La legge del contrappasso

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Il 9 ottobre 2021 Internet ospitava l’esternazione che riporto sotto, cancellando per umana pietà la firma dell’autore.

Se fosse stato possibile spostarsi a ritroso nel tempo anche solo di pochi anni, l’autore di quelle righe sarebbe stato giudicato come lo scemo del villaggio. Nel caso in cui il personaggio si fosse reso protagonista di reazioni pericolose, lo si sarebbe pietosamente accompagnato in un istituto specializzato nel trattamento di questi malati, un po’ sperando di mitigarne la patologia, un po’ per difendere la società.

Non ho idea di quanto durerà questa tragedia mortificante per la salute e per la dignità umana, ma oggi non sono pochi i seminfermi di mente, spesso infermi del tutto, che condividono la visione della società esternata dal personaggio di cui sopra. Non mi soffermo su considerazioni scientifiche o sanitarie, né mi soffermo su quelle legali, perché sarebbero fin troppo ovvie. Proprio stamattina, venendo in laboratorio e costeggiando una pista ciclabile immersa nel verde, ho visto una coppia di giovani che pedalavano allegramente nella solitudine del luogo accuratamente mascherati. Ormai gl’irrecuperabili sono innumerevoli, e non so quanto valga la pena investire tempo e fatica con loro.

Prescindendo da previsioni, sia pure nell’assoluta certezza che questa tempesta di follia non durerà per sempre, non fosse altro che perché tutta la “filosofia” imperante è basta sull’ovviamente impossibile abrogazione delle leggi naturali, al poveretto autore della paginetta riportata il destino ha applicato la legge dantesca del contrappasso. Pluri-“vaccinato”, in età ancora acerba per lasciare questo manicomio planetario, la morte lo ha ghermito. I funerali l’altro ieri tra la costernazione di quanti lo avevano apprezzato.

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In fondo, la Natura si difende.

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