Dalla partecipazione dei militari italiani alla missione bilaterale di supporto alle Forze armate del Qatar per garantire la sicurezza in occasione dei “Mondiali di calcio 2022”, alla missione Ue EUTM Mozambico e al potenziamento della presenza della NATO nell’area del fianco Sud-Est. Queste le principali novità nel “Decreto Missioni” 2022, posto all’autorizzazione delle Camere.

Proteggere i mondiali di calcio

La missione in Qatar mobiliterà anche forze militari di Francia, Regno Unito, Usa e Turchia, dovrebbe impegnare fino a 560 militari con 46 mezzi terrestri, un pattugliatore d’altura (PPA) della Marina e due velivoli.

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Il ministro della Difesa, Lorenzo, Guerini aveva recentemente evidenziato come “l’Italia sia orgogliosa di poter contribuire al regolare svolgimento di una rassegna globale come i Mondiali di Calcio 2022”, che vedranno la presenza di un contingente militare italiano a supporto delle Forze Armate dell’Emirato, manifestando “la piena volontà di sviluppare ulteriormente la collaborazione già in atto tra le rispettive Forze Armate”.

Da quando si apprende si tratterà soprattutto di affiancare le forze qatarine nel gestire il controllo e la protezione dello spazio aereo e marittimo anche contro le minacce portate da droni, velivoli lenti e missili nonché di assicurare controlli anti terrorismo e anti-IED.

Le forze italiane saranno inquadrate nella Combined Joint Task Force Qatar 2022. e la missione avrà un costo di 10,8 milioni di euro di cui 3,5 relativi al 2023.

L’esempio del summit di Lugano

Compiti simili almeno in parte a quelli ricoperti dall’Aeronautica Militare che il 4 e 5 Luglio ha garantito la sicurezza aerea al summit International Ukraine Recovery Conference 2022, tenutosi a Lugano.

Nello specifico l’Aeronautica Militare ha garantito, attraverso i propri Reparti, il comando e controllo delle operazioni di difesa aerea, il coordinamento e lo scambio di informazioni con il Control and Reporting Centre (CRC) svizzero, l’incremento della sorveglianza radar a bassa quota e l’intervento in caso di violazioni dello spazio aereo da parte di velivoli di diverse categorie (fast e slow movers) in ogni condizione di tempo e orario.

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L’Aeronautica ha mobilitato per l’occasione per assicurare la sorveglianza dello spazio aereo in QRA (Quick Reaction Alert) presso l’aeroporto di Cameri (NO), 2 caccia Eurofighter Typhoon jdel 4° Stormo di Grosseto e, per la prima volta, presso l’aeroporto di Vergiate (VA) 2 elicotteri HH-139B del 15° Stormo di Cervia, con configurazione Slow Mover Interceptor includendo gli Operatori di Bordo Aerosoccorritori (ARS) in qualità di “Tiratori SMI”.

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Questa nuova versione dell’HH-139 è dotata di equipaggiamenti elettro-ottici che rendono l’assetto particolarmente idoneo per l’intercettazione di velivoli lenti anche in condizioni di bassa luminosità.

Il comando e controllo degli assetti, sia nazionali che svizzeri, è stato gestito dal Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE) per il tramite del NASOC (National Air and Space Operations Centre) deputato alla pianificazione, condotta e gestione delle operazioni correnti.

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Il servizio di sorveglianza dello spazio aereo è stato condotto dai reparti della Brigata Controllo Aerospazio per quanto attiene la capacità per la Difesa Aerea e Missilistica Integrata, il controllo degli assetti di volo ed il coordinamento del Traffico Aereo Operativo. Infine, per il supporto e l’incremento della capacità di sorveglianza aerea, nonché comando e controllo,  è stato impiegato un velivolo G-550 CAEW del 14° Stormo di Pratica di Mare.

Le missioni in Mozambico, Bulgaria e Ungheria

Nuovo impegno anche in Mozambico dove la UE ha varato una missione di addestramento delle forze locali a guida portoghese, la EUTM.

Missão de Formação Militar da UE em Moçambique

“L’obiettivo della missione è formare e sostenere le forze armate mozambicane nella protezione della popolazione civile e nel ripristino della sicurezza e della protezione nella provincia di Cabo Delgado” dove da tempo è in atto un’insurrezione islamista che minaccia lo sfruttamento delle risorse energetiche, si osserva nel documento inviato alle Camere. Si tratta di un impegno solo simbolico poiché è prevista una presenza massima di 15 militari che opereranno dalle basi di Maputo, Chimoio e Katembe.

Più consistente l’impegno assunto in ambito NATO per rafforzare il “Fianco Est” alla luce del conflitto in Ucraina con lo schieramento di un massimo di 1.1150 militari italiani (mille a regime) con 380 mezzi in Bulgaria (750) e Ungheria nel quadro della Enhanced Forward Presence e delle Enhanced Vigilance Activities della NATO.  Il costo stimato è di  39,5 milioni, di cui 15 coperti con obbligazioni esigibili nel 2023.

In totale le tre nuove missioni assorbiranno al massimo 1.575 militari con un costo programmato complessivo di 51.623.377 euro (33.123.377 per il 2022 e 18.500.000 per il 2023).

Le missioni prorogate

Verrà inoltre rinnovato  grosso delle missioni militari già in atto.

