa di canonizzazione.

Il suo corpo fu riportato a Coimbra e i portoghesi, che in vita l’avevano ammirata come loro regina, già la proclamavano “regina santa”. Fu canonizzata nel 1625.

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