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In Europa:

  • Joint Enterprise della Nato nei Balcani: 1.490 effettivi al massimo, con 367 mezzi terrestri e due aeromobili al seguito;
  • Eulex-Kosovo, con 28 effettivi al massimo ed otto mezzi terrestri;
  •  Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina: 66 effettivi al massimo senza alcun mezzo;
  • Unficyp dell’Onu a Cipro: cinque militari;
  •  Sea Guardian della Nato nel Mediterraneo: due navi con due aeromobili e 240 uomini al massimo;
  • Eunavformed Irini nel Mediterraneo: con una nave maggiore, due aeromobili ed un massimo di 406 effettivi impiegati.

In Asia:

  • Unifil in Libano, con un massimo di 1.169 uomini, 368 mezzi terrestri, una nave e 7 aeromobili;
  • Missione addestrativa in Libano denominata Mibil: si tratta di 160 uomini al massimo, con una nave ed un aeromobile;
  • Missione addestrativa in favore delle forze di sicurezza palestinesi (che non ci è mai molto piaciuta): 33 effettivi;
  • Partecipazione alla coalizione anti-Daesh: 650 effettivi al massimo, con 97 mezzi terrestri ed 11 aeromobili. Ha un costo importante: oltre 217 milioni;
  • Missione Nato in Iraq: 610 effettivi al massimo, con 100 mezzi terrestri ed otto aeromobili;
  • EUAM Iraq dell’Ue: simbolica, impegnando solo due uomini;
  • Unmogip delle Nazioni Unite schierata tra India e Pakistan: soltanto due uomini;
  • Personale di supporto logistico impiegato negli EAU, Kuwait, Bahrein, Qatar e a Tampa: 145 effettivi con due aeromobili.

In Africa:

  • Unsmil dell’Onu in Libia: una sola persona;
  • Missione bilaterale di supporto in Libia: un massimo di 400 effettivi, con 69 mezzi terrestri e due aeromobili;
  • Missione bilaterale di cooperazione in Tunisia: 15 effettivi;
  • Partecipazione alla Minusma in Mali: otto effettivi;
  • EUTM Mali (12 effettivi) e la EUCAP Sahel Mali (17 effettivi);
  • EUCAP Sahel Niger: 15 effettivi;
  • Missione bilaterale di supporto alle autorità del Niger: significativa, con 350 effettivi, 100 mezzi terrestri e sei aeromobili;
  • Partecipazione alle Task Force Takuba nel Sahel: 250 effettivi, con 44 mezzi terrestri ed otto aeromobili (al momento rientrati in Italia);
  • Minurso nel Sahara Occidentale: due uomini;
  • MFO in Egitto: vi partecipiamo con tre navi ed un massimo di 78 effettivi;
  •  EUTM RCA in Centrafrica: tre uomini;
  • Missione navale europea Atalanta: vi prendiamo parte con una nave, due aeromobili ed un massimo di 199 effettivi;
  • EUTM Somalia (un massimo di 167 effettivi con 33 mezzi terrestri), l’EUCAP Somalia (15 efettivi) e la Unsom (un uomo);
  • Missione bilaterale di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane, delle forze armate gibutiane e dei funzionari yemeniti: 75 effettivi;
  • Personale militare nella base nazionale italiana a Gibuti: 147 effettivi con nove mezzi terrestri al seguito.
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Inoltre vengono rinnovate le seguenti operazioni:

  • Operazione  Mare Sicuro, missione aeronavale nazionale nel Mediterraneo cui destiniamo 6 navi, inclusa quella che assiste a Tripoli la Marina libica, otto aeromobili e fino a 774 effettivi;
  • Il dispositivo aeronavale nazionale schierato nel Golfo di Guinea, cui sono allocati una nave con due aeromobili ed un massimo di 190 effettivi;
  • Partecipazione aeronavale alla Emasoh in corso nel Golfo Persico, con una nostra nave, due aeromobili ed un massimo di 200 unità;
  • Partecipazione alla Implementation of the Enhancement of the Framework for the South della Nato, competente su un territorio che si estende dal Nord Africa al Medio Oriente, con sette effettivi.

Viene inoltre prorogata la partecipazione ai dispositivi della NATO per la sorveglianza dello spazio aereo alleato, la sorveglianza navale dell’area sud, la presenza in Lettonia e l’Air Policing.

Trenta milioni vengono stanziati a sostegno dell’attività intelligence dell’AISE a supporto delle m8ssioni all’estero.

In totale, l’impegno complessivo oltremare per quest’anno è quantificato in una forza massima impiegata pari ad 8.505 effettivi, un dispiegamento medio di 5.978, ad un costo di 1,171 miliardi di euro, di cui oltre 760 milioni coperti subito ed altri 410 tratti da obbligazioni esigibili nel 2023.

Vanno poi aggiunte le missioni che interessano le Forze di Polizia:

  • Eulex Kosovo (17 effettivi),
  • Unmik Kosovo (una persona),
  • Eupol Copps in Palestina (quattro persone, tra le quali un magistrato collocato fuori ruolo),
  • Eubam Libia (cinque persone),
  • Attività in Albania e nei Balcani (complessivamente 52 effettivi di varie specialità in Albania e 19 nei paesi attigui)
  • Assistenza alla Guardia Costiera libica (25 effettivi, con quattro mezzi terrestri ed una nave).

Le attività Cooperazione allo Sviluppo e lo sminamento umanitario inserite nello stesso decreto delle missioni militari, impegnano 290,6 milioni di euro più altri 47 per il sostegno ai processi di pace.